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Archivio Micologico

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Tutti i contenuti di Archivio Micologico

  1. Cortinarius pholideus (Lilj.) Fr. 1838 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Cortinariaceae Genere Cortinarius Sottogenere Telamonia Sezione Pholidei Melot Clade /pholideus Sinonimi Cortinarius subpholideus Rob. Henry 1992 Cortinarius subpenicillatus Carteret & Reumaux 2005 Cortinarius pholideoides Bidaud & Reumaux 2005 Etimologia L'epiteto Cortinarius deriva dal latino cortinarius = attinente alla cortina, per la presenza di velo secondario sul gambo in forma di cortina. Bibliografia AA.VV., 2018. Funga Nordica. Agaricoid, boletoid and cyphelloid genera. Ed. Nordsvamp. 2nd Edition, 2nd printing. CALLEDDA F., CAMPO E., FLORIANI M. & MAZZA R. 2021. Guida Introduttiva al genere Cortinarius in Europa. Ed. Osiride. NITARE J., KNUTSSON T., BRANDRUD T.E., JEPPESEN T.S. & FRØSLEV T.G. 2024. Ädelspindlingar – Guide till svenska naturvårdsarter. Mykologiska Publikationer 12. Ed. Sveriges Mykologiska Förening (SMF). KUYPER T. et al. 2024. Flora Agaricina Neerlandica Vol 8. Cortinarius. Continente Europa. Agosto 2008. Foto di Federico Calledda.
  2. Cortinarius percomis Fr. Svizzera. Agosto 2007. Foto di Federico Calledda. Esemplari poco tipici sul luogo di raccolta ma in definitiva determinati con sicurezza per caratteristiche organolettiche, macroreazione (rossa con KOH su carne e base del gambo, e microscopia.
  3. Cortinarius percomis Fr. Regione Trentino-Alto Adige (Provincia Autonoma di Trento). Settembre 2006. Foto di Pietro Curti.
  4. Cortinarius percomis Fr. 1838 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Cortinariaceae Genere Cortinarius Sottogenere Phlegmacium Etimologia L'epiteto Cortinarius deriva dal latino cortinarius = attinente alla cortina, per la presenza di velo secondario sul gambo in forma di cortina. Bibliografia AA.VV., 2018. Funga Nordica. Agaricoid, boletoid and cyphelloid genera. Ed. Nordsvamp. 2nd Edition, 2nd printing. CALLEDDA F., CAMPO E., FLORIANI M. & MAZZA R. 2021. Guida Introduttiva al genere Cortinarius in Europa. Ed. Osiride. NITARE J., KNUTSSON T., BRANDRUD T.E., JEPPESEN T.S. & FRØSLEV T.G. 2024. Ädelspindlingar – Guide till svenska naturvårdsarter. Mykologiska Publikationer 12. Ed. Sveriges Mykologiska Förening (SMF). KUYPER T. et al. 2024. Flora Agaricina Neerlandica Vol 8. Cortinarius. Regione Trentino. Settembre 2006. Foto di Massimo Biraghi, commento di Luca Mistè. Cappello vischioso cm 4-8 da emisferico nel giovane a convesso, di colore-giallo-ocra tendente ad imbrunirsi con l’età. Lamelle concolori al cappello, con qualche riflesso verdastro. Gambo cm 4-8 giallo-zolfo cilindrico, a volte con base leggermente ingrossata, clavato. Carne giallo-zolfo, reazione rossastra al KOH. L'odore è forte aromatico di maggiorana, il sapore dolce. Crescita sotto Abete rosso.
  5. Cortinarius cupreorufus Brandrud 1994 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Cortinariaceae Genere Cortinarius Sottogenere Phlegmacium Sinonimi Cortinarius orichalceus (Batsch) Fr. auct. 1838 - NON Batsch Note tassonomiche La specie descritta originariamente da Batsch come Cortinarius orichalceus Batsch corrisponderebbe a Cortinarius odorifer Britzelm. (CALLEDDA et al. 2021, BRANDRUD et al. 1990-2014) Etimologia L'epiteto Cortinarius deriva dal latino cortinarius = attinente alla cortina, per la presenza di velo parziale sul gambo in forma di cortina. Cappello Con toni verdastri. Carne biancastra al più poco sfumata di giallo, senza odori particolari. Specie simili Cortinarius odorifer Britzelm. ha colore della carne giallo più brillante e odore anisato. Bibliografia AA.VV., 2018. Funga Nordica. Agaricoid, boletoid and cyphelloid genera. Ed. Nordsvamp. 2nd Edition, 2nd printing. BRANDRUD et al. 1990-2014. Cortinarius, Flora Photographica. Cortinarius HB. CALLEDDA F., CAMPO E., FLORIANI M. & MAZZA R. 2021. Guida Introduttiva al genere Cortinarius in Europa. Ed. Osiride. NITARE J., KNUTSSON T., BRANDRUD T.E., JEPPESEN T.S. & FRØSLEV T.G. 2024. Ädelspindlingar – Guide till svenska naturvårdsarter. Mykologiska Publikationer 12. Ed. Sveriges Mykologiska Förening (SMF). KUYPER T. et al. 2024. Flora Agaricina Neerlandica Vol 8. Cortinarius. Svizzera. Agosto 2007. Foto di Federico Calledda. Molto simile al più comune Cortinarius odorifer, C. orichalceus si riconosce macroscopicamente per l'assenza di odori particolari, per le tinte verdastre del cappello, la carne biancastra, al più solo sfumata di giallo. sezione che mette in evidenza la carne
  6. Cortinarius orellanus Fr. Regione Sardegna; Novembre 2013; Foto di Franco Sotgiu.
  7. Cortinarius orellanus Fr. Regione Lombardia. Luglio 2013. Foto e microscopia di Massimo Biraghi. Spore in acqua, a 100×. Long. : N =30 ; dMd ; (8,13)8,554 - 8,86 - 9,451(10,05) Larg. : N =30 ; dMd ; (5,46)5,912 - 6,19333333333333 - 6,667(6,79) Q : N =30 ; dMd ; (1,30)1,35 - 1,42 - 1,557(1,61) N° Long. Larg. Q Moy 8,99 6,29 1,43 Min 8,13 5,46 1,30 Max 10,05 6,79 1,61 Media 9,02 6,34 1,43
  8. Cortinarius orellanus Fr. Regione Lombardia. Ottobre 2008. Foto di Emilio Pini.
  9. Cortinarius orellanus Fr. Regione Lombardia. Novembre 2007. Foto di Federico Calledda.
  10. Cortinarius orellanus Fr. Foto di Federico Calledda.
  11. Cortinarius orellanus Fr. Regione Lombardia, Val Seriana, loc. Fonti, Pineta di Clusone. Settembre 2007. Foto di Massimo Biraghi.
  12. Cortinarius orellanus Fr. 1838 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Cortinariaceae Genere Cortinarius Sezione Leprocybe Sezione Orellanus M.M. Moser Clade /orellanus Sinonimi Cortinarius rutilans Quél. 1898 Etimologia L'epiteto Cortinarius deriva dal latino cortinarius = attinente alla cortina, per la presenza di velo secondario sul gambo in forma di cortina. L'epiteto orellanus deriva dal nome della pianta Bixia orellana, da cui si estrae un colorante arancio ruggine. Cappello 3-10 cm di diametro. Semisferico-campanulato, poi sempre più disteso ed infine espanso piano, talvolta con pronunciato umbone pileico largo e ottuso. Bruno volgente al fulvo, all'arancio, al rossastro, rugginoso, spesso assai scuro, con fibrille o squamette pelose finemente appressate, asciutto, opaco, serico, carnoso al centro, sottile al margine che è delicato e spesso fessurato, dapprima arrotolato, poi ondulato, lobato e lievemente contorto. Lamelle larghe, distanziate, alte, annesse al gambo a volte grinzose ed erose sul margine. Di colore giallastro-arancione e poi del colore del cappello con riflessi rugginosi e rossastri. Gambo Dimensioni 3-10 × 0,8-1,8 cm, quasi cilindrico, allungato, a volte allargato a metà altezza e attenuato alla base, liscio, sodo, pieno, giallo arancio, o giallo citrino, con il colore del cappello in zona mediana, più pallido in alto e in basso, decorato nella sua interezza da finissime fibrille bruno rossicce, con riflessi rugginosi analoghi a quelli del cappello. Carne Compatta, stabilmente giallastra ocracea, più scura al piede dello stipite, sotto la cuticola da bruno ruggine a ocracea con sfumature rossastre. Odore di radice o di rapa, sapore terroso, acidulo. Habitat Cresce da agosto a ottobre, a grandi gruppi ma anche solitario, sotto latifoglie, preferibilmente sotto Quercus e Fagus, si lega sovente anche al Nocciolo. Gli areali di crescita non sono equamente distribuiti nel territorio, comunque è sempre presente con abbondanza nelle stazioni di crescita abituali. Commestibilità e tossicità Velenoso mortale. Questa specie contiene la tossina chiamata orellanina. Se ingerito manifesta gli effetti della sua tossicità da 2 a 18 giorni dopo l'ingestione. I primi sintomi sono la sete bruciante e l'aumento della diuresi seguiti poi da nausea, cefalee, dolori muscolari e brividi. Successivamente i tubuli renali si necrotizzano. Porta a morte nel 10% dei casi, o al rene artificiale o al trapianto renale, anche un avvelenamento leggero può richiedere mesi di trattamento in ospedale. Sembra quasi inverosimile che un fungo con aspetto rugginoso in ogni sede e con odori e sapori nettamente negativi, possa portare ad avvelenamenti così frequenti. In realtà la maggioranza dei micetismi che interessano questa specie sono circoscritti a zone dove esiste la diffusa abitudine alla raccolta di funghi appartenenti al Genere Chroogomphus, i quali presentano numerose affinità morfocromatiche. Per tali motivi e vista la scarsissima qualità organolettica di Chroogomphus helveticus e Chroogomphus rutilus, sconsigliamo vivamente la raccolta di queste due specie, troppo simili in gioventù a Cortinarius orellanus e Cortinarius rubellus. Pur consigliando di evitare i Chroogomphus per l'alto rischio di confusione esistente con i Cortinarius velenosi mortali, ci sembra giusto indicare quali sono le osservazioni che portano a differenziare macroscopicamente i due gruppi di funghi. Cortinarius ha lamelle adnate, smarginate, Chroogomphus diversamente nettamente decorrenti, Cortinarius ha sporata ocra rugginosa e quindi di tale colore pitta le lamelle a maturità, Chroogomphus ha sporata nerastra. Ultima differenza la carne, alla base del gambo quella dei Chroogomphus è tipicamente giallo cromo, giallo fulvo, questa caratteristica non è mai presente in Cortinarius orellanus e Cortinarius rubellus. Cortinarius orellanus contiene una quantità maggiore di orellanina rispetto a Cortinarius speciosissimus e per questo motivo è decisamente più velenoso. La latenza prima della manifestazione esplicita di sintomi d'intossicazione da orellanina può essere veramente lunga, anche oltre 10 giorni. L'orellanina per alcuni studiosi rimane presente nell'organismo fino a sei mesi dopo l'ingestione, per cui il trapianto sembra sicuro per il nuovo rene a distanza di almeno un anno. Specie simili Cortinarius rubellus Cooke, che ha gli stessi colori, ma cresce sotto conifere, con capello conico-umbonato, e gambo con bande zigzaganti giallastre e cangianti, egualmente velenoso mortale, sempre per presenza dello stesso principio tossico, l'orellanina. Cortinarius cinnabarinus rosso vermiglio, con lamelle di colore ancora più intenso, proprio delle faggete, velenoso non mortale, responsabile di sindrome gastroenterica. Cortinarius sanguineus completamente rosso sangue, che cresce sotto le conifere, con stesse caratteristiche tossicologiche del precedente. Cortinarius bolaris biancastro o ocraceo, con squame vermiglie e lamelle color cannella. Infine, tutti i funghi del Sottogenere Leprocybe possono assomigliare a Cortinarius orellanus, anche se tendenzialmente hanno colori meno rugginoso-giallastri. Chroogomphus helveticus e Chroogomphus rutilus, simili in gioventù a Cortinarius orellanus e Cortinarius rubellus. Pur consigliando di evitare i Chroogomphus per l'alto rischio di confusione esistente con i Cortinarius velenosi mortali, ci sembra giusto indicare quali sono le osservazioni che portano a differenziare macroscopicamente i due gruppi di funghi. Cortinarius ha lamelle adnate, smarginate, Chroogomphus diversamente nettamente decorrenti, Cortinarius ha sporata ocra rugginosa e quindi di tale colore pitta le lamelle a maturità, Chroogomphus ha sporata nerastra. Ultima differenza la carne, alla base del gambo quella dei Chroogomphus è tipicamente giallo cromo, giallo fulvo, questa caratteristica non è mai presente in Cortinarius orellanus e Cortinarius rubellus. Bibliografia AA.VV., 2018. Funga Nordica. Agaricoid, boletoid and cyphelloid genera. Ed. Nordsvamp. 2nd Edition, 2nd printing. CALLEDDA F., CAMPO E., FLORIANI M. & MAZZA R. 2021. Guida Introduttiva al genere Cortinarius in Europa. Ed. Osiride. NITARE J., KNUTSSON T., BRANDRUD T.E., JEPPESEN T.S. & FRØSLEV T.G. 2024. Ädelspindlingar – Guide till svenska naturvårdsarter. Mykologiska Publikationer 12. Ed. Sveriges Mykologiska Förening (SMF). KUYPER T. et al. 2024. Flora Agaricina Neerlandica Vol 8. Cortinarius. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Pietro Curti - Approvata e Revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Regione Lombardia. Novembre 2007. Foto di Federico Calledda.
  13. Cortinarius olivaceofuscus Kühner; Regione Lombardia; Novembre 2013; Foto, commento e microscopia di Massimo Biraghi. Entità variabile nelle colorazioni pileiche, il colore di fondo del cappello può avere toni olivastri, da qui il nome, oppure toni ocra-giallastri, come nel mio caso, quello che invece accomuna è il colore rossastro al centro dell'umbone e nei punti di contatto. Microscopia Spore ovali - ellissoidi Long. : N =50 ; dMd ; (6,33)7,102 - 7,33 - 8,036(8,37) Larg. : N =50 ; dMd ; (4,19)4,306 - 4,465 - 5,099(5,36) Q : N =50 ; dMd ; (1,35)1,471 - 1,55 - 1,769(1,85) N° Long. Larg. Q Moy 7,53 4,71 1,60 Min 6,33 4,19 1,35 Max 8,37 5,36 1,85 Media 7,53 4,73 1,58 Lxl: N= 50 ; dMd; (6,33)7,10-7,33-8,04(8,37) x (4,19)4,31-4,465-5,10(5,36) Qm= 1,60
  14. Cortinarius olivaceofuscus Kühner; Regione Umbria; Ottobre 2010; Foto di Tomaso Lezzi. Le lamelle. Un'immagine della reazione sulla cuticola al KOH di color rosso scuro-nerastro.
  15. Cortinarius olivaceofuscus Kühner 1955 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Cortinariaceae Genere Cortinarius Sottogenere Dermocybe Sezione Pauperi (M.N. Moser & E. Horak) Soop Sezione Olivaceofusci Høil Clade /olivaceofuscus Sinonimi Cortinarius carpineti G. Garnier 1991 Cortinarius schaefferi Bres. 1930 - nom. illeg. Dermocybe carpineti M.M. Moser 1986 Etimologia L'epiteto Cortinarius deriva dal latino cortinarius = attinente alla cortina, per la presenza di velo secondario sul gambo in forma di cortina. Bibliografia AA.VV., 2018. Funga Nordica. Agaricoid, boletoid and cyphelloid genera. Ed. Nordsvamp. 2nd Edition, 2nd printing. CALLEDDA F., CAMPO E., FLORIANI M. & MAZZA R. 2021. Guida Introduttiva al genere Cortinarius in Europa. Ed. Osiride. NITARE J., KNUTSSON T., BRANDRUD T.E., JEPPESEN T.S. & FRØSLEV T.G. 2024. Ädelspindlingar – Guide till svenska naturvårdsarter. Mykologiska Publikationer 12. Ed. Sveriges Mykologiska Förening (SMF). KUYPER T. et al. 2024. Flora Agaricina Neerlandica Vol 8. Cortinarius. Regione Umbria. Ottobre 2010. Foto di Mario Iannotti. Ritrovamento nel muschio in ambiente misto Pino nero, Quercia, Carpino, di una Dermocybe con lamelle oliva, il cappello fibrilloso non zonato, fibrille nerastre sul gambo, non sono stati riscontrati odori particolari. Specie insufficientemente conosciuta, sospettata di tossicità, da sottoporre a nuove indagini e valutazioni. Il cappello fibrilloso e scuro verso il centro. Il colore delle lamelle in un esemplare giovane, si nota molto bene il filo della lamella irregolare.
  16. Cortinarius cliduchus Fr. Regione Lombardia, località Lenna. Settembre 2014. Foto di Massimo Biraghi. Bosco misto di Nocciolo, Abete Rosso, Carpino, Faggio.
  17. Cortinarius cliduchus Fr. 1838 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Cortinariaceae Genere Cortinarius Sottogenere Phlegmacium Sezione Cliduchi Henn Clade /cliduchus Sinonimi Cortinarius cephalixus Fr. 1838 Cortinarius vitellinopes Gillet 1876 Cortinarius olidus J.E. Lange 1940 Cortinarius pseudocephalixus Bidaud & Moënne-Locc. 1999 Cortinarius cinctipes Bidaud, Eyssart. & Hermitte 2004 Note tassonomiche KUYPER T. et al. (2024) considerano Cortinarius olidus J.E. Lange e Cortinarius cliduchus Fr. 1838 come sinonimi, con priorità per quest'ultimo. CALLEDDA et al. (2021) considerano invece queste due specie come entità separate, differenziando Cortinarius olidus per il gambo clavato, il cappello punteggiato e il gambo rivestito da bande di velo ocra-giallastro. I nomi Cortinarius cliduchus e Cortinarius cephlixus risalgono entrambi al 1838, e non è bene chiaro a quale dei due sinonimi si debba assegnare la priorità. Nell'interpretazione originale Cortinarius cephalixus sarebbe stato caratterizzato dall'habitat sotto abete rosso, il cappello con tonalità più chiare (giallo, ocra pallido), fitte squamette brunastre sul cappello specialmente verso il centro, lamelle biancastre, gambo decorato da squamette giallastre/ocra-olivastre e odore erbaceo o di frutta acerba. Etimologia L'epiteto Cortinarius deriva dal latino cortinarius = attinente alla cortina, per la presenza di velo secondario sul gambo in forma di cortina. L'epiteto cliduchus deriva dal latino clīdūchus = portatore di chiavi, probabilmente per le bande di velo gialle sul gambo, l'etimologia non è spiegata nel protologo Epicrisis systematis mycologici di Fries del 1838. Cappello Cappello 50-100 mm di diametro, giallo mostarda, ocra rossiccio a maturità, emisferico poi espanso, non igrofano, da maturo con squamette più scure, soprattutto al centro del cappello. Imenoforo Lamelle uncinate, sinuate, di colore bianco, argilla, ma a volte anche leggermente lilla in gioventù; filo fimbriato, concolore alla faccia della lamella. Gambo Clavato, a volte leggermente bulboso, bianco; presenta abbondante velo giallo, giallo olivastro, in ghirlande. Carne Biancastra, con odore particolare di difficile descrizione, simile al granoturco o all'erba tagliata. Reazioni macrochimiche KOH neutro sia sul cappello che sulla carne. Habitat Associato a latifoglie, in particolare a Fagus sylvatica, ma anche a Quercus spp., Corylus avellana e Tilia cordata. Microscopia Pileipellis simplex. Spore da amigdaliformi a largamente ellissoidali, con verruche piccole, fitte, isolate. Basidi quadrisporici. Cheilocistidi assenti. GAF + in tutti i tessuti. Commestibilità e tossicità Non commestibile. Specie simili Cortinarius cliduchus è caratterizzato dal cappello giallo mostarda, dalle lamelle biancastre e da resti di velo giallo, giallo-olivastro, a ghirlande, sul gambo. Cortinarius cephalixus Fr. Vedi Note tassonomiche. Cortinarius olidus J.E. Lange. Vedi Note tassonomiche. Cortinarius citrino-olivaceus M.M. Moser si distingue perché è una specie legata a conifere e per il forte odore di barbe di granturco. Bibliografia AA.VV., 2018. Funga Nordica. Agaricoid, boletoid and cyphelloid genera. Ed. Nordsvamp. 2nd Edition, 2nd printing. CALLEDDA F., CAMPO E., FLORIANI M. & MAZZA R. 2021. Guida Introduttiva al genere Cortinarius in Europa. Ed. Osiride. NITARE J., KNUTSSON T., BRANDRUD T.E., JEPPESEN T.S. & FRØSLEV T.G. 2024. Ädelspindlingar – Guide till svenska naturvårdsarter. Mykologiska Publikationer 12. Ed. Sveriges Mykologiska Förening (SMF). KUYPER T. et al. 2024. Flora Agaricina Neerlandica Vol 8. Cortinarius. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Tomaso Lezzi - Approvata e revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Regione Abruzzi. Ottobre 2024. Foto di Tomaso Lezzi. Cortinarius non molto comune, cresce solitario o a gruppetti di pochi esemplari nelle foreste di latifoglia. Cappello color giallo mostarda, con alcune sfumature olivastre e presenza di occasionali guttule brunastre. Lamelle biancastre poi argilla. Gambo biancastro, ornato da ghirlande di velo gialle, giallo ocra, odore come di barbe di granoturco (leggermente terroso). Reazione al KOH nulla. Carne biancastra e KOH neutro.
  18. Cortinarius odorifer Britzelm. Regione Friuli-Venezia Giulia. Ottobre 2013. Foto di Nicolò Parrino.
  19. Cortinarius odorifer Britzelm. Regione Trentino-Alto Adige (Provincia Autonoma di Trento). Settembre 2010. Foto di Pietro Curti.
  20. Cortinarius odorifer Britzelm. Regione Trentino-Alto Adige (Provincia Autonoma di Trento). Settembre 2010. Foto di Mauro Cittadini.
  21. Cortinarius odorifer Britzelm. Regione Lombardia. Ottobre 2008. Foto di Emilio Pini.
  22. Cortinarius odorifer Britzelm. Regione Trentino-Alto Adige (Provincia Autonoma di Trento). Agosto 2009. Foto e commenti di Tomaso Lezzi. La reazione rossa con NaOH sulla carne. Sul cappello alla reazione con KOH si ha lo stesso viraggio al rosso.
  23. Cortinarius odorifer Britzelm. Regione Trentino-Alto Adige (Provincia Autonoma di Trento). Settembre 2006. Foto di Pietro Curti.
  24. Cortinarius odorifer Britzelm. 1885 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Cortinariaceae Genere Cortinarius Sottogenere Phlegmacium Etimologia L'epiteto Cortinarius deriva dal latino cortinarius = attinente alla cortina, per la presenza di velo parziale sul gambo in forma di cortina. L'epiteto odorifer deriva dal latino ŏdōrĭfĕr = odoroso, profumato, per il suo intenso odore di anice. Cappello Cappello 40-100 mm di diametro, convesso, poi convesso-appianato, con margine involuto nei giovani esemplari, cuticola liscia a volte con delle squamette al centro del cappello, bruno oliva poi rosso bruno ramato, al margine grigio oliva, velo giallo. Imenoforo Lamelle uncinate, giallo verdastre. Gambo Più o meno massiccio, giallo verdastro, con bulbo abbastanza marginato, ramato sullo spigolo del bulbo. Carne Giallo brillante, verdastra. Odore forte di anice, sapore neutro. Reazioni macrochimiche KOH Rosso vivo su cappello, gambo e carne. Habitat Associato a conifere come Picea excelsa e Abies alba, ma anche associato a Fagus sylvatica. Microscopia Spore da amigdaliformi a citriformi, verrucose. Commestibilità e tossicità Non commestibile. Specie simili La carne giallo brillante, il cappello rosso ramato a maturità, e soprattutto il forte odore di anice sono caratteri fondamentali per la determinazione. Cortinarius xanthophyllus (Cooke) Maire è simbionte di latifoglie, presenta carne gialla, ma è assente l'odore di anice. Cortinarius regis-romae Rob. Henry 1977 = Cortinarius odorifer var. luteolus (M.M. Moser) Nespiak 1981 condivide l'odore di anice, ma ha colori interamente aranciati. Bibliografia AA.VV., 2018. Funga Nordica. Agaricoid, boletoid and cyphelloid genera. Ed. Nordsvamp. 2nd Edition, 2nd printing. CALLEDDA F., CAMPO E., FLORIANI M. & MAZZA R. 2021. Guida Introduttiva al genere Cortinarius in Europa. Ed. Osiride. NITARE J., KNUTSSON T., BRANDRUD T.E., JEPPESEN T.S. & FRØSLEV T.G. 2024. Ädelspindlingar – Guide till svenska naturvårdsarter. Mykologiska Publikationer 12. Ed. Sveriges Mykologiska Förening (SMF). KUYPER T. et al. 2024. Flora Agaricina Neerlandica Vol 8. Cortinarius. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Tomaso Lezzi - Approvata e revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Regione Trentino-Alto Adige (Provincia Autonoma di Trento). Agosto 2023. Foto di Tomaso Lezzi. (Exsiccatum TL230826-02) Viraggio con KOH. Spore. Osservazione in KOH, a 1000×. Foto di Luigi Minciarelli.
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