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Archivio Micologico

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  1. Cortinarius armillatus (Fr. : Fr.) Fr. 1838 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Cortinariaceae Genere Cortinarius Sottogenere Telamonia Sezione Armillati M.M. Moser Clade /armillatus Sinonimi Cortinarius armillatus var. miniatus Reumaux 1995 Cortinarius armillatus var. subcroceofulvus Bidaud, Moënne-Locc. & Reumaux 1995 Etimologia L'epiteto Cortinarius deriva dal latino cortinarius = attinente alla cortina, per la presenza di velo secondario sul gambo in forma di cortina. Bibliografia AA.VV., 2018. Funga Nordica. Agaricoid, boletoid and cyphelloid genera. Ed. Nordsvamp. 2nd Edition, 2nd printing. CALLEDDA F., CAMPO E., FLORIANI M. & MAZZA R. 2021. Guida Introduttiva al genere Cortinarius in Europa. Ed. Osiride. NITARE J., KNUTSSON T., BRANDRUD T.E., JEPPESEN T.S. & FRØSLEV T.G. 2024. Ädelspindlingar – Guide till svenska naturvårdsarter. Mykologiska Publikationer 12. Ed. Sveriges Mykologiska Förening (SMF). KUYPER T. et al. 2024. Flora Agaricina Neerlandica Vol 8. Cortinarius. Regione Lombardia, dalla Valle Camonica. Foto di Emilio Pini e commento di Massimo Mantovani. Il gambo di questa specie è cosparso di ghirlande, simili a braccialetti formati dai residui del velo generale di un bel colore rosso vivace. L'habitat è esclusivo sotto Betula spp.
  2. Cortinarius armeniacus (Schaeff. : Fr.) Zawadzki 1835 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Cortinariaceae Genere Cortinarius Sottogenere Telamonia Sezione Firmiores Fr. Henn. Sezione Sericeocybe Moënne-Locc. & Reumeaux Sezione Hydrotelamonia Moënne-Locc. & Reumeaux Sezione Armeniaci (M.M. Moser) Melot Clade /turgidus Sinonimi Cortinarius privignus (Fr.) Fr. 1838 Cortinarius poecilopus Rob. Henry 1956 Cortinarius mutabilis Rob. Henry 1956 Cortinarius biveloides var. ovatosporus Rob. Henry 1981 Cortinarius privignorum Rob. Henry 1985 Cortinarius henryanus Bon 1986 Cortinarius hydrobivelus Rob. Henry & Reumaux 2010 NON Cortinarius mutabilis A.H. Sm. 1944 Note tassonomiche Cortinarius poecilopus era considerato una specie separata soprattutto per via del gambo clavato e obeso e del portamento robusto; oggi è considerato sinonimo di Cortinarius armeniacus (KUYPER T. et al. 2024). Alcuni autori considerano Cortinarius triformis Fr. come sinonimo di Cortinarius turgidus Fr., mentre altri lo considerano un sinonimo di Cortinarius armeniacus (Schaeff. : Fr.) Zawadzki (CALLEDDA et al. 2021). Etimologia L'epiteto Cortinarius deriva dal latino cortinarius = attinente alla cortina, per la presenza di velo secondario sul gambo in forma di cortina. Specie simili Cortinarius illuminus Fr. presenta colorazioni pileiche più cupe e il gambo che si macchia di brunastro alla manipolazione o a maturazione. Microscopicamente si osservano spore subglobose. Cortinarius triformis Fr. vedi Note tassonomiche. Bibliografia AA.VV., 2018. Funga Nordica. Agaricoid, boletoid and cyphelloid genera. Ed. Nordsvamp. 2nd Edition, 2nd printing. CALLEDDA F., CAMPO E., FLORIANI M. & MAZZA R. 2021. Guida Introduttiva al genere Cortinarius in Europa. Ed. Osiride. NITARE J., KNUTSSON T., BRANDRUD T.E., JEPPESEN T.S. & FRØSLEV T.G. 2024. Ädelspindlingar – Guide till svenska naturvårdsarter. Mykologiska Publikationer 12. Ed. Sveriges Mykologiska Förening (SMF). KUYPER T. et al. 2024. Flora Agaricina Neerlandica Vol 8. Cortinarius. Regione Trentino. Settembre 2009. Foto e commento di Massimo Biraghi. Telamonia relativamente comune delle foreste di conifera dalle colorazioni pileiche su toni brillanti, bruno-fulvi, albicocca, rosso ocracei, spesso decolorato per igrofaneità, cappello inizialmente convesso, poi piano-convesso, gibboso, flessuoso, lamelle adnate, decorrenti con dentino, color ocra-cannella, filo intero o eroso, più chiaro, gambo cilindrico con base leggermente ingrossata, clavata, biancastro con sfumature bruno arancio alla base e con residui velari biancastri, carne da biancastra a paglierina, a volte sfumata di rosa nella parte alta del gambo, odore erbaceo. Cortinarius armeniacus è spesso scambiato con alcune specie della sezione Firmiores (Armeniaci).
  3. Cortinarius strenuipes Rob. Henry 1956 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Cortinariaceae Genere Cortinarius Sottogenere Telamonia Sinonimi Cortinarius aprinus Melot 1989 Etimologia L'epiteto Cortinarius deriva dal latino cortinarius = attinente alla cortina, per la presenza di velo secondario sul gambo in forma di cortina. L'epiteto terpsichores deriva da Terpsícore una delle 9 muse della mirtologia greca. In greco il suo nome deriva dal greco antico τέρπω Bibliografia AA.VV., 2018. Funga Nordica. Agaricoid, boletoid and cyphelloid genera. Ed. Nordsvamp. 2nd Edition, 2nd printing. CALLEDDA F., CAMPO E., FLORIANI M. & MAZZA R. 2021. Guida Introduttiva al genere Cortinarius in Europa. Ed. Osiride. NITARE J., KNUTSSON T., BRANDRUD T.E., JEPPESEN T.S. & FRØSLEV T.G. 2024. Ädelspindlingar – Guide till svenska naturvårdsarter. Mykologiska Publikationer 12. Ed. Sveriges Mykologiska Förening (SMF). KUYPER T. et al. 2024. Flora Agaricina Neerlandica Vol 8. Cortinarius. Regione Umbria. Ottobre 2014. Foto di Stefano Rocchi. I primi di ottobre sotto querce e carpini, colore marrone brunastro, cappello fessurato, carne biancastra che al KOH diviene grigia e poi nerastra. Gambo con base allargata e biancastra. Di questo fungo è particolare il buon sapore, come di Agaricus, di nocciole. Odore subnullo. Spore amigdaliformi e verrucose 8,4-10,2 × 5,4-6,2 µm; Qm = 1,6. Cuticola con larghe ife e GAF. Il simile Cortinarius subferrugineus ha odore simile a Lycoperdon. La reazione al KOH (all'inizio). La reazione al KOH dopo qualche minuto. Spore amigdaliformi e verrucose 8,4-10,2 × 5,4-6,2 µm; Qm = 1,6. Osservazione da sporata, in Reattivo di Melzer, a 1000×. Cuticola formata da ife larghe fino a 20 µm. Osservazione in Rosso Congo, a 1000×. Ife della cuticola con presenza di GAF. Osservazione in Rosso Congo, a 1000×.
  4. Cortinarius anserinus (Velen.) Rob. Henry. Regione Toscana. Settembre 2005. Foto e commento di Tomaso Lezzi. Trovato in bosco di faggi a 1700 m s.l.m. Il centro del gambo in sezione diventa prima grigio e poi lilla. Lamelle lilla.
  5. Cortinarius anserinus (Velen.) Rob. Henry 1986 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Cortinariaceae Genere Cortinarius Sottogenere Phlegmacium Sezione Amoenolentes Brandrd & Melot Clade /amoenolens Sinonimi Phlegmacium anserinum Velen. 1920 Cortinarius amoenolens P.D. Orton 1960 Cortinarius leonicolor Reumaux 2001 Cortinarius gratus Reumaux 2008 Note tassonomiche Da tempo tra gli studiosi è molto discussa è la sinonimia tra Cortinarius anserinus (Velen.) Rob. Henry (1986) e Cortinarius amoenolens P.D. Orton (1960), che hanno odori forti e diversi, Kuyper et al. (2024) considerano le specie come sinonimi. Etimologia L'epiteto Cortinarius deriva dal latino cortinarius = attinente alla cortina, per la presenza di velo secondario sul gambo in forma di cortina. Carne Amara. Anche altri Cortinarius, sottogenere Phlegmacium, hanno carna amara: ad esempio Cortinarius dibaphus, e in particolare Cortinarius infractus con carne e cuticola fortemente amare. Bibliografia AA.VV., 2018. Funga Nordica. Agaricoid, boletoid and cyphelloid genera. Ed. Nordsvamp. 2nd Edition, 2nd printing. CALLEDDA F., CAMPO E., FLORIANI M. & MAZZA R. 2021. Guida Introduttiva al genere Cortinarius in Europa. Ed. Osiride. NITARE J., KNUTSSON T., BRANDRUD T.E., JEPPESEN T.S. & FRØSLEV T.G. 2024. Ädelspindlingar – Guide till svenska naturvårdsarter. Mykologiska Publikationer 12. Ed. Sveriges Mykologiska Förening (SMF). KUYPER T. et al. 2024. Flora Agaricina Neerlandica Vol 8. Cortinarius. Regione Marche. Ottobre 2005. Foto e commento di Pietro Curti. Un Cortinarius di color giallo oro sul cappello, violetto azzurro intenso sulle lamelle, viola diluito sul gambo. Base del gambo provvista di un grosso bulbo nettamente marginato e arrotondato (a forma di cuore), carne violetto tenue nel gambo, ocracea sotto la cuticola, bianca altrove, dolce. Cresce in particolare sotto faggio.
  6. Cortinarius anomalus (Fr. : Fr.) Fr. 1838 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Cortinariaceae Genere Cortinarius Sottogenere Telamonia Sezione Anomali Konrad & Maubl. Sezione Azurei Melot Clade /anomalus Sinonimi Cortinarius azureus Fr. 1838 Etimologia L'epiteto Cortinarius deriva dal latino cortinarius = attinente alla cortina, per la presenza di velo secondario sul gambo in forma di cortina. Specie simili Cortinarius azureovelatus P.D. Orton ha taglia più robusta e presenza di velo giallastro. Cortinarius cingulatus (Velen.) Moënne-Locc. & Reumaux, sempre pecie di boschi termofili. Cortinarius luteoperonatus Bidaud & Cheype specie con velo giallo sul gambo, a braccialetti e a bande. Cortinarius lebretonii Quél., simile al precedente, si riconosce per piccole differenze microscopiche. Bibliografia AA.VV., 2018. Funga Nordica. Agaricoid, boletoid and cyphelloid genera. Ed. Nordsvamp. 2nd Edition, 2nd printing. CALLEDDA F., CAMPO E., FLORIANI M. & MAZZA R. 2021. Guida Introduttiva al genere Cortinarius in Europa. Ed. Osiride. NITARE J., KNUTSSON T., BRANDRUD T.E., JEPPESEN T.S. & FRØSLEV T.G. 2024. Ädelspindlingar – Guide till svenska naturvårdsarter. Mykologiska Publikationer 12. Ed. Sveriges Mykologiska Förening (SMF). KUYPER T. et al. 2024. Flora Agaricina Neerlandica Vol 8. Cortinarius. Regione Lombardia. Ottobre 2011. Foto e microscopia di Massimo Biraghi. Cuticola asciutta e opaca con colorazioni pileiche ocra, grigiastre, alutacee, decorata da fibrille sericee. Lamelle sinuose, smarginate, moderatamente fitte di colorazione violetto/lilla con filo concolore. Gambo slanciato, a volte clavato, sericeo e lucente violetto verso il cappello e biancastro altrove decorato da fibrille longitudinali con qualche banda ocracea a volte evanescente. Carne biancastra, giallo pallido sotto la cuticola, odore insignificante e sapore dolciastro. Cresce sia nei boschi di latifoglia che di conifera. Ritrovamento nel boschetto planiziale dei Fontanili, loc. Spirano. Spore (7,17) 7,19-7,84-8,59( 9,19) × (5,12) 5,29-5,84-6,67( 6,79) µm, Q = (1,23) 1,32 (1,46); subglobose.
  7. Cortinarius alnetorum (Velen.) M.M. Moser 1967 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Cortinariaceae Genere Cortinarius Sottogenere Telamonia Sezione Alnicolarum Kytöv et al. Clade /alnetorum Sinonimi Telamonia alnetorum Velen. 1921 Cortinarius griseocarneus Carteret 2010 Cortinarius atripes Reumaux 2012 Etimologia L'epiteto Cortinarius deriva dal latino cortinarius = attinente alla cortina, per la presenza di velo secondario sul gambo in forma di cortina. L'epiteto alnetorum deriva dal latino alnetorum = degli olmi, per la crescita di questa specie sotto olmo. Bibliografia AA.VV., 2018. Funga Nordica. Agaricoid, boletoid and cyphelloid genera. Ed. Nordsvamp. 2nd Edition, 2nd printing. CALLEDDA F., CAMPO E., FLORIANI M. & MAZZA R. 2021. Guida Introduttiva al genere Cortinarius in Europa. Ed. Osiride. NITARE J., KNUTSSON T., BRANDRUD T.E., JEPPESEN T.S. & FRØSLEV T.G. 2024. Ädelspindlingar – Guide till svenska naturvårdsarter. Mykologiska Publikationer 12. Ed. Sveriges Mykologiska Förening (SMF). KUYPER T. et al. 2024. Flora Agaricina Neerlandica Vol 8. Cortinarius.. Regione Lombardia, alta Valle Camonica. Foto di Massimo Biraghi. Piccola e bellissima Telamonia che cresce sotto Alnus (Ontano) riconoscibile sul campo per il cappello campanulato con evidente umbone, le colorazioni pileiche lilacine più scure fino al nerastro al centro, lamelle crenulate inizialmente grigio/lilacine tendono al bruno/cannella con l'età, gambo cilindrico, incurvato caratteristicamente verso la base di colore biancastro su fondo bruno vinoso con sfumature lilacine alla base, ricoperto da fibrille biancastre longitudinalmente.
  8. Cortinarius aleuriosmus Maire 1910 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Cortinariaceae Genere Cortinarius Sottogenere Phlegmacium Sezione Rapacei Etimologia L'epiteto Cortinarius deriva dal latino cortinarius = attinente alla cortina, per la presenza di velo secondario sul gambo in forma di cortina. L'epiteto aleuriosmus deriva dal greco antico ἄλευρον [aleuròn] = farina e ὀσμή [osmé] = odore, per il suo forte odore di farina. Cappello Cappello 70-125 mm di diametro, emisferico, poi con l'età spianato, da giovane è quasi completamente bianco, poi si sfuma di ocra e a maturità può presentare chiazze ocracee più estese, a volte è presente velo generale bianco, soprattutto al margine. Imenoforo Lamelle bianco grigiastre, uncinate, con filo irregolare. Gambo Clavato, largo, robusto, con un bulbo basale evidente, arrotondato e resti abbondanti, soprattutto alla base, di velo membranaceo bianco ocraceo. Carne Bianca, con intenso odore e sapore di farina, inde nomen "aleuriosmus". Reazioni macrochimiche KOH neutro in ogni parte. Habitat Abbastanza termofilo, associato a Quercus spp., in particolare Quercus cerris. Microscopia Spore (9,0) 9,7-11,8 (12,5) × (4,8) 5,5-7,0 (7,3) µm; Q = (1,4) 1,6-1,9 (2,2); N = 55; Media = 10,9 × 6,3 µm; Qm = 1,7; citriformi, fortemente verrucose. Commestibilità e tossicità Non commestibile. Specie simili Cortinarius aleuriosmus presenta un tipico, forte odore e sapore di farina, associato a un portamento robusto, che permette di riconoscerlo abbastanza facilmente anche sul campo. Cortinarius osmophorus P.D. Orton ha colore bianco crema, poi ocraceo, non presenta odore di fartina, ma dolciastro, simile a Hebeloma saccariolens. Cortinarius caroviolaceus P.D. Orton ha colore bianco crema, poi ocraceo, non presenta odore di fartina, ma neutro, a volte leggermente dolciastro e ha a volte colori violacei sul gambo e sul bulbo basale che è più marginato rispetto a Cortinarius aleuriosmus. Cortinarius lustratus Fr. ha colori biancastri, presenta odore di farina, ma ha taglia più piccola e portamento meno robusto. Bibliografia AA.VV., 2018. Funga Nordica. Agaricoid, boletoid and cyphelloid genera. Ed. Nordsvamp. 2nd Edition, 2nd printing. CALLEDDA F., CAMPO E., FLORIANI M. & MAZZA R. 2021. Guida Introduttiva al genere Cortinarius in Europa. Ed. Osiride. NITARE J., KNUTSSON T., BRANDRUD T.E., JEPPESEN T.S. & FRØSLEV T.G. 2024. Ädelspindlingar – Guide till svenska naturvårdsarter. Mykologiska Publikationer 12. Ed. Sveriges Mykologiska Förening (SMF). KUYPER T. et al. 2024. Flora Agaricina Neerlandica Vol 8. Cortinarius. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Tomaso Lezzi - Approvata e revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Ottobre 2024. Foto di Tomaso Lezzi. 3° CSM di M.te Rufeno e M.te Amiata – 25-27 Ottobre 2024 Spore (9,0) 9,7-11,8 (12,5) × (4,8) 5,5-7,0 (7,3) µm; Q = (1,4) 1,6-1,9 (2,2); N = 55; Media = 10,9 × 6,3 µm; Qm = 1,7; citriformi, fortemente verrucose. Osservazione in KOH, a 1000×. Foto di Pietro Curti. Lamelle all'esordio biancastre, finemente denticolate, cortina ocracea per la caduta delle spore, base del gambo bulbosa e marginata, carne bianca con odore farinoso. Foto di Mario Iannotti. Odore di farina.
  9. Cortinarius alboviolaceus (Pers. : Fr.) Zawadzki. Regione Lombardia. Agosto 2008. Foto e commento di Massimo Biraghi. Odore da nullo a " fungino", nessun timbro sgradevole. Crescita tipica sotto Fagaceae e Betulla. Cuticola asciutta, opaca decorata nel giovane da resti di velo biancastro, blu-violetto poi con toni ocracei con l'età partendo dal centro del cappello; carne violetta tendente a sbiadire e sporcarsi di brunastro in maturazione specie alla base del gambo.
  10. Cortinarius alboviolaceus (Pers. : Fr.) Zawadzki 1835 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Cortinariaceae Genere Cortinarius Sottogenere Telamonia Sezione Firmiores (Fr.) Henn. Sezione Sericeocybe (P.D. Orton) Moënne-Locc. & Reumaux Sezione Hydrotelamonia Moënne-Locc. & Reumaux Sezione Armeniaci (M.M. Moser) Melot Clade /turgidus Sinonimi Cortinarius griseoviolaceus A.H. Sm. 1944 Cortinarius radicatoviolaceus Rob. Henry 1981 Cortinarius fuscoviolascens Reumaux 1990 Cortinarius radicatoviolaceus f. glutinocephalus Carteret & Reumaux 2014 Cortinarius mystagogi Carteret & Reumaux 2002 Cortinarius mixtus Reumaux 2002 Cortinarius mixtus var. foetulentus Carteret 2002 Etimologia L'epiteto Cortinarius deriva dal latino cortinarius = attinente alla cortina, per la presenza di velo secondario sul gambo in forma di cortina. Bibliografia AA.VV., 2018. Funga Nordica. Agaricoid, boletoid and cyphelloid genera. Ed. Nordsvamp. 2nd Edition, 2nd printing. CALLEDDA F., CAMPO E., FLORIANI M. & MAZZA R. 2021. Guida Introduttiva al genere Cortinarius in Europa. Ed. Osiride. NITARE J., KNUTSSON T., BRANDRUD T.E., JEPPESEN T.S. & FRØSLEV T.G. 2024. Ädelspindlingar – Guide till svenska naturvårdsarter. Mykologiska Publikationer 12. Ed. Sveriges Mykologiska Förening (SMF). KUYPER T. et al. 2024. Flora Agaricina Neerlandica Vol 8. Cortinarius. Cortinarius alboviolaceus ha cromatismi e portamento che ricordano Lepista nuda, ma la cortina è sempre nettamente visibile e le lamelle anche negli esemplari giovani iniziano a colorarsi di ocra. Diversamente Lepista nuda ha spore bianche, le sue lamelle pigmentate di viola rimangono sempre di tale colore anche a maturità.
  11. Cortinarius acutus (Pers. : Fr.) Fr. 1838 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Cortinariaceae Genere Cortinarius Sottogenere Telamonia Sezione Obtusi Melot Clade /obtusus Sinonimi Cortinarius acutovelatus Rob. Henry 1988 Etimologia L'epiteto Cortinarius deriva dal latino cortinarius = attinente alla cortina, per la presenza di velo secondario sul gambo in forma di cortina. Bibliografia AA.VV., 2018. Funga Nordica. Agaricoid, boletoid and cyphelloid genera. Ed. Nordsvamp. 2nd Edition, 2nd printing. CALLEDDA F., CAMPO E., FLORIANI M. & MAZZA R. 2021. Guida Introduttiva al genere Cortinarius in Europa. Ed. Osiride. NITARE J., KNUTSSON T., BRANDRUD T.E., JEPPESEN T.S. & FRØSLEV T.G. 2024. Ädelspindlingar – Guide till svenska naturvårdsarter. Mykologiska Publikationer 12. Ed. Sveriges Mykologiska Förening (SMF). KUYPER T. et al. 2024. Flora Agaricina Neerlandica Vol 8. Cortinarius. Regione Lombardia. Foto di Emilio Pini. descrizione di Luca Mistè. Cappello conico-campanulato con caratteristica papilla (umbone acuto), igrofano di colore bruno-rossastro a ocra con tempo secco; nettamente striato per trasparenza e con tracce di velo biancastro soprattutto al margine. Lamelle ocra-giallastre con filo biancastro. Gambo allungato cilindrico concolore al cappello con ovunque tracce bianche di velo. Carne esigua concolore al cappello, odore debole di iodoformio. Cresce a gruppi su torbiere e muschi in boschi umidi di conifere.
  12. Tolypocladium ophioglossoides (J.F. Gmel.) C.A. Quandt, Kepler & Spatafora; Regione Trentino; Settembre 2009; Foto e commento di Alessandro Francolini. Curioso e caratteristico ascomicete che, pur apparendo terricolo, cresce parassitando specie ipogee come Elaphomyces granulatus o Elaphomyces muricatus. In realtà si tratta di una fruttificazione complessiva di numerosissimi periteci globosi di piccole dimensioni (al massimo 1 mm di diametro) che sono raggruppati e inglobati sopra una struttura più o meno claviforme (detta stroma) di colore bruno o bruno-nerastro. La base di questa struttura claviforme è interrata e di colore giallo. I periteci comunicano con l’esterno grazie a delle piccole aperture (dette ostioli) che permettono, a maturità, la fuoriuscita delle spore. Tali ostioli, leggermente prominenti sopra la superficie dello stroma, rendono quest’ultimo leggermente granuloso al tatto e, con opportuno ingrandimento, anche alla vista. Un raggruppamento, con le basi (interrate) tipicamente gialle. Particolare ravvicinato della "testa stromatica" in cui si notano tante piccole protuberanze (dette ostioli): ogni ostiolo rappresenta l'apertura che mette in comunicazione il peritecio sottostante (il singolo piccolo ascomicete) con l'esterno.
  13. Tolypocladium ophioglossoides (J.F. Gmel.) C.A. Quandt, Kepler & Spatafora; Regione Trentino; Settembre 2008; Foto di Pietro Curti. Crescita su Elaphomyces.
  14. Tolypocladium ophioglossoides (J.F. Gmel.) C.A. Quandt, Kepler & Spatafora; Regione Trentino, Settembre 2008, foto di Gianni Pilato. Parassita che cresce su Elaphomyces granulatus.
  15. Tolypocladium ophioglossoides (J.F. Gmel.) C.A. Quandt, Kepler & Spatafora 2014 Tassonomia Divisione Ascomycota Classe Sordariomycetes Ordine Hypocreales Famiglia Cordycipitaceae Sinonimi Cordyceps ophioglossoides (J.F. Gmel. :Fr.) Link 1818 Elaphocordyceps ophioglossoides (J.F. Gmel. : Fr.) G.H. Sung, J.M. Sung & Spatafora 2007 Regione Trentino; Settembre 2008; Foto di Gianni Pilato.
  16. Cordyceps militaris (L. : Fr.) Fr.; Regione Lombardia, località Monasterolo; Ottobre 2014; Foto di Massimo Biraghi. Prati umidi, 400 m s.l.m.
  17. Cordyceps militaris (L. : Fr.) Fr.; Regione Lombardia, Crespi d'Adda; Novembre 2010; Foto di Massimo Biraghi.
  18. Cordyceps militaris (L. : Fr.) Fr.; Regione Lombardia; Novembre 2008; Foto di Massimo Biraghi. Specie che fruttifica parassitando le pupe degli insetti.
  19. Cordyceps militaris (L. : Fr.) Fr. 1818 Tassonomia Divisione Ascomycota Classe Sordariomycetes Ordine Hypocreales Famiglia Cordycipitaceae Sinonimi Clavaria gemmata Schaeff. 1774 Sphaeria militaris (L.) Ehrh. 1791 Hypoxylon militare (L.) Mérat 1821 Xylaria militaris (L.) Gray A 1821 Corynesphaera militaris (L.) Dumort. 1822 Torrubia militaris (L.) Tul. & C. Tul. 1865 Etimologia L'epiteto Cordiceps deriva dal greco κορδύλη [cordýle] = clava e dal suffisso latino ceps da càput = capo, testa; col cappello a forma di clava. L'epiteto militaris deriva da miles = soldato. Ascoma Di forma sinuoso cilindrica, con apice attenuato, arrotondato, colorazioni arancio pallido, arancio vivo, arancio rosato; a partire dalla base e fino alla zona mediana la superficie è cosparsa da una pruina biancastra, fioccosa e forforacea, mentre la metà superiore fino all'apice dello stroma, corrispondente alla zona fertile, è ricoperta da numerosi minuscoli periteci, che conferiscono all'ascoma un profilo irregolare, ruvido e granuloso. Carne Di consistenza fibrosa. Habitat Fungo parassita, entomopatogeno, che fruttifica su insetti di diverse specie, in differenti fasi del loro sviluppo, dallo stadio larvale allo stadio adulto, racchiudendo l'ospite all'interno di un evidente strato di micelio giallo biancastro. Microscopia Stroma matrice carnosa che costituisce la parte fertile, situata nella parte alta dell'ascoma. Periteci:(579,6) 612,0-676,9 (692,8) × (306,7) 323,1-337,4 (369,8) µm; Q = (1,7) 1,9-2,0 (2,1); N = 7; Media = 636,0 × 333,4 µm; Qm = 1,9; contenuti nello stroma, citriformi, che portano all'estremità degli ostioli , aperture in cui sono ospitati gli aschi. Ostioli 35-25 µm. Aschi 250-300 µm, cilindrici, molto allungati, contenenti spore filiformi disposte in serie. Parafisi simili agli aschi, trasparenti ialine. Spore: (2,7) 3,0-4,8 (5,8) × (0,9) 1,0-1,6 (1,7) µm; Q = (2,1) 2,3-3,9 (6,7); N = 30; Media = 4,1 × 1,3 µm; Qm = 3,2; allungate lungo gli aschi, multisettate, si frammentano quando a maturità fuoriescono dagli aschi. Clamidiospore cilindriche. Osservazioni L'infezione inizia con la dispersione dei conidi sulla superficie dell'insetto. Dopo aver attecchito nell'esoscheletro dell'ospite, i conidi, in condizioni idonee, germinano in poche ore, e sono in grado di secernere enzimi idrolitici, proteasi, chitinasi e lipasi, che agiscono sul tegumento esterno dell'insetto ospite, degradandolo gradualmente e dissolvendolo. Questi enzimi svolgono un ruolo molto importante nell'infezione dell'ospite, favoriscono la penetrazione dei conidi e forniscono nutrimento agli stessi in fase di germinazione. Commestibilità e tossicità Non commestibile. Specie simili Cordyceps capitata (Holmsk.: Fr.) Link., produce fruttificazioni isolate o in grappoli formati da un piede sterile e una testa fertile di 6-10 mm di diametro, marrone finemente punteggiata da piccole macchie più scure, corrispondente agli ostioli del peritecio. Spore con contorno irregolare con piccole e numerose guttule. Cordyceps ophioglossoides (Ehrh.: Fr.) Link, produce fruttificazioni isolate o più comunemente, in piccoli grappoli, costituiti da un piede sterile e una testa fertile, la testa appare nerastra a maturità. Il piede, cilindrico, ha un colore simile alla parte superiore e sfuma verso il giallo alla base. Spore filiformi, multisettate, leggermente elicoidali. Ophiocordyceps unilateralis (Tul. & C. Tul.) Petch, si differenzia innanzitutto per la sua natura parassitaria più selettiva, infatti, questo fungo entomopatogeno, tipico delle foreste pluviali, ama parassitare principalmente le formiche della specie Camponotus leonardi; lo stroma è di forma sottile ed allungato, con apice appuntito, di colore scuro, brunastro, ambrato ed emerge dalla porzione basale della testa della formica ospite; la parte fertile è costituita da un elemento di forma sferoidale, posizionato nella parte mediana dell'ascoma, sulla cui superficie sono inseriti numerosi periteci di forma arrotondato-ovoidale; Ophiocordyceps sinensis (Berk.) G.H. Sung, J.M. Sung, Hywel-Jones & Spatafora, morfologicamente più simile a Cordyceps militaris, si differenzia da quest'ultimo per avere lo stroma con la porzione apicale meno arrotondata e più appuntita e una colorazione da giallo arancione ad arancione brunastra, più scura. La parte fertile dell'ascoma è situata nella parte apicale, che è ricoperta da numerosi e minuscoli periteci di forma ovoidale. Anche Ophiocordyceps sinensis è parassita più selettivo di Cordyceps militaris, in quanto predilige parassitare le larve di Hepialus armoricanus. Curiosità Nel 2023 è uscita una serie TV post-apocalittica dal titolo "The last of us", basata su un videogioco action-adventure del 2013, e ispirata alla pandemia CV19, e che è basata sulla storia di una pandemia causata da una specie di Cordyceps mutante che non attacca gli insetti, ma gli uomini, rendendoli degli zombies. Bibliografia CEREIJO, D., 2001. O xénero Cordyceps (Fr.) Link en Galicia. Mykes 4: 29-36. RATHI, A., SINGH, C., PATHAK, P., CHAUDHARY, N. & VYAS, D., 2021. A thematic approach on Cordyceps. Recent trends in mushroom biology. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Giovanni Galeotti, Alessandro Gigli e Tomaso Lezzi - Approvata e Revisionata dal CLR Micologico di AMINT. (Exsiccatum GG191210-01) Regione Umbria; Dicembre 2019; Foto, e microscopia di Giovanni Galeotti Ascoma, alla base del quale è possibile osservare l'ospite colonizzato dal micelio. Ingrandimento dello stroma, con periteci citriformi, all'apice di ogni peritecio si osserva un zona circoscritta, liscia, di colore più intenso, dove è situato l'ostiolo, che si aprirà per liberare le spore mature. Periteci. Osservazione in rosso Congo, a 100×. Periteci. Osservazione in rosso Congo, a 400×. Periteci, ostiolo. Osservazione in rosso Congo, a 1000×. Aschi e parafisi. Osservazione in rosso Congo, a 100×. Aschi e parafisi. Osservazione in rosso Congo, a 400×. Aschi e spore. Osservazione in rosso Congo, a 1000×. Spore:(2,7) 3,0-4,8 (5,8) × (0,9) 1,0-1,6 (1,7) µm; Q = (2,1) 2,3-3,9 (6,7); N = 30; Media = 4,1 × 1,3 µm; Qm = 3,2; Osservazione in rosso Congo, a 400×. Spore. Osservazione in rosso Congo, a 400×. Spore. Osservazione in rosso Congo, a 1000×.
  20. Tolypocladium capitatum (Holmsk.) Quandt, Kepler & Spatafora; Regione Friuli Venezia Giulia, Val Pesarina (UD); Ottobre 2013; Foto di Nicolò Parrino.
  21. Tolypocladium capitatum (Holmsk.) Quandt, Kepler & Spatafora; Regione Friuli Venezia Giulia, Val Pesarina (UD); Settembre 2012; Foto di Nicolò Parrino.
  22. Tolypocladium capitatum (Holmsk.) Quandt, Kepler & Spatafora; Regione Friuli Venezia Giulia; Novembre 2009; Foto di Nicolò Parrino. Sezione.
  23. Tolypocladium capitatum (Holmsk.) Quandt, Kepler & Spatafora; Maggio 2011; Foto e commento di Tomaso Lezzi. Parassita di specie ipogee del genere Elaphomyces. Altre specie appartenenti a questo genere possono essere parassiti di insetti. Spore cilindriche, allungate, bacilliformi, aschi ottasporici, ialine, con guttule. Spore cilindriche, allungate, bacilliformi. Osservazione in blu di cresile.
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