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Alessandro F

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Tutti i contenuti di Alessandro F

  1. Neoboletus luridiformis (Rostk.) Gelardi, Simonini & Vizzini; Regione Toscana; Agosto 2018; Foto di Alessandro Francolini. = Boletus erythropus Persoon ss. Fries Buon commestibile dopo adeguata cottura che consente di eliminare alcune tossine termolabili. Tutto il carpoforo è virante al blu in maniera intensa (al taglio o anche alla pressione). Odore fruttato e sapore dolce. Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 206, Pag. 323: "Pur appartenendo a un Gruppo di Boletaceae critiche, per via del viraggio della carne, è abbastanza agevole riconoscerlo con sufficiente sicurezza in quanto è l'unico fungo boletoide con cuticola vellutata marrone, pori arancio-rossastri e gambo quasi interamente decorato da fine punteggiatura rossa. Vetusto esemplare Giovane esemplare di medio-piccole dimensioni Esemplare di notevoli dimensioni, con cappello di 30 cm di diametro Due primordi
  2. Xerocomellus armeniacus (Quél.) Šutara; Regione Toscana; Agosto 2018; Foto e commento di Alessandro Francolini. = Xerocomus armeniacus (Quél.) Quél. L’armeniacum pomum è il noto frutto chiamato volgarmente albicocca (frutto della pianta Prunus armeniaca). Lo Xerocomus armeniacus deve il nome specifico proprio alla colorazione del suo cappello e di parte del gambo; tale colorazione “albicocca”, però, non è costante perché la specie presenta un policromatismo accentuato (da rosa-arancio al rosso scuro all’ocra-arancio); dal punto di vista macroscopico una caratteristica costante è comunque la carne alla base del gambo: si presenta sempre su toni arancio-ocracei o color rabarbaro; altrove la carne è di colore giallo più o meno vivo, virante al bluastro nella parte alta del gambo e nel cappello. La cuticola del cappello tende a screpolarsi a tempo secco; il gambo è quasi concolore al cappello con toni più gialli all’apice ma arancio-ocra alla base. Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 198, Pag. 315: “Specie molto diffusa, predilige le regioni a clima mite, cresce solitario o in gruppi dall’estate al tardo autunno nei boschi soleggiati di latifoglia, Castagni e Querce in particolare. Data la grande variabilità cromatica, Xerocomellus armeniacus può essere confuso con specie simili. La distinzione con Xerocomellus rubellus si basa sulla presenza in quest’ultimo della tipica puntinatura rosso carota o vermiglio nella carne alla base del gambo; Boletus persicolor si macchia di verdognolo se contuso specie nei giovani esemplari e la carne del gambo assume colorazioni rabarbaro o zafferano; Xerocomellus ripariellus cresce in zone umide, quali le vicinanze di laghi o corsi d’acqua con Ontano, Pioppo e Salice, caratteristica peculiare è il gambo a volte striato longitudinalmente a zone livide specie in età adulta e per le colorazioni vinose con toni violacei alla sua base (carne), vira intensamente al bluastro nei tubuli e nella zona mediana del gambo; Xerocomellus dryophilus si differenzia per la crescita esclusiva sotto Quercia, cuticola brillante e vischiosetta specie a tempo umido, colorazioni pileiche di un bel rosso cinabro in gioventù, giallo cromo all’apice del gambo, rosso scuro alla sua base; la carne, alla base del gambo, presenta toni rosso-violacei tendenti al nerastro, vira lentamente al bluastro altrove alla sezione.”
  3. Strobilomyces strobilaceus (Scop. : Fr.) Berkeley; Regione Toscana; Agosto 2018; Foto e commento di Alessandro Francolini. Inconfondibile Boletacea caratterizzata da una vistosa ornamentazione fatta di scaglie squamose che ricoprono il cappello. Tale decorazione può ricordare le squame delle pigne di qualche conifera: da qui il nome sia generico che specifico. Il gambo è munito di anello fioccoso e al di sotto di questo il gambo si presenta come lanuginoso. Il colore generale varia dal grigio-bruno negli esemplari più giovani fino al nerastro in vecchiaia. Tipico anche il viraggio “in due fasi” della carne alla sezione: dapprima al rosa-rossastro, per passare successivamente e in breve tempo a tinte rosso-nerastre più o meno cupe. È una Boletacea non frequente, con habitat tipico presso Castagno e presso Faggio. Dal TUTTO FUNGHI, pag. 502: “Il suo nome volgare di “Fungo pigna” indica la somiglianza dei giovani carpofori di questa specie con uno strobilo di conifera, aspetto che lo rende un interessante soggetto fotografico da proteggere, vista la sua rarità.” Esemplare nato sulla scarpata, a fianco di una strada
  4. Calocera viscosa (Pers. : Fr.) Fr.; Regione Toscana; Agosto 2018; foto di Alessandro Francolini. Un bel fungo coralloide, molto comune su legno guasto di conifere. I suoi colori ruotano attorno al giallo (giallo oro, giallo cromo, giallo tuorlo) e ravvivano il sottobosco. Un’altra Calocera, questa crescente su legno marcescente di latifoglie e meno comune, è Calocera cornea: stessi colori ma di dimensioni più minute, gregaria ma che si presenta come unico rametto affusolato che finisce con una punta (raramente forcata). Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 18, Pag. 121: “Pur essendo morfologicamente di aspetto simile alle specie dei Generi Ramaria e Clavaria, per le sembianze che ricordano gli alberi, Calocera viscosa possiede dei caratteri specifici: la crescita su legno, la vischiosità gelatinosa dei rametti, l’assenza di carne alla base del carpoforo, la differenziano fortemente da tali specie. La sua carne, dapprima elastica, in vecchiaia non marcisce ma si secca diventando dura come un corno.” Una vecchia ceppaia colonizzata da tre cespi
  5. Craterellus cornucopioides (L. : Fr.) Pers.; Regione Toscana; Agosto 2018; Foto di Alessandro Francolini. Fungo gregario che cresce a gruppi anche numerosissimi durante i periodi particolarmente freschi e umidi in estate e, soprattutto, in autunno. Buon commestibile: si presta benissimo anche all'essiccazione e a successiva riduzione in polvere per essere impiegato come aromatizzante. Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 33, Pag. 136: “Questo fungo è un buon commestibile, molto ricercato, anche se non tutti gradiscono un piatto ingrigito o addirittura annerito da questi funghi; essiccato ha un'ottima resa. Il nome "Trombetta dei morti" non è dovuto al colore nero ma al fatto che si sviluppa attorno al 2 novembre, ricorrenza dei defunti. Piuttosto simile per struttura e colorazione è Cantharellus cinereus, buon commestibile, che presenta un cappello grigio più o meno scuro, ma con tonalità brunastre; la superficie è un po' fibrillosa, soprattutto verso il margine, che appare ben revoluto e marcatamente ondulato; l'imenio di questo fungo è caratterizzato da pliche venose molto ramificate, dette anastomosi, e scambiate da molti per lamelle; il colore è grigio cenere e schiarisce a maturazione, a causa della sporata bianca. Il gambo è ben distinto e pieno ma, crescendo, si forma al centro di esso un sottile condotto che talvolta arriva fino al centro del cappello. La carne è nerastra, sottile ed elastica, con un evidente odore fruttato e sapore gradevole. Cresce numeroso soprattutto nei castagneti umidi e viene raccolto e consumato spesso scambiandolo per le più famose Trombette. Altro esemplare somigliante a questo fungo è Færberia carbonaria, commestibile, somigliante ad un Cantharellus e infatti, in un passato lontano, veniva chiamato Cantharellus carbonarius: cresce su residui carboniosi, talvolta nel muschio e presenta un cappello più piccolo, convesso, imbutiforme, con orlo ondulato di colore grigio-brunastro ed imenio costituito da vere lamelle.”
  6. Buoni ritrovamenti Alessandro ********************************** Indice della Toscana, mese di Agosto 2018, totale n° 32 specie Amanita excelsa (Fr. : Fr.) Bertill.; Post # 12 Amanita phalloides (Vaill. ex Fr.) Link; Post # 19; 35 Amanita rubescens Pers. : Fr.; Post # 40; 44 Amanita spadicea Pers.; Post # 13; 33 Aureoboletus gentilis (Quél.) Pouzar; Post # 29 Boletus edulis Bull.: Fr.; Post # 38; 47 Boletus reticulatus Schaeff. = Boletus aestivalis (Paulet) Fr.; Post # 8; 23; 24; 30 Butyriboletus regius (Krombh.) D. Arona & J.L. Frank = Boletus regius Krombh.; Post # 18 Butyriboletus subappendiculatus (Dermek, Lazebn. & J. Veselský) Arora & J.L. Frank = Boletus subappendiculatus Dermek, Lazebn. & J. Veselský; Post # 14 Caloboletus calopus (Pers.) Vizzini = Boletus calopus Pers. : Fr.; Post # 7; 27 Calocera viscosa (Pers. : Fr.) Fr.; Post # 3 Cantharellus friesii Welw. & Curr.; Post # 17 Coltricia perennis (L. : Fr.) Murrill; Post # 16 Craterellus cornucopioides (L. : Fr.) Pers.; Post # 2 Daedaleopsis confragosa (Bolt. : Fr.) Schröter; Post # 46 Daedaleopsis tricolor (Bull.) Bondartsev & Singer; Post # 28 Gyroporus castaneus (Bull. : Fr.) Quélet; Post # 41 Gyroporus cyanescens (Bull. : Fr.) Quélet; Post # 9 Hydnum repandum L. : Fr.; Post # 37 Hymenopellis radicata (Relhan : Fr.) R.H. Petersen = Xerula radicata (Relhan : Fr.) Dörfelt; Post # 21 Macrolepiota procera (Scop. : Fr.) Sing.; Post # 42 Mutinus caninus (Huds. : Fr.) Fr.; Post # 15 Neoboletus luridiformis (Rostk.) Gelardi, Simonini & Vizzini = Boletus erythropus Persoon ss. Fries; Post # 6; 36 Oudemansiella mucida (Schrad.: Fr.) v.Höhnel = Mucidula mucida (Schrad.) Pat.; Post # 39 Phallus impudicus L. : Pers.; Post # 11; 20 Russula cyanoxantha (Schaeff.) Fr.; Post # 45 Russula rosea Pers. = Russula lepida (Fr. : Fr.) Fr. ; Post # 31 Russula vesca Fries; Post # 25 Russula virescens (Scaeff.) Fr.; Post # 10; 26; 34 Strobilomyces strobilaceus (Scop. : Fr.) Berkeley; Post # 4; 22 Tapinella atrotomentosa (Batsch : Fr.) Šutara = Paxillus atrotomentosus (Batsch : Fr.) Fr.; Post # 32; 43 Xerocomellus armeniacus (Quél.) Šutara = Xerocomus armeniacus (Quél.) Quél.; Post # 5
  7. Boletus reticulatus Schaeff.; Regione Toscana; Luglio 2018; Foto di Alessandro Francolini. = Boletus aestivalis (Paulet) Fr. Reperiti presso Faggio. Giovane esemplare Esemplare di media maturazione Esemplare maturo e già reso malconcio sia dal vento e dal secco che dalle limacce ********************** Indice della Toscana, mese di Luglio 2018, totale n° 21 specie (+1). Amanita caesarea (Scop. : Fr.) Pers.; Post # 2 Amanita excelsa (Fr. : Fr.) Bertill.; Post # 24 Amanita spadicea Pers.; Post # 18 Boletus aereus Bull. : Fr.; Post # 3 Boletus reticulatus Schaeff. = Boletus aestivalis (Paulet) Fr.; Post # 4; 9; 30 Caloboletus calopus (Pers.) Vizzini = Boletus calopus Pers. : Fr.; Post # 14; 23 Cantharellus amethysteus (Quél.) Sacc.; Post # 22 Fuligo septica (Linné) Wiggers; Post # 12 Ganoderma carnosum Pat.; Post # 26 Gyroporus cyanescens (Bull. : Fr.) Quélet; Post # 20 Hydnum repandum L. : Fr.; Post # 8 Hymenopellis radicata (Relhan : Fr.) R.H. Petersen = Xerula radicata (Relhan : Fr.) Dörfelt; Post # 10 Macrolepiota procera (Scop. : Fr.) Sing.; Post # 15 Neoboletus luridiformis (Rostk.) Gelardi, Simonini & Vizzini = Boletus erythropus Persoon ss. Fries; Post # 25 Phallus impudicus L. : Pers.; Post # 7; 17; 28 Phellinus torulosus (Pers.) Bourdot & Galzin; Post # 6 Polyporus varius (Pers. : Fr.) Fr.; Post # 11 Russula olivacea (Schaeff.) Persoon; Post # 21 Russula virescens (Scaeff.) Fr.; Post # 5; 19 Scleroderma citrinum Persoon : Persoon; Post # 29 Scutiger pes-caprae (Pers. : Fr.) Bondartsev & Singer = Albatrellus pes-caprae (Pers. : Fr.) Pouzar; Post # 13; 16 ***************** Non determinati ma generici: Pluteus sp.; Post # 27
  8. Scleroderma citrinum Persoon : Persoon; Regione Toscana; Luglio 2018; Foto di Alessandro Francolini. Dal TUTTO FUNGHI, Scheda 22, Pag. 343: “Tipico dei boschi di latifoglie (Castagno, Faggio, Betulla), viene reperito anche presso conifere. Cresce terricolo in terreno tipicamente acido, frequentemente nel muschio che ricopre la base dei ceppi e degli alberi. Segnalato anche oltre i 1000 metri di quota, è comune reperirlo dall’estate all’autunno anche in periodi più siccitosi. È una specie molto comune e facile da riconoscere per alcune caratteristiche quali il peridio spesso, giallo con screpolature e squamette, la presenza di ife miceliari e l’assenza di uno pseudogambo. Tossico, causa sindrome gastroenterica incostante.
  9. Phallus impudicus L. : Pers.; Regione Toscana; Luglio 2018; Foto di Alessandro Francolini. Talvolta invasivi soprattutto nelle faggete. Sezione longitudinale di un ovolo. Si notano le rizomorfe, il peridio, la gleba verdastra e il bianco ricettacolo interno. Per la descrizione dettagliata si veda in altro post precedente Esemplare maturo con la gleba maleodorante che attira un nugolo di mosche A fianco dell'ovolo di destra si nota un giovane esemplare che sta finendo di lacerare il peridio (guscio dell'ovolo) prima di iniziare il suo sviluppo finale. Un lembo del peridio è ancora attaccato alla gleba. Gleba e mosche Ingrandimento in cui si nota la proboscide di alcune mosche sprofondata nella gleba
  10. Pluteus sp.; Regione Toscana; Luglio 2018; Foto di Alessandro Francolini. Su una radice muschiosa di Faggio. Senza microscopia è difficile stabilire con sicurezza di quale specie si tratti.
  11. Ganoderma carnosum Pat.; Regione Toscana; Luglio 2018; Foto di Alessandro Francolini. Forma del cappello da reniforme a irregolarmente circolare, con gambo più o meno laterale; tutti e tre gli esemplari in foto sono stati reperiti attorno al tronco di un Abete bianco; l’esemplare più grande ha diametro del cappello fino a 16 cm. Cappello da solcato (nell’esemplare più piccolo) a irregolarmente gibboso-tubercolato negli altri due. Colorazioni più o meno scure, anche nerastre, soprattutto al centro del cappello. Il simile Ganoderma lucidum, di dimensioni inferiori, cresce di preferenza presso latifoglie e raramente presso conifere, presenta la parte sterile più zonata e solcata, e ha colorazione più variegata e brillante. In letteratura vengono riportate altre piccole differenze a livello macroscopico: Ganodertma lucidum presenta solitamente un rialzamento (una sorta di umbone) sul cappello in corrispondenza dell’attacco del gambo, mentre in Ganoderma carnosum tale protuberanza è assente o meno evidente; i tubuli in Ganoderma lucidum non sono decorrenti sul gambo ma ne vengono comunque a contatto diretto mentre in Ganoderma carnosum i tubuli, oltre a non essere decorrenti, sono separati dal gambo da un piccolo solco. Infine il margine pileico di Ganoderma carnosum si presenta di solito assai più ampio e rotondeggiante. Il piccolo solco tra i tubuli e il gambo
  12. Neoboletus luridiformis (Rostk.) Gelardi, Simonini & Vizzini; Regione Toscana; Luglio 2018; Foto di Alessandro Francolini. = Boletus erythropus Persoon ss. Fries Buon commestibile dopo adeguata cottura che consente di eliminare alcune tossine termolabili. Tutto il carpoforo è virante al blu in maniera intensa (al taglio o anche alla pressione). Odore fruttato e sapore dolce. Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 206, Pag. 323: "Pur appartenendo a un Gruppo di Boletaceae critiche, per via del viraggio della carne, è abbastanza agevole riconoscerlo con sufficiente sicurezza in quanto è l'unico fungo boletoide con cuticola vellutata marrone, pori arancio-rossastri e gambo quasi interamente decorato da fine punteggiatura rossa. Nato incastrato alla base di un Faggio, tanto da sembrare lignicolo
  13. Amanita excelsa (Fr. : Fr.) Bertill.; Regione Toscana; Agosto 2018; Foto di Alessandro Francolini. Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 120, Pag. 230: “Specie commestibile dopo cottura ma di poco pregio e, pertanto, se ne sconsiglia il consumo, data anche la possibile confusione con la velenosa Amanita pantherina. In passato alcuni autori consideravano questa specie distinta in due varietà: A. excelsa var. spissa e A. excelsa var. excelsa. La prima con taglia molto più tozza e robusta, verruche sul cappello più frequenti e persistenti, lamelle senza riflessi rosati, gambo a base allargata terminante con un bulbo non marginato e napiforme, ben evidente e non arrossante, odore e sapore rafanoide; la seconda con taglia più slanciata, verruche assenti o poco persistenti, lamelle con riflessi rosati, volva friabile, facilmente dissociata in fiocchi e base del gambo spesso interrata.”
  14. Caloboletus calopus (Pers.) Vizzini; Regione Toscana; Luglio 2018; Foto di Alessandro Francolini. = Boletus calopus Pers. : Fr.
  15. Cantharellus amethysteus (Quél.) Sacc.; Regione Toscana; Luglio 2018; foto di Alessandro Francolini. Simile al più comune Cantharellus cibarius, lo contraddistinguono soprattutto le squamette di colore violaceo-ametista presenti sul cappello. Imenoforo con pliche molto anastomosate
  16. Russula olivacea (Schaeff.) Persoon; Regione Toscana; Luglio 2018; Foto di Alessandro Francolini. È una Russula tipica soprattutto del Faggio. Di dimensioni importanti, il suo cappello può raggiungere 20 – 25 cm di diametro. Il colore del cappello è molto variabile e non sempre rispetta il colore “olivaceo” suggerito dal nome: infatti può variare dal verde-oliva al lilla-verde, dal bruno verdastro fino al rosso vinoso o rosso porpora o bruno violaceo. Cuticola separabile fino a un terzo del raggio pileico, sovente con rugosità concentriche riscontrabili soprattutto all’orlo del cappello. La sua carne è compatta e soda, con sapore dolce e buono come di nocciola. Lamelle forcate al gambo, giallo-ocra in età per la maturazione delle spore che, in questa specie, producono una sporata di colore giallo scuro. Gambo generalmente sfumato di rosa, più raramente tutto bianco; talvolta la sfumatura rosa è relegata all’apice del gambo, subito sotto le lamelle, formando una sorta di alone colorato. Nonostante la carne dolce, è una Russula che contiene tossine termolabili che possono provocare intossicazioni e disturbi gastrointestinali di varia entità. Quindi va considerata specie tossica se ingerita cruda o poco cotta come accade se cucinata alla griglia o fritta. Come le altre Russula della Sottosezione Olivaceinae (Russula alutacea e Russula vinosobrunnea, anch’esse con carne dolce ma contenenti tossine termolabili) è buon commestibile solo se sottoposta a cottura prolungata (almeno 15 minuti dal primo bollore) in forno o in pentola. Dal nuovo TUTTO FUNGHI, Scheda 165, Pag. 282: “Russula alutacea e Russula vinosobrunnea sono specie molto prossime a questo fungo e sistematicamente collocate nella stessa Subsezione Olivaceinae. La prima è caratterizzata da una taglia più esile, cuticola più brillante, senza corrugazioni concentriche sul cappello; la seconda ha dimensioni inferiori e la sfumatura sul gambo è generalmente laterale.” Variazioni cromatiche sul cappello: A destra un giovane esemplare, con gambo non sfumato di rosa e con le lamelle ancora biancastre Lamelle giallo-ocra per maturazione delle spore
  17. Gyroporus cyanescens (Bull. : Fr.) Quélet; Regione Toscana; Luglio 2018; Foto di Alessandro Francolini. Boletacea tipica del periodo estivo-autunnale con habitat presso Abete, Pino, Faggio, Castagno, Quercia; riconoscibile per il cappello dalla cuticola da biancastra a giallognola con riflessi ocracei-olivastri, asciutta anche a tempo umido, vellutata, con presenza di fioccosità più scure del colore di fondo. La caratteristica più eclatante è comunque il viraggio iniziale della carne all'azzurro-indaco intenso nel cappello e nel gambo. Quest'ultimo si presenta robusto ma fragile: all'inizio pieno, ben presto cavernoso, diventa cavo a maturità pur mantenendo una "corteccia" relativamente spessa. Tale corteccia dà la sensazione di robustezza ma, alla minima pressione, la cavità interna rende il tutto piuttosto fragile e cassante. Dello stesso Genere è il Gyroporus castaneus dai colori decisamente più scuri e dalla carne immutabile e il suo simile Gyroporus hammophilus che cresce in habitat sabulico costiero, può presentare carne dal viraggio azzurro (ma non intenso come nel G. cyanescens). Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 188, Pag. 305: “Si tratta di una specie non ovunque diffusa, abbastanza circoscritta e rinvenibile in pochi areali, anche se in questi ultimi è presente in modo costante e abbondante. Il violento viraggio all'indaco nell'immediatezza della contusione o del taglio, tende nel tempo a regredire in tenue grigiastro. Discreto commestibile. In cottura la cuticola diventa verde e questo crea un certo imbarazzo in chi per la prima volta si avvicina organoletticamente a questa buona specie edule. Scartare completamente il gambo, duro, coriaceo e quindi indigesto.” Presso Faggio Gambo cavernoso, con carne azzurra al taglio
  18. Russula virescens (Scaeff.) Fr.; Regione Toscana; Luglio 2018; Foto di Alessandro Francolini. Sotto Faggio, con sporadica presenza di Castagno
  19. Amanita spadicea Pers.; Regione Toscana; Luglio 2018; Foto di Alessandro Francolini. Bella Amanita della Sezione Vaginatae, reperibile soprattutto in montagna oltre i 1000 m s.l.m., in boschi di Peccio, Abete bianco, Pino silvestre o anche in presenza di Faggio. I caratteri distintivi sono il portamento slanciato, il colore del cappello bruno o color dattero, l'umbone evidente e il gambo con decorazioni zebrate concolori al cappello. La volva è nettamente membranosa, persistente, biancastra con tendenza a scurirsi con l'età, alta sul gambo e inguainante. In letteratura si riscontrano pareri discordi sul filo lamellare: qualche Autore lo mette come intero e concolore alla faccia della lamella (cioè bianco o bianco-crema), altri lo danno come discolore in quanto marrone. Giovane esemplare; sotto Peccio Esemplare maturo Primo piano del cappello col tipico umbone al centro
  20. Phallus impudicus L. : Pers.; Regione Toscana; Luglio 2018; Foto di Alessandro Francolini. Ovolo con la tipica rizomorfa Ovolo in sezione trasversale Il peridio (membrana che avvolge la gleba verdastra) si divide in tre parti: la più esterna (esoperidio) è il "guscio biancastro" dell'ovolo; la parte mediana gelatinosa (mesoperidio) è di discreto spessore e di colore marroncino; la parte più interna del peridio (endoperidio), quella che che sta a diretto contatto con la gleba, è molto sottile e bianca. Al suo interno il consistente strato della gleba verdastra e più o meno compatta (e che, per fortuna, in questo stadio non ha odore repellente ma rafanoide). Al centro dell'ovolo si nota il cosiddetto ricettacolo, bianco. Il ricettacolo durante lo sviluppo perfora il peridio e si allunga notevolmente al di sopra dell'ovolo, prende forma cilindrica rimanendo di colore bianco e assume consistenza spugnosa-bucherellata; in tal modo porta in alto la gleba che ora si trova quindi esposta all'aria e che, in questo stadio, risulta mucillaginosa, bruno-verdastra e estremamente maleodorante per attirare mosche e altri insetti...
  21. Scutiger pes-caprae (Pers. : Fr.) Bondartsev & Singer; Regione Toscana; Luglio 2018; Foto di Alessandro Francolini. = Albatrellus pes-caprae (Pers. : Fr.) Pouzar
  22. Macrolepiota procera (Scop. : Fr.) Sing.; Regione Toscana; Luglio 2018; Foto di Alessandro Francolini. Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 98, Pag. 206: “Non confonderlo con Chlorophyllum rhacodes, tossico, con squamule fortemente infisse nel derma del cappello (dette “a tegola”), con viraggio all’arancione e poi al brunastro della carne esposta, laddove corrosa o tagliata. È prudente non mangiare Macrolepiota il cui diametro sia inferiore a 8 cm per non confonderle con le Lepiota del Gruppo helveola, o altre velenose o mortali. Macrolepiota procera essendo uno dei colossi del bosco, difficilmente può essere confuso con le piccole Lepiota. Per la misura si fa riferimento al fungo adulto e quindi con il cappello completamente aperto.”
  23. Caloboletus calopus (Pers.) Vizzini; Regione Toscana; Luglio 2018; Foto di Alessandro Francolini. = Boletus calopus Pers. : Fr. Oltre che per altri caratteri, si distingue dal Caloboletus radicans [= Boletus radicans] per la colorazione: cappello grigio camoscio, grigio-olivastro o grigio-ocra pallido in C. calopus e molto più chiaro (bianco latte, color crema) in C. radicans; gambo con estese colorazioni rosse (soprattutto nella metà inferiore; sovente con colore giallognolo nella parte alta) in C. calopus e giallo pallido (talvolta sfumate di rosa in alto) in C. radicans; anche il reticolo è diverso: presente e a maglie allungate in C. calopus, quasi assente in C. radicans (se presente è a maglie fini e relegato alla parte alta del gambo). Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 202, Pag. 319: “Responsabile di alcuni casi di intossicazione (sindrome gastro-intestinale o resinoide incostante), comunque non commestibile per il forte sapore amaro e per il netto odore sgradevole. I pori gialli, la caratteristica fiammatura rosso carminio alla base del gambo, il sapore della carne e l’odore inconfondibile agevolano la determinazione.”
  24. Scutiger pes-caprae (Pers. : Fr.) Bondartsev & Singer; Regione Toscana; Luglio 2018; Foto di Alessandro Francolini. = Albatrellus pes-caprae (Pers. : Fr.) Pouzar La superficie del cappello si presenta sempre asciutta, da squamulosa a decisamente squamata; di colore variabile dal bruno-rossiccio al marrone scuro. Il cappello, di solito spatuliforme, può assumere anche forme irregolari, più o meno lobate. Il gambo è eccentrico o laterale di colore da bianco a giallastro. Pori abbastanza larghi, da arrotondati-angolosi a poligonali; tubuli decorrenti sul gambo. La superficie poroide è biancastra in gioventù, giallina a maturità o al tocco. La carne è soda e compatta, con sapore molto gradevole di nocciola e odore buono, fungino. Buon commestibile, si presta a vai modi di preparazione: dalla frittura alla conservazione sott’olio. Dal TUTTO FUNGHI, Scheda 21, Pag. 124: “Fungo poco frequente ma abbondante nelle stazioni di crescita, predilige il Faggio, ma cresce anche sotto Castagno. Segnalato anche in boschi di conifere (Peccio). Buon commestibile, carnoso e di buona resa.”
  25. Fuligo septica (Linné) Wiggers; Luglio 2018; Foto di Alessandro Francolini. Uno dei più comuni Myxomycetes che si possono incontrare nei boschi è la Fuligo septica; facilmente identificabile per la sua consistenza molliccia e quasi inconsistente (basta sfiorarla perché si disfaccia sotto le dita, con una sensazione simile a quando si tocca la schiuma di un bagno-schiuma), e per il colore giallo o giallo-rossiccio. Irregolarmente distribuita sul substrato, vive fagocitando legno guasto, foglie, pigne, muschi, erba, ecc. Frequente nei periodi piovosi. Dal Forum AMINT: “I Myxomycetes (Mixomiceti) sono protozoi particolari che prendono normalmente la forma delle amebe. Alcuni di loro, ed in determinate circostanze, sviluppano corpi fruttiferi (sporangi) deputati alla disseminazione delle spore (mixospore), ed è per questo motivo che spesso in passato sono stati assimilati ai funghi. Alcuni sono piccolissimi altri presentano estensioni notevoli. Sia nella fase di "plasmodio" (unione di più cellule, che perdono la parete fondendosi in un'unica grande cellula plurinucleata) che negli sporangi il fenomeno va interpretato come aggregazione di cellule non formanti un organismo complesso od un tessuto (pseudotessuto). Rimane in questo modo fatta salva la definizione di organismi monocellulari. Si nutrono per "fagocitosi” (un processo che prevede l’ingestione da parte della cellula di particelle di grandi dimensioni, tali da essere visibili al microscopio).”
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