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Stefano Rocchi

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Everything posted by Stefano Rocchi

  1. Viste le colorazioni accese e l'imenoforo con crescita radiale, direi che la tua ipotesi mi sembra giusta. Ciao Stefano
  2. Alcuni anni fa i miei vicini grattugiarono i Cervini freschi (Tricholoma goniospermum) sulla pasta ed ebbero una intossicazione abbastanza impegnativa. Questo a riprova che Tricholoma goniospermum, nonostante la fama, è un fungo non commestibile. Stefano
  3. Melanogaster broomeanus Berk.; Regione Umbria; Dicembre 2016; Foto e microscopia di Stefano Rocchi. Un ritrovamento del dicembre dello scorso anno. Fungo semi-ipogeo rinvenuto in una radura tra boscaglie di latifoglie. Carporforo da subgloboso a largamente lobato con evidenti fossette superficiali. Peridio finemente feltrato di colore bruno-giallastro con sfumature rossastre. Di consistenza tenace, gommoso, risulta annerente alla manipolazione e con piccole rizomorfe alla base. Gleba biancastra nei giovani esemplari ma presto nerastra, formata da piccole celle arrotondate o angolose ripiene di sostanza gelatinosa nera e lucente, circoscritte da ife filamentose giallognole. Odore gradevole tra l'aromatico e il fruttato. Spore 6,4-8,5 × 3,7-5 µm; Qm = 1,8; da cilindriche ad ellissoidali con base tronca, lisce, a parete spessa e brunastre; molte hanno resti sterigmali ialini ed alcune hanno la forma di boomerang. Gli è assai simile Melanogaster variegatus (Vittad.) Tul. & C. Tul. il quale si differenzia per le tonalità del peridio più rossastre e per le spore meno cilindriche ovvero subovoidali. Nei casi dubbi ci si dovrebbe affidare ai valori medi del rapporto lunghezza/larghezza delle spore i quali si attesterebbero nell'intervallo 1,3-1,7 per Melanogaster variegatus e nell'intervallo 1,8-2,1 per Melanogaster broomeanus. (Exsiccatum SR20161223-02) Spore 6,4-8,5 × 3,7-5 µm; Qm = 1,8; da cilindriche ad ellissoidali con base tronca, lisce, a parete spessa; molte hanno resti sterigmali ialini ed alcune hanno la forma di boomerang. Osservazione 1000× in acqua.
  4. Ciao Leonaroma, visti i riflessi violacei della lamette e le scanalature del pileo, controlla Coprinellus disseminatus Stefano
  5. La conformazione del carpoforo mi ricorda anche Hyphodontia barba-jovis ma è solo un'ipotesi. Stefano
  6. I Pinaroli non sono molto buoni vanno privati della cuticola e comunque in alcune persone provocano effetti lassativi. Si consiglia sempre di mangiare esemplari giovani e privati del gambo. Stefano
  7. Armillaria cepistipes Velen.; Regione Umbria; Ottobre 2017; Foto e microscopia di Stefano Rocchi. Fungo lignicolo rinvenuto su ceppaia di latifoglia, con cappello brunastro, nettamente striato a maturità e cosparso da minute squame più scure del pileo, appressate soprattutto al centro. Bordo un poco fioccoso. Lamelle decorrenti per un dentino, biancastre, sfumate di rossastro soprattutto al tocco. Gambo cilindrico, un po' contorno, con base ingrossata ma non nettamente bulbosa, bruno scuro, cosparso da una fine lanugine bianca che diviene leggermente giallastra alla base. Anello cotonoso, bianco o con qualche puntinatura gialla, assai evidente ma fragile. Spore 7-10 × 5,4-7,8 µm; Qm = 1,4; ellittiche, con apicolo evidente e non amiloidi. Si tratta di un fungo dal portamento gracile, igrofano e con crescita isolata o comunque poco cespitosa. Si può rinvenire anche lontano dagli alberi con nascita apparentemente terricola. Altre specie del genere Armillaria sono: 1) Armillaria mellea (Vahl : Fr.) P. Kumm. la quale si distingue per la crescita nettamente cespitosa, per un anello meno fragile e più persistente; 2) Armillaria gallica Marxm. & Romagn. la quale si differenzia per il cappello poco striato, il gambo nettamente bulboso e ricoperto da una evidente pruina giallastra; 3) Armillaria ostoyae (Romagn.) Herink la quale si distingue per il cappello bruno-rossastro coperto da squame bruno-nerastre e per l'anello bianco, membranoso e bordato di nerastro; 4) Armillaria tabescens (Scop.) Emel = Desarmillaria tabescens (Scop.) R.A. Koch & Aime la quale si differenzia per l'assenza di anello. Foto non in habitat. Spore 7-10 × 5,4-7,8 µm; Qm = 1,4; ellittiche, con apicolo evidente e non amiloidi. Osservazione in acqua a 1000×. Osservazione in Melzer a 1000×.
  8. Tuber macrosporum Vittad.; Regione Umbria; Novembre 2017; Foto e microscopia di Stefano Rocchi. Un fungo ipogeo poco frequente. Ascocarpo sferico-rotondeggiante più o meno gibboso; peridio bruno scuro, nerastro, in alcuni punti sfumato di rossiccio, con verruche poligonali piccole, in genere depresse tanto da far sembrare il fungo quasi liscio. La gleba è bruno-grigiastra, in alcuni punti ferruginosa, cosparsa da vene sterili biancastre e tortuose. Odore agliaceo ed evocante quello del Tuber magnatum. Sapore buono. Aschi di forma subglobosa con evidente peduncolo, contengono fino ad un massimo di tre spore. Spore 40-53 × 24-36 µm (quelle negli aschi bisporici e trisporici) e 52-70 × 30-44 µm (quelle negli aschi monosporici); Qm = 1,6; ellissoidali, di colore bruno-rossastro, reticolate-alveolate in maniera irregolare, con gli alveoli alti fino a 9 µm. Vegeta non molto profondo nei terreni argillosi da agosto a dicembre; si associa a Roverella, Salice, Pioppo e Carpino. Aschi di forma subglobosa con evidente peduncolo, contengono fino ad un massimo di tre spore. Spore 40-53 × 24-36 µm (quelle negli aschi bisporici o trisporici) e 52-70 × 30-44 µm (quelle negli aschi monosporici); Qm = 1,6; ellissoidali, si colore bruno-rossastro, reticolate-alveolate in maniera irregolare, con gli alveoli alti fino a 9 µm. Osservazione in Tampone alla glicerina a 400×. Osservazione in KOH a 400×. Osservazione in Tampone alla Gricerina a 1000×. Osservazione in KOH a 1000×.
  9. Calocera cornea (Batsch : Fr.) Fr.; Regione Umbria; Novembre 2017; Foto di Stefano Rocchi. Su Pioppo marcescente a terra.
  10. Dall'aspetto morfocromatico mi viene in mente Peniophora sp. Stefano
  11. Ciao Marcelo Un'ipotesi potrebbe essere Dacrymyces tortus Stefano
  12. Ganoderma lucidum (Curtis : Fr.) P. Karst.; Regione Umbria; Settembre 2017; Foto e microscopia di Stefano Rocchi. Su radici di Quercia. Fungo dal cappello a forma di ventaglio, zonato concentricamente, da biancastro nel bordo a bruno-aranciato, fino a rosso porpora al centro del pileo; molto lucido, come verniciato. Pori circolari, prima biancastri poi ocracei. Gambo irregolarmente cilindrico, spesso noduloso, alto anche oltre i 10 cm, di colore bruno rossiccio e anch'esso lucido. Spore 8,6-12,8 × 5,9-8,9 µm; Qm = 1,4; ellittico-ovoidali con apice troncato, guttulate, formate da un exosporio ialino e da un endosporio bruno chiaro e verrucoso. Spore 8,6-12,8 × 5,9-8,9 µm; Qm = 1,4; ellittico-ovoidali con apice troncato, guttulate, formate da un exosporio ialino e da un endosporio bruno chiaro e verrucoso. Osservazione in acqua a 1000×. Osservazione in Melzer a 1000×.
  13. Domenica 29 ottobre 2017 si è tenuta a Foligno (PG) una bellissima mostra di funghi ed erbe campagnole curate dal Gruppo Micologico Naturalistico Folignate e dall'Accademia Umbra Erbe Campagnole. Nonostante il secco devastante si è riusciti ad allestire oltre 40 specie fungine, a cui sono state abbinate decine di specie di erbe campagnole spontanee commestibili, le quali custodiscono sapori speciali e preziosi elementi nutrizionali certamente da preservare. Accanto alla mostra era presente una straordinaria rappresentazione di funghi fatti a maglia dalla signora Anna Angioli, veramente unica per bellezza, dovizia di particolari e fedele raffigurazione delle specie. Stefano La mostra. Alcune specie in mostra. Le erbe campagnole spontanee. L'Amaranto. I Caccialepre. La piantaggine. Il Pimpinellone. I Rapunzoli. La Ginestrella. Alcuni degli straordinari funghi fatti a maglia. Amanita caesarea. Amanita muscaria. Amanita phalloides. Cyclocybe cylindracea. Hygrophorus russula. Lepiota cristata. Marasmius oreades. Macrolepiota procera. Pleurotus ostreatus. Russula cyanoxantha e Russula vesca. Rubroboletus satanas. Neoboletus luridiformis. I curatori della Mostra Luciano e Anna.
  14. Armillaria mellea (Vahl : Fr.) P. Kumm.; Ottobre 2017; Foto di Stefano Rocchi.
  15. Amanita ovoidea (Bull. : Fr.) Link; Regione Umbria; Ottobre 2017; Foto di Stefano Rocchi. Sotto Querce e Carpini.
  16. E' mostruoso! ...il liquido rosso e la sezione della carne fanno pensare effettivamente a Fistulina hepatica Aspettiamo comunque altri pareri Ciao Stefano
  17. Ciao Cristiana, controlla Kalanchoe tomentosa Per la determinazione delle piante c'è una apposita sezione nel forum Stefano
  18. Allora dovremo controllare il mio Paxillus involutus che mi nasce a casa sotto Betulla con Cedro vicino. Sarà interessante vedere i risultati! Stefano
  19. Rubroboletus lupinus (Fr.) Costanzo, Gelardi, Simonini & Vizzini; Ottobre 2017; Foto di Stefano Rocchi.
  20. Boletus aereus Bull. : Fr.; Regione Marche; Ottobre 2017; Foto di Stefano Rocchi.
  21. Rubroboletus lupinus (Fr.) Costanzo, Gelardi, Simonini & Vizzini; Regione Umbria. Settembre 2017; Foto di Stefano Rocchi. Specie rinvenuta in un unico esemplare in un bosco di Quercia e Carpino. Si presenta con un cappello rosa, rossastro più o meno intenso, un gambo giallo, privo di reticolo e puntinato delicatamente di rosso, dei tubuli gialli e dei pori da arrotondati ad angolosi, prima gialli ma presto arancio-rossi. Alla sezione longitudinale la carne vira più o meno violentemente all'azzurro in ogni parte, tranne che alla base del gambo ove rimane ocra sfumata di rosa. Sapore mite, acidulo e odore non buono. Per alcuni autori commestibile dopo adeguata cottura ma è chiaramente un fungo da evitare in quanto velenoso da crudo e con sindrome gastroenterica incostante da cotto. Viene considerata una specie poco frequente ma può risultare abbondante nei luoghi di crescita. Il gambo privo di reticolo e puntinato di rosso. Il viraggio azzurro in ogni parte della carne tranne che alla base. I tubuli gialli. I pori da arrotondati ad angolosi, gialli tendenti all'arancio-rosso.
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