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Ramaria luteoaurantiaca Franchi & M. Marchetti 2020
Archivio Micologico ha risposto alla discussione di Archivio Micologico in Funghi Non Commestibili o Sospetti
Ramaria luteoaurantiaca Franchi & M. Marchetti; Regione Trentino; Settembre 2008; Foto di Felice Di Palma. -
Ramaria luteoaurantiaca Franchi & M. Marchetti 2020
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Ramaria luteoaurantiaca Franchi & M. Marchetti; Regione Trentino; Settembre 2007; Foto di Felice Di Palma. -
Ramaria luteoaurantiaca Franchi & M. Marchetti 2020
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Ramaria luteoaurantiaca Franchi & M. Marchetti 2020
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Ramaria luteoaurantiaca Franchi & M. Marchetti; Regione Trentino; Settembre 2005; Foto di Pietro Curti. Una diffusa Ramaria della flora micologica trentina dai bellissimi cromatismi arancio vivo. -
Ramaria luteoaurantiaca Franchi & M. Marchetti 2020
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Ramaria luteoaurantiaca Franchi & M. Marchetti 2020 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Clavariales Famiglia Clavariaceae Foto e Descrizioni Dai bellissimi cromatismi arancio vivo, la conformazione dei rami superiori termina sempre in una/due punte. Confusa in passato con Ramaria largentii Marr & Stuntz che diversamente è specie esclusivamente americana. Regione Trentino; Agosto 2005; Foto di Pietro Curti. -
Ramaria gracilis (Pers. : Fr.) Quél. 1888
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Ramaria gracilis (Pers. : Fr.) Quél.; Regione Umbria; Novembre 2011; Foto di Mario Iannotti. -
Ramaria gracilis (Pers. : Fr.) Quél. 1888
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Ramaria gracilis (Pers. : Fr.) Quél. 1888 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Clavariales Famiglia Clavariaceae Foto e Descrizioni Ramaria con odore di anice, ramificazioni arborescenti, punte chiare, biancastre. La simile Ramaria stricta ha i rami con andamento più parallello, apici gialli, manca l'odore di anice. Ramaria anisata condivide con la specie trovata l'odore di anice, ma ha colore bruno, porpora. Per approfondimenti vedi anche questa discussione. Regione Umbria; Novembre 2011; Foto di Tomaso Lezzi. Rami con andamento arborescente, non parallelo. Particolare degli apici biancastri. -
Ramaria formosa (Pers.: Fr.) Quél. 1888
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Ramaria formosa (Pers.: Fr.) Quél.; Regione Lazio; Settembre 2014; Foto di Felice Di Palma. -
Ramaria formosa (Pers.: Fr.) Quél. 1888
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Ramaria formosa (Pers.: Fr.) Quél.; Regione Umbria; Luglio 2013; Foto e commento di Mario Iannotti. Specie velonosa, provoca intossicazioni a sindrome gastro-intestinale di una certa gravità, quando il carpoforo è giovane e fresco si riconosce dalle altre specie simili per la presenza di tre diversi colori, la base ed il tronco bianchi, i rami da rosa salmone ad arancio e le estremità di colore giallo intenso. Tuttavia, a maturità, l'intero carpoforo si colora un modo uniforme di ocra-giallo per la maturazione delle spore, ed è per questo motivo che molte Ramaria sono confondibili tra di loro e quindi si consiglia di astenersi dal loro consumo. Particolare macro, in evidenza il colore rosa salmone dei rami e le estremità giallo limone. -
Ramaria formosa (Pers.: Fr.) Quél. 1888
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Ramaria formosa (Pers.: Fr.) Quél.; Regione Marche; Ottobre 2010; Foto di Pietro Curti. Tre colori, base bianca, rami principali rosa, punte giallo limone. Dettaglio macro. -
Ramaria formosa (Pers.: Fr.) Quél. 1888
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Ramaria formosa (Pers.: Fr.) Quél.; Regione Abruzzo, Parco Nazionale; Ottobre 2012; Foto di Mauro Cittadini. Microscopia: spore (11)12 -16(18) x 4-5(5,5) µm, cilindriche, strettamente ellissoidi, distintamente verrucose. Basidi sia tetra che bisporici, clavati. GAF presenti ma non diffusissimi. -
Ramaria formosa (Pers.: Fr.) Quél. 1888
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Ramaria formosa (Pers.: Fr.) Quél.; Regione Toscana; Luglio 2009; Foto di Alessandro Francolini. Ramaria tossica, da giovane individuabile sul campo grazie ad alcune caratteri tipici: presenza di tre colori (bianco alla base del tronco, rosa salmone sui rami, con giallo all’apice dei rami stessi), andamento grossolanamente parallelo dei rami (e non a rami divergenti o sparpagliati come in specie ad essa cromaticamente avvicinabili). A maturità i colori diventano uniformemente smorti, come in tutte le Ramaria; ciò rende la determinazione basata solo su caratteri macroscopici problematica e spesso improponibile. Dal TUTTO FUNGHI pag. 182: “Tossico, l'ingestione produce avvelenamenti con effetti gastroenterici importanti. È una delle poche Ramaria a poter essere classificata macroscopicamente, ciò nonostante è spesso causa di avvelenamenti, anche pesanti, per la raccolta indiscriminata delle Manine o Ditoleche viene fatta senza criterio da numerosi cercatori imprudenti. Il fatto che le Ramaria a maturità assumano colori smorti e del tutto monotoni, deve invitare il principiante alla massima prudenza. Solo l’analisi microscopica riesce a delimitarle con certezza, indagine che come sappiamo, non viene svolta in cucina. Le Ramaria sono comunque funghi insipidi, poco digeribili, in molti casi seriamente velenosi, a maturità tutti molto simili e non delimitabili a prima vista. Nel loro insieme sono ottime ragioni per abbandonare l’uso alimentare di questi funghi. Del resto non tutto ciò che attrae per la sua bellezza deve necessariamente avere un interesse gastronomico; con le Ramaria è meglio orientare l’innegabile attrazione visiva allo studio, all’osservazione naturalistica e alla fotografia.” In bosco di Castagno; altezza 700 m s.l.m. I tre colori che sfumano l'uno nell'altro. -
Ramaria formosa (Pers.: Fr.) Quél. 1888
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Ramaria formosa (Pers.: Fr.) Quél.; Regione Liguria; Ottobre 2010; Foto di Alessandro Remorini. -
Ramaria formosa (Pers.: Fr.) Quél. 1888
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Ramaria formosa (Pers.: Fr.) Quél.; Regione Liguria; Ottobre 2010; Foto di Maria Ligure. -
Ramaria formosa (Pers.: Fr.) Quél. 1888
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Ramaria formosa (Pers.: Fr.) Quél.; Regione Liguria; Settembre 2010; Foto di Maria Ligure. -
Ramaria formosa (Pers.: Fr.) Quél. 1888
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Ramaria formosa (Pers.: Fr.) Quél.; Regione Lazio; Novembre 2010; Foto di Tomaso Lezzi. Questo giovane campione di Ramaria trovato sotto Sughera ha i colori molto saturi, quasi fluorescenti. GAF scarsi, ma presenti. Dopo cinque giorni la maturazione delle spore ocra si sovrappone al colore dei rami e il tutto assume un colore più giallastro-ocraceo. Ed ecco spiegato perché molte persone che consumano le Ramaria gialle si intossicano con Ramaria formosa o con altre specie tossiche. A maturazione sono molte le specie di Ramaria che assumono tutte più o meno lo stesso colore, quello delle spore! Microscopia Spore decorate con verruche affusolate, allungate, osservazione in Blu Cotone Lattico a caldo. -
Ramaria formosa (Pers.: Fr.) Quél. 1888
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Ramaria formosa (Pers.: Fr.) Quél.; Regione Umbria; Novembre 2009; Foto di Tomaso Lezzi. Rami bianchi alla base, rosa nella parte intermedia e gialli alle estremità. Un particolare dei rami. -
Ramaria formosa (Pers.: Fr.) Quél. 1888
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Ramaria formosa (Pers.: Fr.) Quél.; Regione Umbria; Giugno 2008; Foto di Luigi Minciarelli. Un particolare dei rami con i tre colori: bianco, rosa, giallo. -
Ramaria formosa (Pers.: Fr.) Quél. 1888
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Ramaria formosa (Pers.: Fr.) Quél.; Regione Lazio; Settembre 2005; Foto di Gianni Pilato. Miceti interessanti e molto fotogenici, ma assolutamente micidiali per i nostri villi intestinali! Ramaria formosa (Pers.: Fr.) Quél.; Regione Liguria; Anno 2006; Foto di Maria Ligure. Sezione di un basidioma: gambo bianco, rami rosa ed apici gialli. -
Ramaria formosa (Pers.: Fr.) Quél. 1888
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Ramaria formosa (Pers.: Fr.) Quél.; Regione Marche; Novembre 2005; Foto di Pietro Curti. Tipici cromatismi in Ramaria formosa, base del fungo coralloide bianca, rami principali rosa salmone, punte apicali giallo limone. -
Ramaria formosa (Pers.: Fr.) Quél. 1888
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Ramaria formosa (Pers.: Fr.) Quél.; Regione Marche; Anno 2004; Foto di Pietro Curti. Come le altre specie di questo Genere, è conosciuta con il nome volgare di Manine. Questa specie è tossica e provoca diarree persistenti. Cresce nei boschi di latifoglie, inodore, con sapore lievemente amaro, presenta la seguenti caratteristiche cromatiche: tre colori da giovane, tronco bianco, rami primari rosa e secondari gialli, con l’età queste colorazioni si uniformano e come molte Ramaria assume un colore giallastro. Rami numerosi e molto fitti. Si sconsiglia il consumo delle Ramaria, perché o sono tossiche o comunque insipide ed indigeste, e sempre di difficile differenziazione. -
Ramaria formosa (Pers.: Fr.) Quél. 1888
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Ramaria formosa (Pers.: Fr.) Quél. 1888 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Basidiomycetes Ordine Aphyllophorales Famiglia Ramariaceae Genere Ramaria Nome italiano Ditola velenosa, Manina tossica. Sinonimi Clavaria formosa Pers. Etimologia Dal greco "formosus" = formoso, bello, per il suo aspetto. Imenoforo La parte fertile di questo fungo è distribuita in modo indistinto su tutta la superficie esterna dei rami. Carne Biancastra con tonalità rossastre a maturità o sulle superfici sottoposte a manipolazione. Fragile e cassante a clima secco, più tenace e maculata con clima umido, odore praticamente nullo, sapore prima amaro e dopo un po' astringente. Habitat Cresce nei boschi di caducifoglie, prediligendo in particolare i querceti e prevalentemente a fine Estate e in Autunno. Microscopia Spore: ellittico-cilindriche, gialle in massa, verrucose 8-13 × 4-6 µm. Basidi: tetrasporici, clavati e con giunti a fibbia. Commestibilità e Tossicità Tossico, l'ingestione produce avvelenamenti con effetti gastroenterici importanti. Osservazioni Una delle poche Ramaria a poter essere classificata macroscopicamente, ciò nonostante è spesso causa di avvelenamenti, anche pesanti, per la raccolta indiscriminata delle manine o ditole che viene fatta senza criterio dai cercatori. Il fatto che le Ramaria a maturità assumano colori smorti e del tutto monotoni deve invitare il principiante alla massima prudenza. Solo l'analisi microscopica riesce a delimitarle con certezza, indagine che come sappiamo, non viene svolta dai cuochi o dalle massaie in cucina. Le Ramaria sono comunque funghi insipidi, poco digeribili, in molti casi seriamente velenosi. Nel loro insieme sono ottime ragioni per abbandonare l'uso alimentare di questi funghi. Del resto non necessariamente tutto ciò che attrae per la sua bellezza deve avere un interesse gastronomico, con le Ramaria è meglio orientare l'innegabile attrazione visiva allo studio, all'osservazione, alla fotografia. Specie simili Grazie ai suoi cromatismi in gioventù non può essere confusa con specie simili, da adulta può invece essere confusa con le Ramaria crescenti nei medesimi habitat e considerate commestibili, quali la Ramaria flava e in particolar modo con la Ramaria flavescens. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Pietro Curti - Approvata e Revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Regione Marche; Anno 2004; Foto di Pietro Curti. -
Ramaria flavescens Schaeff. ex R.H.Petersen 1974
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Ramaria flavescens Schaeff. ex R.H.Petersen 1974
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Ramaria flavescens Schaeff. ex R.H.Petersen 1974 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Clavariales Famiglia Clavariaceae Foto e Descrizioni Fungo appariscente, forse per questo motivo da sempre ricercata e raccolta per un consumo alimentare. Riteniamo del tutto privo di odore e sapore questo fungo, non solo, da adulto difficilmente consente una facile determinazione e può quindi essere confuso con Ramaria velenose. Consigliamo quindi di astenersi dalla raccolta per il consumo delle Ramaria, Foto di Pietro Curti. -
Phaeoclavulina flaccida (Fr.) Giachini 2011
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Phaeoclavulina flaccida var. crispula (Fr.) Franchi & M. Marchetti. Regione Lombardia. Ottobre 2012. Foto di Massimo Biraghi. Ritrovamento sotto Carpino, Quercia e Robinia.
