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Ramaria pallida (Schaeff.) Ricken 1920
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Ramaria pallida (Schaeff.) Ricken; Regione Emilia Romagna, Val Nure; Settembre 2006; Foto di Emilio Pini. -
Ramaria pallida (Schaeff.) Ricken 1920
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Ramaria pallida (Schaeff.) Ricken; Regione Trentino; Agosto 2005; Foto di Gianni Pilato. -
Ramaria pallida (Schaeff.) Ricken 1920
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Ramaria pallida (Schaeff.) Ricken; Regione Valle d'Aosta; Luglio 2005; Foto di Gianluigi Boerio. Dettaglio. Sezione giovane esemplare. -
Ramaria pallida (Schaeff.) Ricken 1920
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Ramaria pallida (Schaeff.) Ricken; Foto di Emilio Pini. -
Ramaria pallida (Schaeff.) Ricken 1920
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Ramaria pallida (Schaeff.) Ricken 1920 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Clavariales Famiglia Clavariaceae Etimologia Dal latino pallidus = che impallidisce, per i suoi colori smorti. Basidiocarpo 6-15(20) cm, di medio-grandi dimensioni, più sviluppato in altezza, di costituzione compatta e soda solamente nei giovani esemplari, presto di aspetto coralloide con ramificazioni alquanto fitte, erette, abbastanza larghe e terminanti con apici a 3-4 punte normalmente denticolate; il colore di fondo è generalmente biancastro con riflessi rosa-lilacini nello stadio primordiale; nello stadio di maturazione, o per manipolazione, assumono tonalità crema-ocracee, ocra-brunastro, come del resto tutto il corpo fruttifero, la cui base, di consistenza carnosa, compatta e ricordante un tronco, è caratterizzata da colorazioni biancastre. Imenoforo poco delineato, presente nella parte esterna delle ramificazioni e riscontrabile nel terzo superiore delle stesse. Carne Compatta, di colore biancastro, immutabile alla sezione, sapore dolce, un poco amarognolo dopo prolungata masticazione, odore particolare, come di cicoria torrefatta, per alcuni autori leggermente di liquirizia. Habitat Distribuita su quasi tutto il territorio della penisola italiana, fruttifica generalmente dalla tarda estate-inizio autunno fino ai primi geli, prediligendo i boschi montani di conifere (Abete rosso e bianco) ma non disdegnando i boschi misti con latifoglie; è segnalata anche nei boschi misti di media quota. Commestibilità e tossicità Specie tossica, provoca sindrome gastroenterica anche di notevole entità. Fortemente lassativa. Osservazioni Per le sue colorazioni pallide e le dimensioni importanti del corpo fruttifero, difficilmente può essere confusa con altre specie del suo Genere; gli apici delle ramificazioni di colore rosa-lilacino riscontrabili solamente nei giovani esemplari sono altresì elementi utili per una corretta identificazione della specie. Specie simili Ramaria pallida non dovrebbe presentare difficoltà interpretative, solamente nello stadio adulto decolorandosi ed assumendo tonalità ocracee è possibile una confusione con la commestibile Ramaria botrytis, anch'essa con tendenza ad assumere colorazioni omogenee ocracee in vetustà (vedi scheda descrittiva); Clavulina cristata e Clavulina rugosa presentano corpi fruttiferi poco sviluppati, entrambe con colorazioni bianco-grigiastre, si distinguono agevolmente per le dimensioni contenute ed il corpo fruttifero privo di un tronco carnoso alla base, oltre che per i caratteri microscopici.Ramaria gracilis, anch'essa di modeste dimensioni, si differenzia soprattutto per avere gli apici delle ramificazioni di colore brunastro ed un caratteristico odore di mandorle o anisato. Curiosità Ramaria pallida spesso fruttifica in colonie numerose e concentrate in poco spazio, con corpi fruttiferi molto ravvicinati tra di loro che si dispongono in file anche molto lunghe. Scheda AMINT tratta da "Tutto Funghi". Foto e Descrizioni Regione Trentino; Foto di Pietro Curti. -
Ramaria lutea Schild 1977
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Ramaria lutea Schild 1977 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Clavariales Famiglia Clavariaceae Foto e Descrizioni Ramaria di medie dimensioni 10-12 cm di altezza e 7-9 di larghezza, rinvenibile nei boschi di latifoglia in particolare di Faggio. Il gambo è bianco, attenuato alla base e gialla verso i rami. Apici con colorazioni giallo-zolfo o giallo citrino, immutabili al tocco. Selle a "V". La carne è bianca con sfumature grigiastre, il sapore mite e l'odore erbaceo leggero. GAF assenti. Spore subcilindriche-ellissoidali, con verruche fini, disposte irregolarmente, mono e biguttulate, con apicolo. Dimensioni (8)7,5 × 3,4(4) µm. Regione Emilia Romagna, Bore (PR); Luglio 2013; Foto di Emilio Pini. Microscopia Spore. -
Ramaria luteoaurantiaca Franchi & M. Marchetti 2020
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Ramaria luteoaurantiaca Franchi & M. Marchetti; Regione Trentino; Settembre 2011; Foto di Felice Di Palma. -
Ramaria luteoaurantiaca Franchi & M. Marchetti 2020
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Ramaria largentii Marr & Stuntz; Regione Trentino; Settembre 2008; Foto di Felice Di Palma. -
Ramaria luteoaurantiaca Franchi & M. Marchetti 2020
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Ramaria luteoaurantiaca Franchi & M. Marchetti; Regione Trentino; Settembre 2008; Foto di Felice Di Palma. -
Ramaria luteoaurantiaca Franchi & M. Marchetti 2020
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Ramaria luteoaurantiaca Franchi & M. Marchetti; Regione Trentino; Settembre 2007; Foto di Felice Di Palma. -
Ramaria luteoaurantiaca Franchi & M. Marchetti 2020
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Ramaria luteoaurantiaca Franchi & M. Marchetti 2020
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Ramaria luteoaurantiaca Franchi & M. Marchetti; Regione Trentino; Settembre 2005; Foto di Pietro Curti. Una diffusa Ramaria della flora micologica trentina dai bellissimi cromatismi arancio vivo. -
Ramaria luteoaurantiaca Franchi & M. Marchetti 2020
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Ramaria luteoaurantiaca Franchi & M. Marchetti 2020 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Clavariales Famiglia Clavariaceae Foto e Descrizioni Dai bellissimi cromatismi arancio vivo, la conformazione dei rami superiori termina sempre in una/due punte. Confusa in passato con Ramaria largentii Marr & Stuntz che diversamente è specie esclusivamente americana. Regione Trentino; Agosto 2005; Foto di Pietro Curti. -
Ramaria gracilis (Pers. : Fr.) Quél. 1888
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Ramaria gracilis (Pers. : Fr.) Quél.; Regione Umbria; Novembre 2011; Foto di Mario Iannotti. -
Ramaria gracilis (Pers. : Fr.) Quél. 1888
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Ramaria gracilis (Pers. : Fr.) Quél. 1888 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Clavariales Famiglia Clavariaceae Foto e Descrizioni Ramaria con odore di anice, ramificazioni arborescenti, punte chiare, biancastre. La simile Ramaria stricta ha i rami con andamento più parallello, apici gialli, manca l'odore di anice. Ramaria anisata condivide con la specie trovata l'odore di anice, ma ha colore bruno, porpora. Per approfondimenti vedi anche questa discussione. Regione Umbria; Novembre 2011; Foto di Tomaso Lezzi. Rami con andamento arborescente, non parallelo. Particolare degli apici biancastri. -
Ramaria formosa (Pers.: Fr.) Quél. 1888
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Ramaria formosa (Pers.: Fr.) Quél.; Regione Lazio; Settembre 2014; Foto di Felice Di Palma. -
Ramaria formosa (Pers.: Fr.) Quél. 1888
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Ramaria formosa (Pers.: Fr.) Quél.; Regione Umbria; Luglio 2013; Foto e commento di Mario Iannotti. Specie velonosa, provoca intossicazioni a sindrome gastro-intestinale di una certa gravità, quando il carpoforo è giovane e fresco si riconosce dalle altre specie simili per la presenza di tre diversi colori, la base ed il tronco bianchi, i rami da rosa salmone ad arancio e le estremità di colore giallo intenso. Tuttavia, a maturità, l'intero carpoforo si colora un modo uniforme di ocra-giallo per la maturazione delle spore, ed è per questo motivo che molte Ramaria sono confondibili tra di loro e quindi si consiglia di astenersi dal loro consumo. Particolare macro, in evidenza il colore rosa salmone dei rami e le estremità giallo limone. -
Ramaria formosa (Pers.: Fr.) Quél. 1888
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Ramaria formosa (Pers.: Fr.) Quél.; Regione Marche; Ottobre 2010; Foto di Pietro Curti. Tre colori, base bianca, rami principali rosa, punte giallo limone. Dettaglio macro. -
Ramaria formosa (Pers.: Fr.) Quél. 1888
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Ramaria formosa (Pers.: Fr.) Quél.; Regione Abruzzo, Parco Nazionale; Ottobre 2012; Foto di Mauro Cittadini. Microscopia: spore (11)12 -16(18) x 4-5(5,5) µm, cilindriche, strettamente ellissoidi, distintamente verrucose. Basidi sia tetra che bisporici, clavati. GAF presenti ma non diffusissimi. -
Ramaria formosa (Pers.: Fr.) Quél. 1888
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Ramaria formosa (Pers.: Fr.) Quél.; Regione Toscana; Luglio 2009; Foto di Alessandro Francolini. Ramaria tossica, da giovane individuabile sul campo grazie ad alcune caratteri tipici: presenza di tre colori (bianco alla base del tronco, rosa salmone sui rami, con giallo all’apice dei rami stessi), andamento grossolanamente parallelo dei rami (e non a rami divergenti o sparpagliati come in specie ad essa cromaticamente avvicinabili). A maturità i colori diventano uniformemente smorti, come in tutte le Ramaria; ciò rende la determinazione basata solo su caratteri macroscopici problematica e spesso improponibile. Dal TUTTO FUNGHI pag. 182: “Tossico, l'ingestione produce avvelenamenti con effetti gastroenterici importanti. È una delle poche Ramaria a poter essere classificata macroscopicamente, ciò nonostante è spesso causa di avvelenamenti, anche pesanti, per la raccolta indiscriminata delle Manine o Ditoleche viene fatta senza criterio da numerosi cercatori imprudenti. Il fatto che le Ramaria a maturità assumano colori smorti e del tutto monotoni, deve invitare il principiante alla massima prudenza. Solo l’analisi microscopica riesce a delimitarle con certezza, indagine che come sappiamo, non viene svolta in cucina. Le Ramaria sono comunque funghi insipidi, poco digeribili, in molti casi seriamente velenosi, a maturità tutti molto simili e non delimitabili a prima vista. Nel loro insieme sono ottime ragioni per abbandonare l’uso alimentare di questi funghi. Del resto non tutto ciò che attrae per la sua bellezza deve necessariamente avere un interesse gastronomico; con le Ramaria è meglio orientare l’innegabile attrazione visiva allo studio, all’osservazione naturalistica e alla fotografia.” In bosco di Castagno; altezza 700 m s.l.m. I tre colori che sfumano l'uno nell'altro. -
Ramaria formosa (Pers.: Fr.) Quél. 1888
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Ramaria formosa (Pers.: Fr.) Quél.; Regione Liguria; Ottobre 2010; Foto di Alessandro Remorini. -
Ramaria formosa (Pers.: Fr.) Quél. 1888
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Ramaria formosa (Pers.: Fr.) Quél.; Regione Liguria; Ottobre 2010; Foto di Maria Ligure. -
Ramaria formosa (Pers.: Fr.) Quél. 1888
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Ramaria formosa (Pers.: Fr.) Quél.; Regione Liguria; Settembre 2010; Foto di Maria Ligure. -
Ramaria formosa (Pers.: Fr.) Quél. 1888
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Ramaria formosa (Pers.: Fr.) Quél.; Regione Lazio; Novembre 2010; Foto di Tomaso Lezzi. Questo giovane campione di Ramaria trovato sotto Sughera ha i colori molto saturi, quasi fluorescenti. GAF scarsi, ma presenti. Dopo cinque giorni la maturazione delle spore ocra si sovrappone al colore dei rami e il tutto assume un colore più giallastro-ocraceo. Ed ecco spiegato perché molte persone che consumano le Ramaria gialle si intossicano con Ramaria formosa o con altre specie tossiche. A maturazione sono molte le specie di Ramaria che assumono tutte più o meno lo stesso colore, quello delle spore! Microscopia Spore decorate con verruche affusolate, allungate, osservazione in Blu Cotone Lattico a caldo. -
Ramaria formosa (Pers.: Fr.) Quél. 1888
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Ramaria formosa (Pers.: Fr.) Quél.; Regione Umbria; Novembre 2009; Foto di Tomaso Lezzi. Rami bianchi alla base, rosa nella parte intermedia e gialli alle estremità. Un particolare dei rami.
