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Archivio Micologico

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  1. Lepiota brunneoincarnata Chodat & C. Martín; Regione Lombardia; Giugno 2008; Foto di Federico Calledda.
  2. Lepiota brunneoincarnata Chodat & C. Martín; Regione Lombardia; Dicembre 2006; Foto di Massimo Montovani. Vista imenio
  3. Lepiota brunneoincarnata Chodat & C. Martín 1889 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Agaricaceae Genere Lepiota Etimologia Dal latino brùnneus e incarnàtus = di colore bruno carnicino. Cappello 4-5 cm di diametro, di piccole dimensioni, subglobuloso-convesso nella fase giovanile, poi piano-convesso, disteso in età vetusta, presenta un umbone poco delineato. La cuticola, fin dalle prime fasi, appare dissociata in piccole squamette concentriche disposte irregolarmente, abbastanza compatte al disco, più rade nella zona periferica. Colorazione pileica brunastra, più scura verso il centro del cappello su base di fondo rosa, margine abbastanza regolare e leggermente debordante. Imenoforo Le lamelle, relativamente fitte in gioventù, tendono a distanziarsi a maturazione, libere al gambo e intercalate da lamellule diseguali, si presentano di colore bianco-avorio, crema pallido, più marcato nei vecchi esemplari con filo concolore ed appena fioccoso all’osservazione con la lente. Gambo 2-3,5 × 0,3-0,6 cm, cilindrico, abbastanza sodo nei giovani esemplari, fibrosetto e presto cavo a maturazione, di colore bianco sporco con toni rosa, decorato da squamule brunastre disposte a spirale, che lo avvolgono fin quasi alla base; la parte apicale denota una fascia biancastra pruinosa-fibrillosa. L’anello è poco distinto, riscontrabile nella parte alta del gambo sotto forma di residui o frammenti ocra-brunastri che formano una fascetta circolare. Carne Di colore biancastro, caratteristicamente con tonalità vinose chiare verso la base del gambo, rosacea nella zona corticale, sapore da mite a leggermente acidulo con odore penetrante, incostantemente fruttato. Habitat Cresce dalla fine dell’estate all’autunno inoltrato, secondo la latitudine, prediligendo i margini erbosi dei boschetti, parchi, giardini e i margini dei sentieri, nelle immediate vicinanze di latifoglie. Commestibilità e Tossicità Velenoso mortale. Fino a non molto tempo fa era descritto e considerato, nei vari testi divulgativi a larga distribuzione, fungo con proprietà tossiche. Recentemente studi approfonditi hanno evidenziato la presenza di amatossine sia in Lepiota brunneoincarnata, sia in specie strettamente vicine tra le quali: Lepiota helveola Bres., Lepiota pseudohelveola Kühner, Lepiota josserandii Bon & Boiffard, Lepiota kuehneri Huijsman ex Hora e altre undici specie. Osservazioni Ultimamente le ricerche in campo micotossicologico hanno evidenziato la presenza delle pericolose amatossine in ben 16 specie di piccole Lepiota, responsabili della sindrome falloidea. Fortunatamente la percentuale di amatossine presenti è nettamente inferiore a quella riscontrabile in Amanita phalloides (Vaill. ex Fr. : Fr.) Link, ciò non toglie che si tratta di una specie molto pericolosa, infatti i danni arrecati alle cellule epatiche sono spesso irreversibili, arrivando anche alla necrosi delle stesse e al manifestarsi di emorragie interne; inoltre, la lunga latenza dei sintomi (a volte anche 48 ore) è una delle ragioni che impediscono il ricorso a terapie tempestive e risolutive. Specie simili Lepiota brunneoincarnata appartiene alla sezione Ovisporæ, un gruppo con specie dai caratteri morfocromatici molto simili tra di loro; le specie in questione sono di difficile separazione macroscopica e la certezza determinativa nella maggior parte dei casi è basata sulle osservazioni al microscopio ottico biologico. Sono molte le piccole Lepiota simili e difficilmente identificabili fra loro; soltanto una scrupolosa analisi macroscopica accompagnata dall’osservazione dei caratteri microscopici assicura una corretta determinazione. Questa specie, inoltre, è soggetta a numerose interpretazioni a seconda delle diverse scuole di micologia; l’avvento della ricerca molecolare dovrebbe fare luce sulle tante linee di pensiero. Lepiota subincarnata J.E. Lange (= Lepiota josserandii Bon & Boiffard) si distinguerebbe per le colorazioni pileiche rosate molto più intense, con punte al rosso cinabro nei primordi, si decolora anche vistosamente invecchiando, assestandosi su toni crema-carnicini, inoltre non presenta colorazioni brunastro-vinose al centro del cappello; anche le decorazioni presenti sul gambo risulterebbero più rosate con sfumature aranciate, cresce spesso associata a conifere anche nei parchi e nei giardini. Lepiota helveola Bres. avrebbe un aspetto più robusto con tonalità pileiche più tendenti al bruno-vinoso e un anello più evidente, le squamette presenti sulla cuticola hanno la tendenza a erigersi verso l’alto, più distintamente verso il margine del cappello. Lepiota pseudolilacea Huijsman è specie tendenzialmente termofila, presenta un anello ben distinto e disposto obliquamente sul gambo, inoltre sono poco marcate o assenti le decorazioni brunastre sul gambo. Lepiota forquignonii Quél. si distingue agevolmente per le colorazioni pileiche bruno-grigiastre, bruno-olivacee con zona discale più marcata, la consistenza della carne è fragile in tutte le parti del carpoforo e generalmente predilige fruttificare su terreni con prevalente componente sabbiosa. Lepiota fuscovinacea F.H. Møller & J.E. Lange si riconosce immediatamente sul campo per le tipiche colorazioni bruno-violacee intense, in netto contrasto con il bianco delle lamelle; inoltre sia il cappello che il gambo sono decorati caratteristicamente da evidenti squamule di consistenza lanosa. Lepiota brunneolilacea Bon & Boiffard è molto simile, si differenzia per le colorazioni pileiche con toni vinoso-lilacini e nerastri al disco, e per l’habitat strettamente sabulicolo; caratteristica è la presenza di residui sabbiosi sul cappello. Bibliografia AA.VV., 2012. Funga Nordica. Agaricoid, boletoid and cyphelloid genera. Ed. Nordsvamp. BON, M., 1999. Les Lepiotes. Flore Mycologique d’Europe. Vol. 3. Lille: Ed. Association d'Ecologie et de Mycologie. CANDUSSO, M. & LANZONI, G., 1990. Lepiota s.l. Fungi Europæi. Vol. 4. Saronno: Libreria editrice Giovanna Biella. LA CHIUSA, L., 2013. Funghi Agaricoidi. Vol. 1. Agaricaceae. Monza: Ed. Ander. Scheda AMINT tratta da Tutto Funghi Regione Lazio, Roma, Villa Pamphili; Novembre 2011; Foto di Tomaso Lezzi Lepiota con cappello dai colori vinosi, gambo che non mostra un anello definito, ma una serie di decorazioni e cercini colorati nella parte bassa del gambo stesso. Spore ellissoidali, 8,9-10,2 × 4,8-5,5 µm; Qm = 1,97, una sola spora "fuori misura" 13,3 × 5,9 µm. Cuticola con struttura a trichoderma formata da elementi molto allungati, con pochissimi setti presenti quasi solo alla base dei peli, imeniderma composto da ife di diversa lunghezza simili alle cellule del trichoderma. GAF presenti e ben definiti. Specie velenosa mortale con sindrome falloidea. La simile Lepiota fuscovinacea presenta gambo più lungo, lanoso, tomentoso; ha spore più piccole e non ha giunti a fibbia. Foto di Mauro Cittadini. Microscopia; Foto di Tomaso Lezzi. Spore ellissoidali, 8,9-10,2 µm × 4,8-5,5; Qm = 1,97, una sola spora "fuori misura" 13,3 × 5,9 µm. Cuticola con struttura a trichoderma formata da elementi molto allungati, con pochissimi setti presenti quasi solo alla base dei peli, imeniderma composto da ife di diversa lunghezza simili alle cellule del trichoderma. GAF presenti e ben definiti.
  4. Lepiota aspera (Pers. : Fr.) Quél.; Regione Lombardia; Ottobre 2013; Foto di Massimo Biraghi.
  5. Lepiota aspera (Pers. : Fr.) Quél.; Regione Umbria; Ottobre 2010; Foto di Tomaso Lezzi. Un giovane esemplare con il velo che formerà l'anello. Un particolare delle verruche sul cappello.
  6. Lepiota aspera (Pers. : Fr.) Quél.; Regione Lazio, Roma Villa Pamphili; Dicembre 2010; Foto di Mauro Cittadini. Foto di Tomaso Lezzi. Particolare che evidenzia la forcatura delle lamelle, un elemento che aiuta a riconoscere questa specie macroscopicamente. Foto di Mauro Cittadini. Spore 6,5-8 (8,5) × 3-4 µm, da strettamente ellitiche a fusiformi, alcune speronate, bianche in acqua, destrinoidi. Cheilocistidi in piccola parte cilindrico-clavati e rigonfi, la maggior parte sono capitulati-sferopeduncolati. GAF abbondanti. Cheilocistidi. Spore in Melzer.
  7. Lepiota aspera (Pers. : Fr.) Quél.; Regione Lombardia; Ottobre 2009; Foto di Federico Calledda. Foto di Gianluigi Boerio.
  8. Lepiota aspera (Pers. : Fr.) Quél.; Regione Lazio; Dicembre 2010; Foto di Tomaso Lezzi. Ritrovamento effettuato in un boschetto di Alloro, questa Lepiota ha il cappello, il gambo e l'anello vistosamente ricoperti da verruche. Le verruche del cappello sono state in gran parte asportate dalla forte pioggia, ma le verruche sul gambo sono ancora chiaramente visibili. Il gambo è coperto da verruche solo nella parte inferiore dell'anello e si trovano anche sull'anello stesso, ma solo sulla faccia inferiore.
  9. Lepiota aspera (Pers. : Fr.) Quél.; Regione Umbria; Novembre 2009; Foto di Tomaso Lezzi. Campioni trovati sotto Pseudotsuga menziesii. Lamelle molto fitte, cappello, gambo e parte inferiore dell'anello coperti da squame piramidali. Un particolare dell'anello, che ha il lato inferiore coperto di squame piramidali.
  10. Lepiota aspera (Pers. : Fr.) Quél.; Regione Abruzzo; Ottobre 2009; Foto di Pietro Curti Foto di Mauro Cittadini.
  11. Lepiota aspera (Pers. : Fr.) Quél.; Regione Lombardia; Ottobre 2008; Foto di Massimo Biraghi.
  12. Lepiota aspera (Pers. : Fr.) Quél.; Regione Lombardia; Settembre 2007; Foto di Massimo Biraghi.
  13. Lepiota aspera (Pers. : Fr.) Quél.; Raduno Sardegna; Novembre 2007; Foto di Pietro Curti.
  14. Lepiota aspera (Pers. : Fr.) Quél.; Raduno Sardegna; Novembre 2007; Foto di Giovanni Satta.
  15. Lepiota aspera (Pers. : Fr.) Quél.; Regione Marche; Ottobre 2005; Foto di Pietro Curti.
  16. Lepiota aspera (Pers. : Fr.) Quél.; Regione Trentino; Settembre 2005; Foto di Pietro Curti.
  17. Lepiota aspera (Pers. : Fr.) Quél. 1886 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Agaricaceae Sinonimi Amanita aspera sensu auct. mult. 2005 Echinoderma asperum (Pers.) Bon 1991 Lepiota acutesquamosa (Weinm.) P. Kumm. 1871 È la Lepiota più comune dell' ex Genere Echinoderma, cresce solitamente nei luoghi ruderali. Cappello (8 cm) e gambo nella parte sotto l'anello coperti da squame di forma piramidale, facilmente asportabili che sembrano granella di nocciole, su una superficie tomentosa e debordante; Lamelle molto fitte, con presenza di lamellule e filo dentato, colorazioni biancastre, crema in età adulta; anello ampio membranoso, fioccoso biancastro ma spesso brunastro all'estremità; sotto l'anello si vedono delle goccioline di essudato giallino; gambo cavo, decorato in prossimità della base da squamule della stessa conformazione del cappello, la base del gambo è ingrossata. Specie sospettata di tossicità insufficientemente conosciuta, da sottoporre a nuove indagini e valutazioni. Regione Lazio; Ottobre 2005; Foto e commenti Tomaso Lezzi. Particolare delle lamelle. Particolare delle granulosità del cappello. Particolare dell'anello grande molle, e del gambo coperto anch'esso di granulosità. Da notare le goccioline sotto l'anello.
  18. Lepiota alba (Bres.) Sacc.; Regione Lombardia; Ottobre 2005; Foto di Emilio Pini Piccola Lepiota completamente bianca al di fuori del centro del cappello dove può presentare il disco color avorio o crema molto pallido: gli è vicina L. ocraceodisca che ha il disco ocraceo marcato.
  19. Lepiota alba (Bres.) Sacc.; Regione Lombardia; Ottobre 2005; Foto di Emilio Pini
  20. Lepiota alba (Bres.) Sacc. 1887 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Agaricaceae Sinonimi Lepiota clypeolaria var. alba Bres. 1881 Foto e Descrizioni Una Lepiota appartenente alla sottosezione Fusisporinae ritrovata in ambiente praticolo di alta quota su Campo Imperatore, senza alberi. Esemplari quasi completamente bianchi, a parte il largo e basso umbone che è leggermente colorato. Spore allungate con apicolo e depressione ilare, 11,9-16,4 × 5,4-6,2 µm; Q = 2,0-2,7; Qm = 2,35. Quindi con dimensioni sporali molto variabili (misure effettuate su spore da sporata, quindi sicuramente mature). Cuticola con elementi cilindrici grandi arrotondati alle estremità; cheilocistidi di forma varia da quasi sferici a clavati allungati. Le altre specie di Lepiota simili ai campioni trovati, cioè sempre con spore fusiformi e Q intorno a 2,5; sono da escludere per vari motivi: Lepiota oreadiiformis var. oreadiformis Velen. e Lepiota oreadiiformis var. laevigata (Lge) M. Bon secondo le chiavi sia di Bon che di Flora Agaricina Neerlandica hanno colori ocra-fulvastri su tutto il cappello, mentre i campioni trovati sono quasi completamente bianchi. Lepiota erminea (Fr: Fr.) Gill, secondo Bon ha cappello piccolo (2-3)4 cm e umbone stretto e ben delimitato, mentre secondo Flora Agaricina Neerlandica e Funga Nordica è riunita con Lepiota alba (Bres.) Sacc., prioritario il nome Lepiota erminea. Lepiota ochraceodisca M. Bon ha disco ocraceo rossastro, anello rossastro ed è ingiallente alla manipolazione. Specie sospettata di tossicità insufficientemente conosciuta, da sottoporre a nuove indagini e valutazioni. Regione Abruzzo; Giugno 2011; Foto, descrizione e microscopia di Tomaso Lezzi. Microscopia Osservazioni in Fucsina; pileipellis. Cuticola con elementi cilindrici allungati, arrotondati alle estremità. Basidi, basidioli e cistidi Spore allungate con apicolo e depressione ilare, 11,9-16,4 × 5,4-6,2 µm; Q = 2,0-2,7; Qm = 2,35. Quindi con dimensioni sporali molto variabili (misure effettuate su spore da sporata, quindi sicuramente mature).
  21. Leotia lubrica (Scopoli) Persoon; Regione Lombardia, Alta Valcamonica, località Aprica; Settembre 2014; Foto di Massimo Biraghi. Bosco di Abete rosso 1300 m s.l.m.. Questo fungo, per il suo habitus costituito da gambo e cappello, ad una prima sommaria osservazione si potrebbe tranquillamente inquadrare tra i basiomiceti, ma l’esame al microscopio di un frammento della parte fertile, costituita dalla superficie esterna del pileo, smentisce subito questa ipotesi, in quanto si rileva la presenza di aschi e ascospore. Dal punto di vista morfologico si compone di un cappello irregolarmente arrotondato, globoso, da 10 a 40 mm, gibboso, talvolta ombelicato, lobato, ma anche cerebriforme e/o con grossolane venature, di colore giallo-brunastro, verde-giallastro, verde oliva, di consistenza gelatinoso, con il tempo umido vischioso; il margine si presenta arrotolato, molto involuto, ondulato. Il gambo lungo da 20 a 80 mm, piuttosto irregolare, può presentarsi cilindrico, ma anche assottigliato, solcato longitudinalmente, schiacciato, vuoto all’interno, di un bel colore giallo vivo, giallo-ocra, anche aranciato, con sfumature olivastre, ricoperto da una sottile pruina biancastra. La carne è sottile, gelatinosa, senza odori particolari. Lo possiamo rinvenire sia nei boschi di conifera che di latifoglia, è segnalato con certezza nelle abetaie alpine, sotto Castagno e con il presente ritrovamento anche sotto pineta costiera mista a Leccio, predilige le zone fresche, muscose, più umide.Specie soprotrofa, cresce nel terreno in forma singola ma anche fascicolata in gruppi di 7-8 esemplari. Le specie più vicine sono Coryne atrovirens (Pers.) Sacc. = Leotia atrovirens Pers. = Leotia lubrica f. atrovirens (Pers.) S. Imai, molto simile morfologicamente, si differenzia per i toni del cappello più scuri sul verde cupo ed il gambo privo di tessuto gelatinoso negli strati esterni. Cudonia circinans (Pers.) Fr., si separa per i diversi cromatismi del cappello color crosta di pane con toni lilla e del gambo grigio-violaceo, dal punto di vista microscopico per le spore di dimensioni quasi doppie.
  22. Leotia lubrica (Scopoli) Persoon; Regione Lombardia; Settembre 2013; Foto di Lorenzo Martinelli.
  23. Leotia lubrica (Scopoli) Persoon; Regione Veneto; Ottobre 2010; Foto di Giuliano Gnata.
  24. Leotia lubrica (Scopoli) Persoon; Regione Friuli Venezia Giulia; Ottobre 2010; Foto di Nicolò Parrino.
  25. Leotia lubrica (Scopoli) Persoon; Regione Sardegna; Dicembre 2006; Foto di Giovanni Solinas.
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