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Lepiota subincarnata J.E. Lange 1940
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Lepiota subincarnata J.E. Lange; Regione Lazio; Dicembre 2010; Foto, descrizione e microscopia di Tomaso Lezzi. Campioni cresciuti sopra un muro trai resti degli aghi di Pino e il muschio. Cappello bianco coperto da fini squamette color rosso-mattone, soprattutto nei giovani esemplari; anello lanoso, bianco e colorato, abbastanza effimero, più evidente in alcuni campioni e sub-nullo in altri; lamelle bianche non macchiate, gambo bianco e rossiccio; odore aromatico gradevole, piuttosto intenso. Ife allungate della cuticola, non settate, senza ife corte alla base. GAF presenti nei tessuti profondi della cuticola. Spore ellissoidi, lisce, con apicolo evidente, dati rilevati su 36 misure: 6,3-8,5 × 3,4-4,5 µm; media 7,5-3,8; Q = 1,7-2,3; Qm 2. I campioni di ciascuna delle due raccolte effettuate a distanza di una settimana mostravano alcuni caratteri di L. josserandi e alcuni caratteri di L. subincarnata. Infatti alcuni autori come Christian Lange in Funga Nordica, con una accezione più moderna hanno riunito entrambe le specie sotto il nome prioritario di Lepiota subincarnata. Specie velenosa mortale! Particolare delle decorazioni del cappello. Particolare delle decorazini del cappello di un giovane esemplare. Particolare delle lamelle. Un particolare con il gambo e l'anello cotonoso colorato. Spore ellissoidi, lisce, con apicolo evidente, dati rilevati su 36 misure: 6,3-8,5 × 3,4-4,5 µm; media 7,5-3,8 µm; Q = 1,7-2,3; Qm = 2. Ife allungate della cuticola, non settate, senza ife corte alla base. GAF presenti nelle ife profonde della cuticola. -
Lepiota subincarnata J.E. Lange 1940
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Lepiota subincarnata J.E. Lange; Regione Umbria; Raduno Ottobre 2008; Foto e commento di Tomaso Lezzi. Una specie trovata durante il raduno umbro-toscano, in un boschetto di Pseudotsuga. Capello colorato da disegni rosso mattone scuro, con disco fortemente colorato al centro e squamette concentriche che si diradano verso l'esterno; gambo bianco rossastro con anello rosso bruno; odore fruttato alcolico, forte; epicute con peli allungati senza ipocute, presenza di GAF; spore ellittiche, alcune faseoliformi, con parete spessa 5,2-8 × 3,1-4,4 µm; Q = 1,4-2,0 (60 misure). L'anello è piccolo, ma colorato e evidente. Per l'identificazione le prime cosa da controllare al microscopio in queste piccole Lepiota sono: 1) Osservare i peli dell'epicute: questi sono allungati, con GAF. Senza ipocute, cioè mancano i peli corti alla base dei peli lunghi. 2) controllare la forma e la misura delle spore: quelle osservate sono ellittiche, alcune con profilo a fagiolo, con Q<2 (Q=1,4-2,0). Questi dati ci portano alla Sezione Helveolae, Sottosezione Helveolinae, che secondo Bon comprende 3 specie: Lepiota helveola, con spore 8-10 × 4,5-5,5 µm, da escludere, perché le spore sono troppo grandi, e il disegno delle squamette sul cappello forma una stella. Lepiota subincarnata Neanche questa, perché ha odore leggero, zona anulare subnulla, spore più cilindriche cioè più allungate, disegno delle squamette sul cappello più distribuito e più chiaro, cheilocistidi clavati. Lepiota josserandii Ha odore forte, fruttato, alcolico, zona anulare ben definita, squamette concentriche, scure, che formano un disco ben definito al centro, cheilocistidi quasi assenti. Come nei campioni raccolti. Oggi Lepiota josserandii e Lepiota subincarnata sono considerati sinonimi, sotto il nome prioritario di Lepiota subincarnata. -
Lepiota subincarnata J.E. Lange 1940
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Lepiota subincarnata J.E. Lange; Regione Lombardia, Bosco a Milano; Ottobre 2007; Foto di Federico Calledda. -
Lepiota subincarnata J.E. Lange 1940
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Lepiota subincarnata J.E. Lange; Regione Lombardia, loc. aiuole cimitero Verdellino; Ottobre 2007; Foto di Massimo Biraghi. -
Lepiota subincarnata J.E. Lange 1940
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Lepiota subincarnata J.E. Lange; Regione Lombardia; Novembre 2005; Foto di Massimo Biraghi. (Exsiccatum MB20051113-27) -
Lepiota subincarnata J.E. Lange 1940
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Lepiota subincarnata J.E. Lange 1940 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Agaricaceae Sinonimi Lepiota josserandii Bon & Boiffard 1974 Foto e Descrizioni Bon considera rilevanti nella sezione Helveolae tre caratteri: spore ellissoidali, con Q < 2, le ife della cuticola molto allungate e abbondanti, la presenza di GAF; mentre le spore di misura maggiore di 6 µm ci portano nella Sottosezione Helveolinae. Lepiota helveola ha spore più grandi, decorazione del cappello a stella e anello membranoso. Lepiota josserandi ha una zona anulare netta, odore forte, anello cotonoso, odore forte fruttato, cheilocistidi non evidenti, pigmento parietale dominante. Lepiota subincarnata ha zona anulare subnulla, gambo senza un limite anulare netto, odore subnullo, cheilocistidi clavati, pigmento misto. In tempi più recenti alcuni autori come Christian Lange in Funga Nordica, con una accezione più moderna hanno riunito Lepiota josserandii e Lepiota subincarnata sotto il nome prioritario di Lepiota subincarnata. Colorazioni pileiche ocra-rosa, queste ultime tinte più evidenti nei funghi giovani; la cuticola si lacera in scaglie appressate al centro che si diradano verso il margine, fondo biancastro. Gambo decorato da squamule concolori al cappello, bianco con sfumatura appena rosate all'apice, concolore al cappello nella parte restante, bruno in vecchiaia; odore leggero, fruttato. Commestibilità e Tossicità Velenoso mortale. Fino a non molto tempo fa era descritto e considerato, nei vari testi divulgativi a larga distribuzione, fungo con proprietà tossiche. Recentemente studi approfonditi hanno evidenziato la presenza di amatossine sia in Lepiota subincarnata, sia in specie strettamente vicine tra le quali: Lepiota helveola Bres., Lepiota pseudohelveola Kühner, Lepiota kuehneri Huijsman ex Hora e altre dodici specie. Regione Lombardia; Novembre 2008; Foto, descrizione e microscopia di Massimo Biraghi. Microscopia Spore 6-7(8) × 3-4 (4,5) µm, basidi tetrasporici lunghi 15-20 µm con sterigmi di 5 µm, cheilocistidi rari o assenti, pileipellis con peli cilindrici-fusiformi, spesso flessuosi lunghi fino a 200-240 µm, non settati. Spore. Basidi. Cheilocistidi. Pileipellis e peli. GAF. -
Lepiota ignivolvata Bousset & Joss. ex Joss. 1990
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Lepiota ignivolvata Bousset & Joss. ex Joss.; Regione Liguria, Sassello, raduno AMINT; Ottobre 2012; Foto e commento di Maria Ligure. Habitat: bosco di Faggio a 600 m s.l.m., zona Naso di Gatto, Savona. Il gambo risulta cavo alla sezione e piegato ad angolo. -
Lepiota ignivolvata Bousset & Joss. ex Joss. 1990
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Lepiota ignivolvata Bousset & Joss. ex Joss.; Regione Liguria, Sassello, raduno AMINT; Ottobre 2012; Foto di Tomaso Lezzi. Lepiota appartenente al gruppo delle Fusisporae. La simile Lepiota clypeolaria ha il velo sul gambo fioccoso e bianco. Lepiota vetriosospora = Lepiota magnispora ha il velo sul gambo fioccoso e giallo, mentre Lepiota ignivolvata, ha il gambo con cercini dal filo arancio-ruggine. Quest'ultima specie ha anche la base del gambo che tende ad arrossare, ma solo dopo parecchie ore dalla raccolta. Particolare della decorazione del cappello. Particolare del gambo con cercini dal filo arancio-ruggine. -
Lepiota ignivolvata Bousset & Joss. ex Joss. 1990
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Lepiota ignivolvata Bousset & Joss. ex Joss.; Regione Sardegna; Dicembre 2006; Foto di Franco Sotgiu. -
Lepiota ignivolvata Bousset & Joss. ex Joss. 1990
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Lepiota ignivolvata Bousset & Joss. ex Joss.; Regione Abruzzo; Ottobre 2005; Foto di Tomaso Lezzi. Specie tipica per il bordo dell'anello più scuro, rossiccio. -
Lepiota ignivolvata Bousset & Joss. ex Joss. 1990
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Lepiota ignivolvata Bousset & Joss. ex Joss.; Regione Campania; Settembre 2005; Foto di Felice Di Palma. -
Lepiota ignivolvata Bousset & Joss. ex Joss. 1990
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Lepiota ignivolvata Bousset & Joss. ex Joss. 1990 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Agaricaceae Sinonimi Lepiota ignivolvata Bousset & Joss. 1948 [Nom. inval., Art. 39.1 (Melbourne)] Foto e Descrizioni Caratterizzata da taglia media e habitus relativamente tarchiato; l'anello, inclinato e sdoppiato è formato da cercini dal filo arancio-ruggine, che disegnano delle linee discontinue sul gambo; umbone ben definito e delimitato, dal colore ocra rossiccio. Una ulteriore conferma viene dall'arrossamento alla corrusione soprattutto alla base del gambo, questo arrossamento è tardivo, e può avvenire anche dopo un giorno dalla raccolta. Verificato su questi campioni, che sul campo non mostravano nessun segno di arrossamento e solo la mattina seguente avevano chiari segni di arrossamento. Le specie simili sono Lepiota clypeolaria (Bull. : Fr.) Kumm. con il gambo rivestito da fioccosità biancastre e Lepiota ventriosospora Reid, con il gambo rivestito da fioccosità giallastre. Quasi tutte le altre specie appartenenti al Genere Lepiota possiedono taglia decisamente inferiore e habitus più esile. Specie sospettata di tossicità insufficientemente conosciuta, da sottoporre a nuove indagini e valutazioni. Regione Umbria; Ottobre 2009; Foto e descrizione di Tomaso Lezzi. Sezione. -
Lepiota griseovirens Maire 1928
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Lepiota griseovirens Maire; Regione Lombardia; Novembre 2014; Foto di Marco Barbanera, microscopia di Angelo Mariani. Parco pubblico di Sesto San Giovanni (MI). Microscopia Spore 7-9 × 3,5-4,5 µm, speronate con base tronca. Cheilocistidi clavati o fusiformi. Epicute. GAFnell'epicute. -
Lepiota griseovirens Maire 1928
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Lepiota griseovirens Maire; Regione Umbria; Novembre 2013; Foto, descrizione di Tomaso Lezzi, microscopia di Tomaso Lezzi e Luigi Minciarelli. Crescita sotto Cupressus arizonica, cappello bruno bistro, con centro scuro, si notano tonalità bronzo-verdi specie negli esemplari adulti; lamelle biancastre; gambo biancastro nei giovani esemplari. La microscopia evidenzia stenospore, cioè spore a forma di proiettile, con apicolo evidente, laterale e una zona appiattita. La cuticola è formata da ife allungate, con un setto vicino alla base e da alcune ife più corte che non formano però un vero e proprio strato alla base. Bon (1999) lo definisce come "sous-couche douteuse". Questa specie appartiene al sottogenere Lepiotula, caratterizzato da spore speronate < 10 µm di lunghezza; sezione Stenosporae con epicute a peli allungati; sottosezione Stenosporae, con spore che presentano una rientranza evidente. A questa sottosezione appartengono anche altre specie con colori tra il grigio, il verde e il bronzo: Lepiota grangei (Eyre) Lge. che presenta pigmento vacuolare dominante blu-verde; Lepiota pseudofelina Lge. con colori più nettamente grigio-bruni; Lepiota obscura (Locq. ex M. Bon) Babos = Lepiota griseovirens ss Vell. & Huijser con colori verde-blu-bronzo abbastanza vivaci, simili a quelli di Lepiota grangei, con il disco scuro simile a Lepiota pseudofelina. Bibliografia consultata BON, M., 1999. Les Lepiotes. Flore Mycologique d’Europe. Vol. 3. Lille: Ed. Association d'Ecologie et de Mycologie. CANDUSSO, M. & LANZONI, G., 1990. Lepiota s.l. Fungi Europæi. Vol 4. Saronno (VA): Libreria Editrice Giovanna Biella. Particolare del gambo. Particolare della base del gambo. Stenospore, con apicolo evidente, laterale e una zona appiattita. La cuticola è formata da ife allungate, con un setto vicino alla base e da alcune ife più corte che non formano però un vero e proprio strato alla base. Bon (1999) lo definisce come "sous-couche douteuse". Osservazione a 40×. Osservazione a 100×. Osservazione a 400×. -
Lepiota griseovirens Maire 1928
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Lepiota griseovirens Maire; Regione Lombardia; Ottobre 2013; Foto di Massimo Biraghi. -
Lepiota griseovirens Maire 1928
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Lepiota griseovirens Maire; Regione Lombardia; Ottobre 2011; Foto e microscopia di Sergio Mombrini. Ritrovamento nella pianura bassa bergamasca, in un parco pubblico. Microscopia Spore a forma speronata misuranti in media 7,24 × 3,80 µm. Osservazione a 1000×. Cheilocistidi 27,0 × 7,0 µm in media. Osservazione a 1000×. Peli della cuticola oltre i 200 µm di lunghezza. Osservazione a 400×. -
Lepiota griseovirens Maire 1928
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Lepiota griseovirens Maire; Regione Lombardia; Novembre 2008; Foto di Massimo Biraghi. Cappello bruno bistro, bruno scuro con centro bruno nerastro su fondo biancastro, si denotano tonalità bronzate e verdastre specie negli esemplari adulti; lamelle biancastre; gambo biancastro nei giovani esemplari poi subconcolore, con presenza di ife miceliare rosate alla base. Ritrovamento in pianura lungo il fiume Brembo, ai bordi di un sentiero tra l'erba e giovani piante di Robinia pseudoacacia. Microscopia Spore 7-8,5 ( 9) × 3,5-4 µm; basidi tetrasporici, ialini 20 µm di media con sterigmi 3 µm; cheilocistidi cilidracei, sub clavati, alcuni con strozzatura all'apice 20-30 µm; ife della pileipellis 80 - 200 ( 240 ) × 15-18 µm, con rigonfiamenti più corti. Spore. Basidi e cheilocistidi. Peli della cuticola. GAF. -
Lepiota griseovirens Maire 1928 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Basidiomycetes Ordine Agaricales Famiglia Agaricaceae Tribù Lepioteae Genere Lepiota (Persoon) Gray Sottogenere Lepiotula (spore speronate) Sezione Stenosporae (cuticola tricodermica) Sottosezione Stenosporae (spore nettamente speronate) Sinonimi Lepiota griseovirens subsp. obscura Locq Lepiota grangei f. brunneoolivacea Pilát Lepiota obscura Locq. ex Babos Lepiota griseovirens var. obscura Locq. ex Bon Lepiota poliochloodes Vellinga & Huijser Etimologia Lepiota = orecchio squamoso; dal greco lepis = squama e oûs, otós = orecchio. Griseovirens = grigioverde; griseus dall’antico tedesco gris = grigio e dal latino virens = verdeggiante. Cappello Di piccole dimensioni, 1-3 cm di diametro, all’inizio campanulato, poi piano convesso con al centro un evidente umbone ottuso. Il cappello può presentarsi con più tonalità di colore, fulvo-brunastro, tendente al rossastro rugginoso, con toni grigio-verdastri e più scuri sul grigio-nerastro, la zona centrale è più uniforme, mentre la zona marginale è rivestita da squame più diradate che mettono in evidenza il fondo crema-ocraceo. Lamelle Lamelle libere, alte, ventricose, con numerose lamellule. Gambo Il gambo è cilindrico, un po’ ricurvo, termina con la base ingrossata, leggermente bulbosa, alla sezione è fistoloso, farcito, infine cavo. È ricoperto per i due terzi verso la base da fini squamette grigio-verdastre, bruno-nerastre e negli esemplari adulti in corrispondenza del bulbillo si nota una zona colorata di rosso, dovuta al micelio rossastro che lo avvolge. Carne La carne è biancastra nel cappello, grigio-ocracea nella parte superiore del gambo, su toni rossastri verso la base. Vira al rosso alla sezione ed allo sfregamento in tutto il carpoforo. Habitat Bosco di conifera con Pinus nigra e Cupressus spp. Commestibilità e Tossicità Velenoso mortale. Fino a non molto tempo fa era descritto e considerato, nei vari testi divulgativi a larga distribuzione, fungo con proprietà tossiche. Recentemente studi approfonditi hanno evidenziato la presenza di amatossine sia in Lepiota griseovirens, sia in specie strettamente vicine tra le quali: Lepiota helveola Bres., Lepiota pseudohelveola Kühner, Lepiota josserandii Bon & Boiffard, Lepiota kuehneri Huijsman ex Hora e altre undici specie. Microscopia Spore speronate, destrinoidi, con apicolo evidente, 7,5-9,2(9,6) × (3,2)3,4-4,0 µm, media 8,5 × 3,7 µm, Q = 2,0-2,7; Qm = 2,3, misurazioni su 32 spore, da sporata. Basidi clavati, osservati prevalenti tetrasporici e alcuni bisporici. Cheilocistidi abbondanti, di forma variabile, osservati da claviformi a fusiformi, anche con strozzatura. Epicute formata da ife terminali erette, cilindriche, allungate, plurisettate, ramificate, leggermente incrostate, alla base di queste vi è un ulteriore strato di ife più corte claviformi, che Bon (1999) definisce come "sous-couche douteuse". Osservati GAF. Stipite con struttura formata da ife cilindriche, parallele, settate, leggermente intrecciate. Le squame ed i residui nerastri presenti sul gambo sono ife claviformi, ramificate, simili a quelle osservate nell’epicute, ma leggermente più corte, munite di GAF. Osservazioni La raccolta presenta tutta la gamma di colorazioni con cui si può presentare questa specie. Si può ipotizzare una determinazione già sul campo per le sue caratteristiche colorazioni ed è facile averne una conferma grazie ai suoi peculiari caratteri microscopici, in quanto ha le spore più piccole (7,0-9,0 × 3,4-4 µm) rispetto alle altre specie che presentano il cappello con colorazioni verdastri. Specie simili Seguendo la tassonomia adottata da Candusso et al.(1990), Lepiota griseovirens è inserita nella Sezione Stenosporae. La stessa, in generale, si connota per specie con spore abbastanza piccole, non oltre i 10 µm, strette, a forma sub-triangolare o di proiettile, con base a volte tronca e apicolo asimmetrico e pronunciato. La sezione comprende altre 15 specie caratterizzate da colorazioni tra il grigio-verde, il grigio-nerastro e il fulvo-bronzo. Le specie più prossime sono: Lepiota grangei (Eyre) Kühner, si differenzia principalmente dal punto di vista microscopico, per la presenza di pigmento di tipo vacuolare dominante blu-verde nelle ife dell’epicute e spore speronate di dimensione maggiore, inoltre predilige l’habitat di latifoglie. Lepiota pseudofelina J. Lange ex J. Lange, con colori più nettamente grigio-bruni e carne alla base del gambo totalmente bianca. Bibliografia BON, M., 1999. Les Lepiotes. Flore Mycologique d’Europe. Vol. 3. Lille: Ed. Association d'Ecologie et de Mycologie. BREITENBACH, J. & KRÄNZLIN, F., 2000. Champignons de Suisse. Vol. 4 Lucerna: Ed. Verlag Mykologi CANDUSSO, M., & LANZONI, G., 1990. Lepiota s.l. Fungi Europæi. Vol. 4. Libreria editrice Giovanna Biellla. Saronno. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Mario Iannotti - Approvata e Revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Regione Umbria, Novembre 2014; Località Gubbio (PG); Foto, descrizione e microscopia di Mario Iannotti. Habitat bosco di conifera con Pinus nigra e Cupressus spp. (exsiccatum MI20141101-01) Microscopia Spore speronate, destrinoidi, con apicolo laterale evidente, 7,5-9,2(9,6) × (3,2)3,4-4,0 µm, media 8,5 × 3,7 µm, Q = 2,0-2,7; Qm = 2,3, misurazioni su 32 spore. Osservazione in Melzer a 1000×. Basidi clavati, osservati bisporici e tetrasporici. Osservazione in Rosso Congo ammoniacale a 1000×. Cheilocistidi di forma variabile, abbondanti, osservati da claviformi a fusiformi, anche con strozzatura. Osservazione in Rosso Congo ammoniacale a 1000×. Epicute formata da ife terminali erette, cilindriche, allungate, plurisettate, ramificate, leggermente incrostate, alla base di queste vi è un ulteriore strato di ife più corte claviformi, che Bon (1999) definisce come "sous-couche douteuse". Osservati GAF. Osservazione in Rosso Congo ammoniacale a 400×. GAF. Osservazione in Rosso Congo ammoniacale a 1000×. Stipite con struttura formata da ile cilindriche, parallele, settate, leggermente intrecciate. Osservazione in Rosso Congo ammoniacale a 400×. GAF. Osservazione in Rosso Congo ammoniacale a 1000×. Le squame ed i residui nerastri presenti sul gambo sono ife claviformi, ramificate, simili a quelle osservate nell’epicute, ma leggermente più corte, munite di GAF.
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Lepiota fuscovinacea FH Møller & JE Lange 1940
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Lepiota fuscovinacea FH Møller & JE Lange; Regione Lombardia; Ottobre 2005; Foto e descrizione di Massimo Biraghi. In un viale alberato in Pianura Bergamasca. Particolare del cappello. -
Lepiota fuscovinacea FH Møller & JE Lange 1940
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Lepiota fuscovinacea FH Møller & JE Lange 1940 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Agaricaceae Foto e Descrizioni Piccola Lepiota caratterizzata da un cappello squamuloso-lanoso di un bel colore bruno vinoso di 4-5 cm, lamelle biancastre e gambo feltrato-lanuginoso concolore al cappello con sfumature lilacine verso l'apice, con zona apicale più pallida, odore forte, acido. Habitat boscaglie, preferisce zone ruderali. Specie sospettata di tossicità insufficientemente conosciuta, da sottoporre a nuove indagini e valutazioni. Regione Lombardia, viale alberato in Pianura Bergamasca; Ottobre 2005; Foto e descrizione di Massimo Biraghi. -
Lepiota forquignonii Quél. 1885
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Lepiota forquignonii Quél.; Regione Umbria; Novembre 2009; Foto di Tomaso Lezzi. Microscopia Spore ellittiche, lisce, con apicolo, 6,7-7,7 × 3,9-4,7 µm, Qm=1,7; Cuticola con ife allungate, affusolate, subcilindriche, con pochi setti e cellule corte alla base (imenocute) GAF presenti nelle cellule della cuticola. I peli allungati della cuticola. Un particolare delle cellule più corte alla base dei peli allungati della cuticola. -
Lepiota forquignonii Quél. 1885
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Lepiota forquignonii Quél. 1885 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Agaricaceae Foto e Descrizioni Trovata in un prato sotto Querce. Cappello finemente squamettato su tutta la superficie, con centro oliva nerastro, margine eccedente sfrangiato; lamelle bianche appena rosate, presenza di abbondanti lamellule; gambo liscio sopra la zona pseudoanulare, con fugaci fiocchi bambagiosi bianchi dalla zona pseudoanulare in giù; base del gambo ocra-rosa. Odore non forte, tra l'erbaceo o quello di lepiota cristata. Specie sospettata di tossicità insufficientemente conosciuta, da sottoporre a nuove indagini e valutazioni. Microscopia Spore ellittiche, lisce, con apicolo, 6,7-7,7×3,9-4,7 µm, Qm=1,7. Cuticola con ife allungate, affusolate, subcilindriche, con cellule corte alla base (imenocute). Osservati GAF nelle ife della cuticola. Per l'insieme dei caratteri macro si può riconoscere la sez. Felinae (spore ellittiche con Q<2 e cuticola a struttura mista). Regione Umbria; Novembre 2009; Foto, descrizione e microscopia di Tomaso Lezzi. Un particolare del cappello finemente squamettato su tutta la superficie, con centro oliva nerastro. Lamelle e gambo con i resti di velo fioccosi bianchi. Particolare della zona pseudonulare Particolare delle lamelle col filo irregolare -
Lepiota felina (Pers.) Karsten 1879
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Lepiota felina (Pers.) Karsten 1879
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Lepiota felina (Pers.) Karsten 1879 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Agaricaceae Foto e Descrizioni Piccola Lepiota della sezione Ovisporae per le spore ellissoidali e nella sottosezione Felinae per l'epicute di tipo trico-imeniderma, si riconosce macroscopicamente per la zona discale del cappello di colore scuro e a forma di "stella", Si riconosce dalle specie vicine per il cappello decorato da squame nero-brunastre disposte concentricamente, decisamente nerastre ed appressate al disco, che contrastano con il colore di fondo biancastro. Lamelle bianche poi crema a maturazione. Gambo abbastanza slanciato furfuraceo verso la parte apicale e anello evidente bianco e liscio nella parte superiore, ricoperto da squamule bruno-nerastre nella parte inferiore. Odore complesso balsamico. Habitat nelle foreste di conifere montane. Sono segnalati anche ritrovamenti sotto latifoglia, nei parchi e nei giardini. Può essere confusa sul campo con giovani esemplari di Lepiota lilacea Bres., le spore che non superano i 5 µm di lunghezza e l'epicute con ife terminali clavate (imeniderma) sono elementi importanti per la delimitazione tra le due entità. Commestibilità e Tossicità Velenoso mortale. Fino a non molto tempo fa era descritto e considerato, nei vari testi divulgativi a larga distribuzione, fungo con proprietà tossiche. Recentemente studi approfonditi hanno evidenziato la presenza di amatossine sia in Lepiota felina, sia in specie strettamente vicine tra le quali: Lepiota helveola Bres., Lepiota pseudohelveola Kühner, Lepiota josserandii Bon & Boiffard, Lepiota kuehneri Huijsman ex Hora e altre undici specie. Regione Lombardia; Ottobre 2014. Foto commento e microscopia di Massimo Biraghi. Microscopia Spore ellissoidali o leggermente ovoidali N = 30; (7,29)7,35-7,685-8,46(8,51) × (3,63)3,66-3,86-4,64(4,97) µm; Qm = 1,94 N° Long. Larg. Q Moy 7,87 4,09 1,94 Min 7,29 3,63 1,61 Max 8,51 4,97 2,25 Media 7,82 4,12 1,92 Osservazione 400× in Rosso Congo. Osservazione a 1000× in Rosso Congo. Cheilocistidi clavati o subcilindrici, molto corti (20-35 µm). Epicute. -
Lepiota echinella Quél. & G.E. Bernard 1888
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Lepiota echinella Quél. & G.E. Bernard 1888 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Basidiomycetes Ordine Agaricales Famiglia Agaricaceae Genere Lepiota Sezione Ovisporae Sinonimi Lepiota rhodoriza Romagn. & Locq. ex Locq. 1953 Lepiota echinella var. rhodoriza (Romagn. & Locq. ex P.D. Orton) Hardtke & Rödel 1992 Cystoderma echinellum (Quél. & G.E. Bernard) Singer 1936 Lepiota minuta J.E. Lange 1923 Lepiota setulosa J.E. Lange 1935 Etimologia Lepiota = orecchio squamoso; dal greco lepis = squama e oûs, otós = orecchio. Echinella dal latino echinellus, a, um = alquanto spinoso. Cappello Di piccole dimensioni da 10 a 20 mm, all’inizio campanulato poi convesso spianato, con largo umbone ottuso, di colore variabile, dal baio, al marrone-rossiccio fino al bruno bistro, con il centro più scuro, screpolato, dissociato in squame concentriche, più appressate al centro, di forma piramidale, importante carattere, apprezzabile visivamente solo con la lente d’ingrandimento. Il margine è spesso bianco, leggermente eccedente e non squamettato. Imenoforo Lamelle libere, fitte, biancastre, crema. Presenza di abbondanti lamellule. Gambo Slanciato, esile, 2-50 mm, di colore bianco, ma anche rosato, più scuro in basso, ricoperto da un velo biancastro, araneoso, tomentoso, riunito in piccoli ciuffi con punta brunastra o concolore al cappello; alla base del gambo si rileva la presenza di ife miceliari di colore bianco o rosate. Carne Rosata, odore gradevole, aromatico, lievemente fruttato, talvolta forte simile a quello di Lepiota cristata. Microscopia Spore ellissoidali, lisce, con apicolo 5,8-7,1 × 3,3-4,1 µm, media 6,5 × 3,7, Q = 1,6-1,9; Qm = 1,8; altrimenti 6-7,6 × 3,4-4,0 µm; Qm = 1,8. Basidi clavati tetrasporici. Cheilocistidi variabili, in prevalenza clavati, clavati-flessuosi, clavati-subcapitulati, alcuni sub-utriformi e fusiformi-lageniformi (a forma di corto birillo). Epicute formata da ife cilindriche (244-269 × 11,2-13,8 µm), fascicolate, allungate, non settate, con pigmento membranario, bruno chiaro e disciolto, con GAF presenti solo alla base; presenza di uno strato di ife più corte cilindrico-clavate o sferopeduncolate (imenicute). Habitat Sono segnalati vari ambienti di ritrovamento, come aiuole di giardino, su terreno ricco di humus costituito da foglie secche; su terreno a bordo di canali sotto Pioppo e Cipresso; su terreno sotto Cipresso e Leccio; su terreno sotto Sughera e diverse specie di Cisto. Commestibilità e Tossicità Specie sospettata di tossicità insufficientemente conosciuta, da sottoporre a nuove indagini e valutazioni. Specie simili Lepiota pseudolilacea Huijsman = Lepiota pseudohelveola Kühner ex Hora si distingue per la presenza dell’anello e per le spore più grandi. Note nomenclaturali Enderle & Krieglsteiner (1989), Candusso & Lanzoni (1990), Migliozzi & Coccia (1990), Bon (1993), (Bizzi & Migliozzi 1996), ritengono che Lepiota echinella e Lepiota setulosa siano due specie separate, anche se strettamente correlate, che differiscono per la dimensione delle spore, per il diverso tipo di squame del cappello e per la dimensione dei corpi fruttiferi. Candusso & Lanzoni (1990), ritengono Lepiota echinella distinta da Lepiota setulosa e Lepiota rhodorhiza. La descrivono come una specie di aspetto gracile, caratterizzata da un cappello con squame a forma di aculei di color bruno su fondo rosato. Il gambo è rosato con squame brunastre verso la base. Lepiota setulosa, anche se molto simile macroscopicamente, differisce per la totale assenza di toni rosati o lilacei, per l’odore più da Lepiota cristata e microscopicamente per la dimensione sporale che separa nettamente le due specie. Lepiota rhodorhiza si caratterizza per la presenza costante alla base del gambo di rizoidi rosso fuoco, rosso bruno, rosa, infine spesso presenta il margine biancastro del cappello decorato da una squamatura stellata simile a quello di Macrolepiota excoriata. Nella fig. 49 a pag. 259 della monografia di Candusso & Lanzoni (1990) è riportato il disegno della tavola typus di Bernard, con riferimento ai cheilocistidi ci preme sottolineare la variabilità morfologica riportata dall’autore, che li illustra subutriformi, clavati, clavati-flessuosi, clavato-lageniformi, subfusiformi, come riscontrato anche nella nostra raccolta. Migliozzi & Coccia (1990); sostengono che Lepiota echinella si sarebbe differenziata dalle altre due entità per la colorazione pileica, l'habitus e le dimensioni dei peli del rivestimento pileico nettamente inferiori (80- 150-(200) x 12-(15) µm, rispetto a 140-400 x 9-15 µm). Mentre le differenze che avrebbero separato Lepiota setulosa da Lepiota rhodorhiza sarebbero state meno marcate e avrebbero riguardato il colore del cappello, rossastro in Lepiota rhodorhiza, bruno bistro in Lepiota setulosa e quello dei rizoidi, bianchi in Lepiota setulosa, rossi in Lepiota rhodorhiza. Nella chiave del genere Lepiota in AA.VV. (2001), Vellinga, fornisce per le spore di Lepiota echinella le seguenti misure: "4,5-7,5 × 3,0-4,5 µm con Qm = 1,55-2,0 o 7,5-10 × 3,5-5,0 circa, Qm = 2,2", in virtù di tali dati, range sporale ampio, sinonimizza Lepiota setulosa J. E. Lange con Lepiota echinella. Arnolds et al. (1995) e Vellinga (2001) considerano sinonimi Lepiota echinella Quél. & G.B. Bernard, Lepiota setulosa J.E. Lange e Lepiota rhodorhiza (Romagn. & Locq.) ex P.O. Orton. Hausknecht & Pidlich-Aigner (2005), dopo aver effettuato studi su proprio materiale, contrariamente a Vellinga (2001), non hanno trovato alcuna sovrapposizione del range sporale tra le due specie, ma dati differenti: per Lepiota echinella spore più grandi 6-9 × 3,5-5 µm ed una media di (6,4-7,6 × 3,9-4,2) e carpofori di dimensione leggermente più grandi e per Lepiota setulosa spore minori 4,5-6,5 × 3-4 µm (nella media 5,4-6,0 × 3,3-3,7) e corpi fruttiferi più delicati. Consiglio & Migliozzi (2002), continuano a considerare separate le specie anche se le caratteristiche microscopiche sono sovrapponibili e aderiscono ora alla posizione tassonomica di Hardtke & Rödel (1992), considerando la specie con rizomorfe rosa come Lepiota setulosa var. rhdorhiza. Discussione Dopo un’attenta osservazione dei caratteri macro e microscopici dei capioni fotografati ed osservati, si arriva agevolmente alla sez. Felinae, subsez. Brunneoincarnatae (spore ellittiche o più o meno ovoidi, con Q<2 e cuticola a struttura mista) e quindi a Lepiota echinella Quél. & Bernard. - l’esame morfologico, ci dice che siamo in presenza di una specie di consistenza abbastanza gracile, cappello non oltre 2 cm di diametro negli esemplari più grandi, di color baio, fulvo, con squame piramidali al centro del cappello di colore bruno, apprezzabili visivamente solo con la lente, gambo esile e slanciato, con colorazioni rosate di fondo, decorato da resti di velo cotonoso biancastro, alla base sono presenti delle ife miceliari di color biancastro; - i dati microscopici, hanno evidenziato spore ellissoidali, misura media 6,5 × 3,7 µm, l’epicute formata da ife cilindriche (244-269 × 11,2-13,8 µm), fascicolate, con pigmento membranario, bruno chiaro, disciolto, con GAF presenti solo alla base dei peli; presenza di uno strato di ife più corte cilindrico-clavate (imenicute), tipologia dei cheilocistidi molto variabile, da clavati a clavati-flessuosi, cilindrici, sub-capitulati, fusiformi. I suddetti caratteri sono conformi sia alla diagnosi originale che alla tavola del typus disegnata da Bernard, entrambe riportate nella descrizione della specie nella monografia di Candusso & Lazzoni (1990), a pag. 258-259, con Vellinga (2001) sia con le osservazioni di Consiglio e Migliozzi (2002), pertanto, riteniamo che la raccolta in esame possa essere ascritta a Lepiota echinella. Bibliografia ARNOLDS, E., KUYPER, T.W. & NOORDELOOS, M.E., 1995. Overricht van de Padde stoelen in Nederland. Nederlandse Mycologische Vereniging. Wijster. BIZZI, A. & MIGLIOZZI, V., 1996.- Lepiotacee interessanti o rare. 4° contributo. Lepiota laevigata, Lepiota setulosa e Leucoagaricus glabridiscus. Micologia Italiana 25(3): 39-50. CONSIGLIO, G. & MIGLIOZZI, V., 2002. Alcune specie rare o dibattute del genere Lepiota. Revista Catalana de Micologia, 24: 229-247. MIGLIOZZI, V. & COCCIA, M., 1990. Funghi del Lazio. Il. 6-10. Micologia Italiana 19(1): 11-24. MIGLIOZZI, V. & COCCIA, M., 1990. Funghi del Lazio. ID. 11-15. Micologia Italiana 19(3): 3-22. VELLINGA, E.C., 2000. Notes on Lepiota and Leucoagaricus. Type studies on Lepiota magnispora, Lepiota barsii and Agaricus americanus. Mycotaxon 76: 429-438. VELLINGA, E.C., 2001. Macrolepiota Sing., Leucocoprinus Pat., Leucoagaricus (Locq. ex) Sing., Lepiota (Pers.: Fr.) S.F. Gray, Cystolepiota Sing., Melanophyllum Velen. In: Noordeloos M.E., Kuyper T.W. & Vellinga E.C., Flora agaricina neerlandica, vol. 5: 64-162, Rotterdam. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Mario Iannotti. Revisionata da Tomaso Lezzi. Regione Lazio; Novembre 2015; Foto, descrizione e microscopia di Mario Iannotti. (Exsiccatum MI20151114-01) Il ritrovamento è avvenuto ai lati di un sentiero boschivo, su terreno ricco di lettiera costituita da fogliame e rametti in decomposizione, sotto Quercus cerris. Microscopia Spore ellissoidali, 5,8-7,1 × 3,3-4,1 µm, media 6,5 × 3,7, Q = 1,6-1,9; Qm = 1,8, misurazioni su 32 spore non da sporata, misurate da imenio di esemplari maturi. Osservazione in Rosso Congo ammoniacale a 1000×. Basidi clavati tetrasporici. Osservazione in Rosso Congo ammoniacale a 1000×. Cheilocistidi variabili, in prevalenza clavati, clavati-flessuosi, clavati-subcapitulati, alcuni sub-utriformi e fusiformi. Osservazione in Rosso Congo ammoniacale a 1000×. Epicute formata da ife cilindriche (244,1-269,0 × 11,2-13,8 µm), fascicolate, con pigmento membranario, bruno chiaro, disciolto, con GAF presenti solo alla base; presenza di uno strato di ife più corte cilindrico-clavate (imenicute). Osservazione in Rosso Congo ammoniacale a 400×. GAF. Osservazione in Rosso Congo ammoniacale a 1000×.
