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Archivio Micologico

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  1. Chroogomphus rutilus (Fr.) Massee; Regione Umbria; Ottobre 2014; Foto Stefano Rocchi. Sotto Pino.
  2. Chroogomphus rutilus (Fr.) Massee; Regione Sardegna; Ottobre 2013; Foto di Franco Sotgiu.
  3. Chroogomphus rutilus (Fr.) Massee; Regione Lombardia; Ottobre 2012; Foto di Massimo Biraghi.
  4. Chroogomphus rutilus (Fr.) Massee; Regione Lazio; Dicembre 2011; Foto di Felice Di Palma.
  5. Chroogomphus rutilus (Fr.) Massee; Regione Toscana; Novembre 2009; Foto e commento di Alessandro Francolini. Ritrovamento a Monte Giovi; 500 m s.l.m., sotto Pino nero. Tipicamente con lamelle molto decorrenti sul gambo, sporata di colore bruno-oliva-nerastro, cappello vischioso a tempo umido e di colore variabile (dal grigio-brunastro al bruno-ocra al color laterizio, anche con sfumature giallastre o olivacee a riflessi color rame). Le lamelle sono concolori al cappello nei giovani esemplari, poi con toni olivastri e infine più scuri a maturazione delle spore. Gambo concolore al cappello ma con base che sfuma al giallastro; anche la carne, di colore rabarbaro, ocra, rosa salmone, sfuma al giallo cromo alla base del gambo. Habitat legato ai Pini a due aghi. Dal TUTTO FUNGHI, pag. 500: “È commestibile di scarso valore. Chroogomphus helveticus è simile ma ha lamelle più chiare e cappello vellutato, secco, non vischioso, taglia generalmente minore e predilige i boschi montani di conifere. Chroogomphus fulmineus cresce nei boschi termofili tipici dell’ambiente mediterraneo e presenta sia sul cappello che sul gambo sfumature rosso vermiglio-arancio vivo. Si deve prestare invece molta attenzione a non confonderlo con alcuni pericolosissimi cortinari come il Cortinarius orellanus e in particolare ilCortinarius speciosissimus. In determinate condizioni il cappello del nostro fungo si può presentare secco e con colorazioni bruno-aranciate assomiglianti a questi Cortinarius. Altri elementi simili sono l’umbone acuto e la cortina che avvolge le lamelle dei giovani, molto simile a quella deiCortinarius. Per poter riconoscere con certezza il nostro fungo bisogna osservare attentamente le lamelle che devono essere chiaramente decorrenti sul gambo e non smarginato-uncinate come nei Cortinarius citati in precedenza; infine la sporata è color ocra nei Cortinarius e non nerastra. Le lamelle di color verde glauco sono sintomo di attacco del parassita Penicillium glaucum (Ascomycetes).” Lamelle molto decorrenti sul gambo.
  6. Chroogomphus rutilus (Fr.) Massee; Regione Lombardia; Novembre 2009; Foto di Gianluigi Boerio.
  7. Chroogomphus rutilus (Fr.) Massee, Regione Sardegna; Novembre 2009; Foto di Felice DI Palma.
  8. Chroogomphus rutilus (Fr.) Massee; Regione Lombardia; Ottobre 2008; Foto di Massimo Biraghi.
  9. Chroogomphus rutilus (Fr.) Massee; Regione Lombardia, Clusone (BG); Novembre 2007; Foto di Federico Calledda.
  10. Chroogomphus rutilus (Fr.) Massee; Regione Marche; Settembre 2007; Foto di Pietro Curti. Giovanissimi esemplari, in cui si può osservare la cortina.
  11. Chroogomphus rutilus (Fr.) Massee; Regione Sardegna, Gallura; Ottobre 2006; Foto di Giovanni Satta. Cuticola. Lamelle. Sezione con il giallo cromo alla base del gambo.
  12. Chroogomphus rutilus (Fr.) Massee, Regione Toscana, M.te Amiata; Settembre 2005; Foto e commento di Tomaso Lezzi. Ritrovamento in un bosco di Pino nero. Particolare delle lamelle e della parte alta del gambo.
  13. Chroogomphus rutilus (Fr.) Massee 1964 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Boletales Famiglia Gomphidiaceae Foto e Descrizioni Cappello umbonato e superficie viscida con tempo umido, lamelle spaziate e nettamente decorrenti, grigio nerastre per la maturazione delle spore, gambo decorato con zebrature evidenti nel tratto inferiore, liscio e provvisto di zona anulare nel tratto superiore. Carne color crema, giallo cromo alla base del gambo, cresce sotto Pinus. Regione Umbria; Ottobre 2011; Foto e commento di Tomaso Lezzi. Un particolare della sporata nera depositata sulla cortina.
  14. Chroogomphus helveticus (Singer) Moser; Svizzera; Luglio 2015; Foto di Roberto Cagnoli
  15. Confronto tra: Chroogomphus helveticus (Singer) Moser e Cortinarius speciosissimus Kühner & Romagn.; Regione Trentino Alto-Adige; Settembre 2011; Foto di Pietro Curti. Una delle cause prime di avvelenamenti letali in Trentino legati al consumo diffuso del ciodello (Chroogomphus helveticus (Singer) Moser) a sinistra, confuso talora con il letale Cortinarius speciosissimus Kühner & Romagn. a destra. Stesse tonalità della carne. Diversa la sporata sulle lamelle, ocraceo rossastra in Cortinarius speciosissimus grigio nerastra in Chroogomphus helveticus, diversa anche la morfologia, adnate smarginate nel primo, lungamente decorrenti nel secondo.
  16. Chroogomphus helveticus (Singer) Moser, Settembre 2009 Trentino, foto di Massimo Biraghi. Imenoforo.
  17. Chroogomphus helveticus (Singer) Moser, Regione Lombardia, Agosto 2008, foto di Massimo Mantovani.
  18. Chroogomphus helveticus (Singer) Moser, Luglio 2008 Trentino, foto di Franco Sotgiu.
  19. Chroogomphus helveticus (Singer) Moser, Svizzera, Agosto 2007, foto di Federico Calledda. Confronto tra Cortinarius speciosissimus (primo a sinistra) e Chroogomphus helveticus.
  20. Chroogomphus helveticus (Singer) Moser, Settembre 2007 Trentino, foto di Pietro Curti. Giovane esemplare.
  21. Chroogomphus helveticus (Singer) Moser, Regione Trentino, foto di Felice Di Palma.
  22. Chroogomphus helveticus (Singer) Moser, Regione Trentino, Mese di Agosto 2005, foto di Gianni Bonini. Dettaglio.
  23. Chroogomphus helveticus (Singer) Moser, Regione Trentino, Mese di Agosto 2005, foto di Gianni Pilato.
  24. Chroogomphus helveticus (Singer) Moser, Foto di Pietro Curti.
  25. Chroogomphus helveticus (Singer) Moser 1967 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Boletales Famiglia Gomphidiaceae Foto e Descrizioni (testo di Alessandro Francolini) Alcune caratteristiche utili al riconoscimento di questa specie abbastanza comune nei boschi di Peccio e, sporadicamente, presso Cirmolo (specie di pino a 5 aghi): sporata in massa quasi nera; colore pressoché uniforme sia del cappello che del gambo (color mattone, ruggine, arancio, ocra-rosa, ecc.); lamelle di colore ocra, poi rosso-vinoso, arcuate e più o meno decorrenti sul gambo; carne compatta, di colore arancio-pallido ma giallastra nella parte inferiore del gambo, con debole odore un poco fruttato e sapore gradevole anche se un po’ acidulo; nei giovani esemplari è presente una cortina arancio chiaro che, depositandosi sul gambo, può lasciare traccia di sé sotto forma di una zona anulare più o meno squamulosa; cuticola del cappello finemente vellutata e secca, appena vischiosa a tempo umido. Nei boschi misti di conifere è possibile la confusione con Chroogomphus rutilus (legato esclusivamente con pini a due aghi) che ha tuttavia taglia più grande, lamelle più scure, cuticola pileica più vischiosa, gambo di solito cosparso da bande brunastre disposte a zig-zag. Entrambe queste specie sono commestibili di scarso pregio ma che vengono frequentemente raccolte per la preparazione dei “misti”. Occorre fare molta attenzione alla confusione con specie molto pericolose (anche velenose mortali) come soprattutto, Cortinarius speciosissimus = Cortinarius rubellus (con habitat presso Peccio) che ha tuttavia lamelle smarginato-uncinate (e non decorrenti), odore rafanoide e sporata color ruggine. Per evitare spiacevoli inconvenienti è sempre consigliabile astenersi dal raccogliere e consumare sia C. helveticus che C. rutilus. Regione Trentino, dall'altopiano di Merano 2000; Foto di Mauro Cittadini. Sezione.
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