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Archivio Micologico

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  1. Caloboletus radicans (Pers. : Fr.) Vizzini; Regione Lazio, Valle di Polleca, Comune di Esperia (FR); Settembre 2012; Foto di Enzo Orgera. Misto quercia 800 m s.l.m..
  2. Caloboletus radicans (Pers. : Fr.) Vizzini; Regione Lombardia; Settembre 2011; Foto di Sergio Mombrini.
  3. Caloboletus radicans (Pers. : Fr.) Vizzini; Regione Lombardia; Ottobre 2009; Foto di Massimo Mantovani.
  4. Caloboletus radicans (Pers. : Fr.) Vizzini; Regione Lazio; Settembre 2009; Foto di Mauro Cittadini.
  5. Caloboletus radicans (Pers. : Fr.) Vizzini; Regione Lombardia; Agosto 2008; Foto di Emilio Pini. Particolare del reticolo concolore.
  6. Caloboletus radicans (Pers. : Fr.) Vizzini; Regione Sardegna; Settembre 2008; Foto di Franco Sotgiu. Specie caratterizzata dall'assenza di reticolo e dalla presenza di macchie rossastre sul gambo e nella carne di quest'ultimo.
  7. Caloboletus radicans (Pers. : Fr.) Vizzini; Regione Sardegna; Settembre 2005; Foto di Franco Sotgiu.
  8. Caloboletus radicans (Pers. : Fr.) Vizzini; Regione Sardegna; Settembre 2005; Foto di Franco Sotgiu.
  9. Caloboletus radicans (Pers. : Fr.) Vizzini 2014 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Boletales Famiglia Boletaceae Nome italiano Boleto bianco. Sinonimi Boletus radicans Pers. : Fr. 1801 Boletus albidus Roques 1841 Boletus candicans sensu auct. 2005 Boletus pachypus Fr. : Fr. 1815 Boletus radicans var. pachypus (Fr. : Fr.) Bon 1985 Note nomenclaturali Vizzini (2014) in seguito a studi molecolari ha segregato nel nuovo genere Caloboletus le due specie appartenenti alla vecchia Sez. Calopodes del genere Boletus (Boletus calopus e Boletus radicans). I carpofori appartenenti a questo nuovo genere si contraddistinguono macroscopicamente per i pori di colore giallo vivo e per il sapore amaro della carne. Etimologia Dal latino radicans = radicante, per la base Cappello 5-25 cm, carnoso, emisferico e poi convesso; cuticola finemente vellutata, asciutta, di colore variabile da bianco a grigio pallido-crema, con orlo lungamente involuto e disteso in vecchiaia. Tubuli e pori Lunghi, adnati, giallo citrino nel giovane poi verdognoli e infine olivastri, azzurro-blu al taglio; pori piccoli, rotondi, concolori ai tuboli e immediatamente bluastri al tocco. Gambo 6-10 × 3-5 cm, generalmente robusto, tozzo e talvolta obeso, cilindraceo con base allargata e radicante, giallo pallido virante al bluastro alla manipolazione, talvolta presenta delle sfumature rosato-rossastre nella parte superiore, anche di forma anulare; reticolo a maglie molto fini, concolore al fondo, limitato alla parte superiore e talvolta impercettibile. Carne Soda e compatta negli esemplari giovani ma presto molle, biancastra-giallina, talvolta leggermente rosato-rossastra alla base, vira al bluastro in maniera più o meno intensa, molto debole in particolari condizioni climatiche; odore acidulo, di inchiostro, sapore decisamente amaro. Habitat Non ovunque diffuso, cresce nei boschi caldi, in genere associato a Quercus ma talvolta in presenza di Fagus e Castanea e rappresenta uno dei primi boleti della stagione autunnale. Microscopia Bruno olivastre in massa, ellissoidali, 10-15 × 4,5-6 µm. Commestibilità o Tossicità Non commestibile per il sapore molto amaro. Osservazioni Rappresenta uno dei pochi boleti con carne amara. Specie simili Specie di facile determinazione per il sapore amaro, i pori giallo citrino viranti al bluastro e il cappello sempre biancastro, difficilmente confondibile con il Caloboletus calopus (Pers.: Fr.) Vizzini = Boletus calopus (Pers.) Fr., che presenta un reticolo a maglie allungate, colorazioni rossastre del gambo molto più estese e marcate e colorazione del cappello lungamente grigiastra. La f. sanguineipes presenta sfumature rosate più o meno diffuse e carne alla base del gambo più marcatamente rossastra, più evidente in sezione e assenza del reticolo. Bibliografia Index Fungorum. Index Fungorum no. 146. [Data di accesso: 06/11/2016]. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Giovanni Satta - Approvata e Revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Regione Sardegna; Settembre 2005; Foto di Franco Sotgiu.
  10. Suillellus queletii (Schulzer) Vizzini, Simonini & Gelardi; Regione Emilia Romagna; Luglio 2014; Foto di Massimo Biraghi.
  11. Suillellus queletii (Schulzer) Vizzini, Simonini & Gelardi; Regione Marche; Giugno 2014; Foto di Pietro Curti. Particolare della cute del cappello. Pori rossi e gambo privo di decorazioni. Particolare dei pori. Viraggio della carne al bluastro, rosso mattone alla base del gambo.
  12. Suillellus queletii (Schulzer) Vizzini, Simonini & Gelardi; Regione Marche; Ottobre 2012; Foto di Pietro Curti. Pileo, imenoforo e gambo. Pileo.
  13. Suillellus queletii (Schulzer) Vizzini, Simonini & Gelardi; Regione Marche, Pianello di Cagli, Bosco delle Tecchie; Ottobre 2012; Foto Pietro Curti. Pileo, imenoforo e gambo. Soggetto cresciuto apparentemente su legno.
  14. Suillellus queletii (Schulzer) Vizzini, Simonini & Gelardi; Regione Toscana; Settembre 2011; Foto di Massimo Biraghi.
  15. Suillellus queletii (Schulzer) Vizzini, Simonini & Gelardi; Regione Umbria; Ottobre 2010; Foto di Tomaso Lezzi. I pori rossi, che virano al blu al tocco.
  16. Suillellus queletii (Schulzer) Vizzini, Simonini & Gelardi; Regione Toscana; Giugno 2009; Foto di Alessandro Francolini. Agevolano il riconoscimento di Suillellus queletii l’assenza di reticolo sul gambo; la carne dal sapore dolciastro, giallastra ma virante al blu alla sezione; il gambo giallo nella parte superiore ma rosso-barbabietola alla base e subito imbluente per corrusione; i tubuli gialli; la superficie poroide di un bel colore arancio (anche se gialla nei giovanissimi esemplari) e mai rosso-vivo, virante al blu alla pressione; la cuticola asciutta e vellutata. La var. lateritius è riconoscibile per la colorazione della cuticola pileica: di un bel rosso mattone (contro le tonalità da ocra-aranciate a bruno-rossastre della specie tipo) Dal TUTTO FUNGHI pag. 562: “Buon commestibile dopo adeguata cottura, almeno di 45 minuti dal primo bollore, necessari per eliminare alcune tossine termolabili; in ogni caso di qualità inferiore rispetto ai simili Neoboletus luridiformis e Suillellus luridus.”
  17. Suillellus queletii (Schulzer) Vizzini, Simonini & Gelardi; Regione Lombardia; Luglio 2010; Foto di Massimo Mantovani. Ritrovamento sotto Tiglio.
  18. Suillellus queletii (Schulzer) Vizzini, Simonini & Gelardi; Regione Lombardia, Osio Sotto; Maggio 2010; Foto di Massimo Mantovani. Ritrovamento sotto Tiglio.
  19. Suillellus queletii (Schulzer) Vizzini, Simonini & Gelardi; Regione Lombardia; Settembre 2009; Foto di Massimo Mantovani. Ritrovamento in un vialetto cittadino, tra l'erba sotto Tiglio.
  20. Suillellus queletii (Schulzer) Vizzini, Simonini & Gelardi; Regione Lombardia; Luglio 2009; Foto di Massimo Mantovani.
  21. Suillellus queletii (Schulzer) Vizzini, Simonini & Gelardi; Regione Lazio; Giugno 2011; Foto di Tomaso Lezzi. Gambo liscio, senza reticolo, base spesso color barbabietola, pori arancioni, sezione blu al taglio. La parte rosso-aranciata è solo il filo che separa i pori, non l'interno dei tubuli.
  22. Suillellus queletii (Schulzer) Vizzini, Simonini & Gelardi; Foto di Franco Sotgiu.
  23. Suillellus queletii (Schulzer) Vizzini, Simonini & Gelardi; Regione Sardegna; Ottobre 2006; Foto di Franco Sotgiu.
  24. Suillellus queletii (Schulzer) Vizzini, Simonini & Gelardi; Regione Toscana, raduno di Comano; Giugno 2005; Foto di Gianni Baruffa.
  25. Suillellus queletii (Schulzer) Vizzini, Simonini & Gelardi; Foto di Emilio Pini.
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