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Archivio Micologico

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  1. Podofomes trogii (Fr.) Pouzar 1971 Tassonomia Ordine Polyporales Famiglia Polyporaceae Sinonimi Ischnoderma trogii (Fr.) Teixeira 1994 Fungo lignicolo, con cappello flabellato ed orlo disteso, sottile, ma anche lobato, irregolare, sinuoso, è raramente circolare; ha una superficie prima vellutata poi glabra, rugosa e ruvida, talvolta zonata, di colore variabile, all’inizio è completamente bianco, poi dal crema, nocciola-marrone, al bruno-rossastro con la parte verso il bordo di solito più chiara o biancastra ma imbrunente alla manipolazione. Imenio costituito da tubuli decorrenti, corti, con pori arrotondati o allungato-angolosi, 3-5 per mm quadrato, di colore biancastro, crema, con tendenza a imbrunire o macchiarsi di color ruggine se contusi. Gambo corto, non sempre evidente, ma talune volte slanciato, vellutato e bruno-nerastro. Carne dura suberosa di colore biancastro-crema, ocracea, senza odori o sapori particolari. Fruttifica su radici o legni interrati di Abete bianco. Secondo alcuni autori vegeterebbe anche su Abete rosso ma al riguardo non vi è concordanza tra gli studiosi, infatti la maggioranza ritiene che si tratti di un fungo con habitat esclusivo di Abete bianco. È una specie non comune che può presentarsi sia solitario che concresciuto tra più esemplari. Somiglianze e varietà Podofomes pyrenaicus F. Rath, specie non riconosciuta valida da alcuni autori, crescerebbe sotto Faggio. Coltricia perennis (L. : Fr.) Murrill si distingue per il pileo decisamente zonato e per i pori color bruno cannella a maturità. Alcune specie appartenenti ai generi Hydnellum e Phellodon potrebbero avere cappelli dai cromatismi analoghi, ma presentano un imenoforo costituito da aculei e non da pori. Regione Toscana; Ottobre 2016; Bosco di Camaldoli (Arezzo); Foto e descrizione di Stefano Rocchi. Workshop - Gli Aphyllophorales e la biodiversità, Riserva Naturale Biogenetica di Camaldoli (AR). (Exsiccatum SR20161001-08)
  2. Cerocorticium sulfureoisabellinum (Litsch.) Jülich & Stalpers 1980 Tassonomia Ordine Polyporales Famiglia Meruliaceae Sinonimi Flavophlebia sulfureoisabellina (Litsch.) K.H. Larss. & Hjortstam 1977 Fungo corticolo, adeso in forma più o meno estesa al substrato di crescita. Di consistenza cerosa, è liscio o lievemente tubercolato, igrofano, giallo-verdastro, sfumato di grigio con tempo umido, diviene arancio-giallo o giallo chiaro uniforme e ben saldo alla corteccia con tempo asciutto. Ha un sistema ifale monomitico, spore 6-8 × 5,1-6,9 µm; Qm = 1,2, ialine, lisce, largamente ellissoidali ma anche di forma asimmetrica, con apicolo evidente. Basidi clavati, tetrasporici, guttulati; cistidi ialini e cilindrico-flessuosi. Cresce sulla corteccia di Abies alba. Si tratta di una specie rara. Specie simili Radulomyces confluens (Fr. : Fr.) M.P. Christ. = Cerocorticium confluens (Fr. : Fr.) Jülich & Stalpers, si distingue per il colore ed è contraddistinto da tonalità che vanno dal crema al grigio-bluastro, per le spore più grandi e per l'associarsi al legno di latifoglia; Radulomyces rickii (Bres.) M.P. Christ = Cerocorticium rickii (Bres.) Boidin, Gilles & Hugueney, si separa per le sue colorazioni biancastre. Bibliografia BERNICCHIA, A. & GORJON, S.P., 2010. Corticiaceae s.l. Fungi Europæi. Vol 12. Alassio (SV): Ed. Candusso. TRICHIES, G., 2009. Cerocorticium sulfureoisabellinum. www.naturamediterraneo.com. [Data di accesso: 12/11/2016]. Regione Toscana; Ottobre 2016; Bosco di Camaldoli (Arezzo); Foto e microscopia di Stefano Rocchi. Workshop - Gli Aphyllophorales e la biodiversità, Riserva Naturale Biogenetica di Camaldoli (AR). (Exsiccatum SR20161001-04) Spore 6-8 × 5,1- 6,9 µm; Qm = 1,2, ialine, lisce, largamente ellissoidali ma anche di forma asimmetrica, con apicolo evidente. Osservazione in acqua a 1000×. Osservazione in Rosso Congo a 1000×. Basidi clavati, tetrasporici e guttulati. Osservazione in Rosso Congo a 1000×. Basidioli guttulati e cistidi ialini e cilindrico-flessuosi. Osservazione in Rosso Congo a 400×. Basidioli guttulati e cistidi ialini e cilindrico-flessuosi. Osservazione in Rosso Congo a 1000×.
  3. Rutstroemia echinophila (Bull. : Fr.) Höhn.; Regione Lombardia, Sanico Valsassina; Ottobre 2011; Foto, commento e microscopia di Angelo Mariani. Microscopia Spore,16-20 × 5-6 µm, allantoidi, guttulate, a maturità con 2-3 setti, spesso dotate ai poli di piccole spore secondarie. Aschi, 120 × 12 µm, amiloidi.
  4. Steccherinum fimbriatum (Pers. : Fr.) J. Erikss. 1958 Tassonomia Ordine Polyporales Famiglia Meruliaceae Fungo lignicolo adeso al substrato di crescita, con superficie verrucosa, cosparsa da piccoli aculei alti circa un millimetro o poco più, irregolari, appuntiti e non. Il colore di solito si presenta color rosa-salmone abbastanza uniforme ma può variare anche dal giallastro al violetto chiaro. Il bordo tende ad avere una colorazione più chiara, biancastra ed è in genere decorato da rizomorfe bianche, allungate, sfilacciate o piumate. Il basidioma ha la particolarità di staccarsi molto facilmente dalla corteccia ove è ancorato, come una specie di membrana. Da un punto di vista microscopico si contraddistingue per il sistema ifale dimitico e per avere numerosi pseudocistidi incrostati larghi 8-10 µm. Cresce su legno di latifoglia marcescente. Raro su aghifoglia. Specie simili Corticium roseum Pers. : Fr. il quale è contraddistinto sempre da colori rosati, si separa per l'imenio tubercolato e non aculeato. Cristinia helvetica (Pers.) Parmasto, si distingue per i colori più tenui, da biancastri a giallini, per l’imenio liscio o tubercolato e per una diversa microscopia, ha infatti un sistema ifale monomitico e ife rigonfie nei pressi dei setti. Steccherinum ciliolatum (Berk. & M.A. Curtis) Gilb. & Budington, raro, si differenzia per i colori crema del carpoforo e per associarsi con più frequenza su legno di aghifoglia. Regione Toscana; Ottobre 2016; Bosco di Camaldoli (Arezzo); Foto e microscopia di Stefano Rocchi. Workshop - Gli Aphyllophorales e la biodiversità, Riserva Naturale Biogenetica di Camaldoli (AR). (Exsiccatum SR20161001-03) Pseudocistidi incrostati larghi 8-10 µm. Osservazione 400× in Rosso Congo. Osservazione 1000× in Rosso Congo.
  5. Trichaptum biforme (Fr.) Ryvarden; Regione Marche; Dicembre 2003; Foto e descrizione di Piero Curti.
  6. Lentinus tigrinus (Bull.: Fr.) Fr. Specie lignicola, con cappello rivestito di squamette scure che contrastano con il fondo chiaro. Campioni trovati su tronco di Pioppo. Un particolare del disegno del cappello.
  7. Cortinarius cotoneus Fr. Regione Emilia Romagna. Ottobre 2010. Foto di Massimo Biraghi. Una robusta Leprocybe, abbastanza semplice da riconoscere per il cappello nettamente squamuloso, il gambo clavato e l'intenso odore rafanoide. Come tutte le Leprocybe è da considerarsi un fungo quanto meno sospetto di tossicità.
  8. Phlebia rufa (Pers. : Fr.) M.P. Christ. 1960 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Polyporales Famiglia Meruliaceae Sinonimi Merulius rufus Pers. : Fr. 1801 Etimologia L'epiteto Phlebia deriva dal greco φλεβός [phlebós] = vena, per il carpoforo generalmente di forma fleboide o tubercolata. L'epiteto rufa deriva dal latino rūfus = rosso, fulvo, per la tendenza del fungo a divenire rossiccio. Carpoforo Fungo corticolo, resupinato, adeso al substrato di legni fortemente marcescenti il quale presenta all’inizio un imenio tenero, molle, ceroso, in seguito gommoso, duro; è irregolare, corrugato, formato da un misto di pori a labirinto e creste sinuose prima biancastre e poi via via sempre più rosate o rossicce; di norma ha un bordo liscio o un poco tubercolato, pubescente e biancastro o con qualche macchia rossastra. Il basidioma può presentarsi anche con tonalità giallastre. Odore e sapore non significativi. Habitat Cresce in genere su legno marcescente di latifoglie. Raro su conifera. Microscopia Spore 3,8-5,6 × 2-2,8 µm, cilindriche-ellissoidali, talune suballantoidi, ialine e biguttulate. Basidi di larghezza inferiore ai 5 µm, tetrasporici, cilindrico-clavati e slanciati. Leptocistidi 60-90 × 10-15 µm, abbondanti, settati, con le estremità ifali clavate. Sistema ifale monomitico con presenza di GAF. Commestibilità e Tossicità Non commestibile. Specie simili Phlebia tremellosa (Schrad. : Fr.) Nakasone & Burds. = Merulius tremellosus Schrad. : Fr. che si presenta con forme resupinate, sviluppandosi di solito in piccole mensole. Si distingue per la consistenza gelatinosa della carne e per le spore più piccole. Phlebia radiata Fr. : Fr. la quale si differenzia per i colori di norma più vivi, aranciati e per l’imenoforo che si sviluppa radialmente. Osservazioni Sopecie molto comune, presente di norma tutto l’anno. Colonizza i legni a terra su piccole aree o ricoprendone una vasta superficie. La sua funzione è estremamente importante in quanto contribuisce in maniera rilevante alla degradazione del legno a terra. Bibliografia BERNICCHIA, A. & GORJON, S.P., 2010. Corticiaceae s.l. Fungi Europæi. Vol 12. Alassio (SV): Ed. Candusso. BERNICCHIA, A., 2005. Polyporaceae s.l. Fungi Europæi. Vol 10. Alassio (SV): Ed. Candusso. EYSSARTIER, G., & ROUX, P., 2011. Le guide des Champignons France et Europe. Parigi: Ed. Belin. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Stefano Rocchi. Approvata e revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Regione Umbria, bosco misto di Pino, Leccio e rare Querce del Monte Subasio - Spello (PG); Ottobre 2016; Foto e microscopia di Stefano Rocchi. (Exsiccatum SR20161015-01) Spore 3,8-5,6 × 2-2,8 µm, cilindriche-ellissoidali, talune suballantoidi, ialine e biguttulate. Osservazione in acqua, a 1000×. Osservazione in melzer, a 1000×. Basidi di larghezza inferiore ai 5 µm, tetrasporici, cilindrico-clavati e slanciati. Osservazione in rosso Congo, a 1000×. Leptocistidi 60-90 × 10-15 µm, abbondanti, settati, con le estremità ifali clavate. Osservazione in rosso Congo, a 400. Osservazione in rosso Congo, a 1000. Sistema ifale monomitico con presenza di GAF. Osservazione in rosso Congo, a 1000.
  9. Tremellodendropsis tuberosa (Grev.) D.A. Crawford 1954 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Tremellomycetes Ordine Tremellales Famiglia Tremellodendropsidaceae Sinonimi Merisma tuberosum Grev. 1825 Thelephora tuberosa (Grev.) Fr. 1828 Stereum tuberosum (Grev.) Massee 1892 Aphelaria tuberosa (Grev.) Corner 1950 Etimologia L'epiteto Tremellodendropsis deriva dal latino "trémulus" tremolante, dal greco "déndron" albero e "ópsis" aspetto, somiglianza. L'epiteto tuberosa deriva dal latino "tuber" bernoccolo, gobba; per le gibbosità che possiede questo fungo. Basidiocarpo Alto fino a 40 mm, largo 20-30 mm, coralloide, teleforoide, ramificato, ricoperto da una finissima granulosità in tutte le parti. Gregario più raramente isolato. Gambo cilindrico a volte abbastanza tozzo, non sempre ben distinto, con presenza di micelio biancastro alla base. Da esso si diramano molte ramificazioni irregolari, contorte, gibbose, talvolta palmate che ricordano una Telephora, spesso si fondono tra loro fino a formare una sola massa. Le punte, arrotondate in giovane età, assumono forme appuntite, a forma di V o a forma di U. Colore da biancastro a giallino con rare sfumature rosate, le punte con l'età tendono a imbrunire. Nessun viraggio è presente a frattura o manipolazione. La carne, tenace, fibrosa possiede un'alta percentuale di acqua, di sapore grato e odore molto forte definito di “pollo bagnato”, simile a quello di Clitocybe phaeophthalma. Imenoforo collocato sui rami tranne che nella parte superiore, sterile. Habitat Si può trovare per tutto il periodo invernale sotto varie essenze arboree. Unica specie di questo genere ritrovato in Europa. Distribuito in Nord Europa, Nord America, Sud America, Nuova Zelanda, Borneo, rarissimo in Italia. Gli esemplari in foto sono stati ritrovati su terreno muschioso e terreno nudo sotto Cupressus, in Campania, nel comune di Arpaise (BN). Altri ritrovamenti in Italia sono stati segnalati in Toscana. Microscopia Spore 15-19 × 5-8 µm, ialine, da ovoidali a subamigdaliformi con presenza di apicolo ben evidente, contenuto finemente granuloso talvolta oleoso e parete relativamente spessa. Basidi 50-70 × 10-12 µm, bi-tetrasporici, claviformi con tipici setti longitudinali ben evidenti presenti solo nella parte apicale, sterigmi lunghi. La particolare forma dei basidi fa inserire questo fungo tra i fragmobasidiomiceti anche se in effetti non si tratta di veri e propri setti ma di una suddivisione del basidio, una sorta di allungamento degli sterigmi che si forma solo a basidio maturo, quando si producono le spore. Basidioli di dimensioni più contenuti dei basidi, con forma clavata ma meno accentuata, talvolta allungata e assenza totale dei setti apicali. Ife con presenza di giunti a fibbia. Commestibilità o Tossicità Commestibilità sconosciuta. Specie simili La forma può indurre a confonderlo con altri funghi coralloidi, di consistenza più fragile ma l'osservazione microscopica della particolare forma dei basidi fuga ogni dubbio. Bibliografia VERA F. MALYSHEVA, 2010. Rare and interesting species of heterobasidiomycetes from Russia. Fungi non delineati. Ediz. Candusso. WALTER JULICH, 1989. Guida alla determinazione dei funghi vol. 2. Aphyllophorales, Heterobasidiomycetes, gastromycetes. Ediz. Saturnia FRANCHI, P. & GENNARI, 2004. Funghi interessanti della Toscana. Rivista di Micologia. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Giulio Martino. Approvata e Revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Regione Campania; Arpaise (BN); Dicembre 2013. Foto e microscopia di Giulio Martino. Regione Campania; Arpaise (BN); Febbraio 2016. Foto di Giulio Martino. Disegno al tratto degli elementi osservati al microscopio ottico. Disegno di Giulio Martino. Spore. Osservazione in rosso Congo ammoniacale, a 1000×. Spore. Osservazione in neomercurocromo, a 1000×. Basidi e basidioli. Osservazione in rosso Congo ammoniacale, a 1000× Ife con GAF. Osservazione in rosso Congo ammoniacale.
  10. Pluteus ephebeus (Fr. : Fr.) Gillet; Regione Umbria; Ottobre 2015; Foto macro di Pietro Curti, Microscopia di Tomaso Lezzi. Cappello di 4-8 cm, quasi peloso, con odore lieve di ravanello, crescita su residui legnosi di lavorazione di ciocchi di Faggio, Cerro e Carpino. Cuticola che al centro presenta ife allungate, con struttura a trichoderma. Nella sezione Hispidoderma gli autori francesi considerano come distinte diverse specie simili, difficilmente separabili, mentre E. Vellinga riunisce Pluteus murinus e Pluteus pearsonii con Pluteus ephebeus, considerando quest'ultimo come specie prioritaria e inserendolo insieme a Pluteus hispidulus nella sezione Villosi che presenta cheilocistidi inseriti nella trama imeniale, cuticola differenziata nella parte centrale rispetto a quella periferica, GAF assenti. Cuticola con ife esclusivamente allungate. 100×. Foto e commenti di Tomaso Lezzi. Cuticola con ife esclusivamente allungate. 400×. Cheilocistidi. 400×. Pleurocistidi. 400×.
  11. Hygrocybe punicea (Fr.: Fr.) Kummer; Regione Abruzzo; Ottobre 2015; Foto di Mario Iannotti. Raduno GEMA 2015 - Assergi (AQ). Ritrovamento non comune nel centro Italia.
  12. Hygrocybe colemanniana (Bloxam) P.D. Orton & Watling; Regione Abruzzo; Ottobre 2015; Foto di Mario Iannotti. Raduno GEMA 2015 - Assergi (AQ).
  13. Hebeloma crustuliniforme (Bull.) Quélet; Regione Abruzzo; Ottobre 2015; Foto di Mario Iannotti. Raduno GEMA 2015 - Assergi (AQ).
  14. Tricholoma frondosae Kalamees & Shchukin; Regione Abruzzo; Ottobre 2015; Foto di Mario Iannotti. Raduno GEMA 2015 - Assergi (AQ). Ritrovamento sotto Pioppo tremulo.
  15. Phaeomarasmius erinaceus (Fr.) Kühner; Regione Abruzzo; Ottobre 2015; Foto di Mario Iannotti. Raduno GEMA 2015 - Assergi (AQ).
  16. Mycena acicula (Schaeff.) P. Kumm.; Regione Abruzzo; Ottobre 2015; Foto e commento di Mario Iannotti. Raduno GEMA 2015 - Assergi (AQ). Piccolissima Mycena, si riconosce macroscopicamente per il cappello su toni gialli, rosso-aranciati e il gambo giallo, la specie più vicina è Mycena adonis che si differenzia per il cappello su toni rossi ed il gambo bianco.
  17. Hygrophorus agathosmus (Fr.) Fr.; Regione Abruzzo; Ottobre 2015; Foto di Mario Iannotti. Raduno GEMA 2015 - Assergi (AQ).
  18. Russula persicina Krombholz; Regione Abruzzo; Ottobre 2015; Foto e descrizione di Mario Iannotti. Raduno GEMA 2015 - Assergi (AQ). Il riconoscimento di questa Russula passa attraverso una combinazione di caratteri, partendo dall'habitat di latifoglie, il ritrovamento è sotto Quercus cerris, la sporata crema, IIc-d e nessun ingiallimento nel carpoforo, caratteri che ci fanno escludere Russula luteotacta, lamelle moderatamente spaziate, sapore pepato. Dal punto di vista microscopico abbiamo esaminato solo le spore che risultano essere della misura 6,5-7,5 × 6,0-6,7 µm, subglobose, con verruche coniche ottuse, a volte connesse, o brevemente catenulate, nell'insieme zebrate. Spore in massa di colore crema IIc-d. Microscopia Spore subglobose, 6,5-7,5 × 6,0-6,7 µm, con verruche coniche ottuse, a volte connesse, o brevemente catenulate, nell'insieme zebrate.
  19. Russula maculata Quél. & Roze; Regione Abruzzo; Ottobre 2015; Foto e descrizione di Mario Iannotti. Raduno GEMA 2015 - Assergi (AQ). Ritrovamento in bosco di Quercus in località Assergi (AQ), Fonte Cerreto a 1000 m s.l.m., Russula di taglia medio-grande, di portamento carnoso, la cuticola e umida e brillante, con toni rosso, ocra e arancio, gambo cilindrico che tende a macchiarsi di ocra-ruggine, sporata gialla, sapore lievemente piccante dopo prolungata masticazione, odore netto di legno di cedro. Microscopia Spore subglobose, 8,3-10,2 × 7,1-8,7 µm, ornate da verruche con apice ottuso, adiacenti a formare delle creste ondeggianti, anche connesse a formare un subreticolo incompleto. Osservazione in Melzer a 1000×. Basidi tetrasporici. Osservazione in Melzer a 1000×. Macrocistidi. Osservazione in Melzer a 1000×.
  20. Mycena galopus var. galopus (Pers. : Fr.) P. Kumm.; Regione Abruzzo; Ottobre 2015; Foto di Mario Iannotti. Raduno GEMA 2015 - Assergi (AQ). Una delle Mycena che secerne latice (Sezione Lactipedes). Al centro del cappello dell'esemplare di sinistra si notano delle piccole gocce di latice.
  21. Lactarius uvidus (Fr.: Fr.) Fr.; Regione Abruzzo; Ottobre 2015; Foto e descrizione di Mario Iannotti. Raduno GEMA 2015 - Assergi (AQ). Ritrovamento in bosco misto con presenza cospicua di Picea, Pinus e Quercia, presso Assergi (AQ), Fonte Cerreto a 1000 m s.l.m.. Lactarius dal cappello viscido, glutinoso, liscio, uniforme, senza zonature, tonalità grigie-carnicine, lilacine, latice bianco, vira a contatto con la carne al lilacino-violaceo, sapore mite. Spore largamente ellissoidali, 8,4-10,5 × 6,8-8,1 µm, ornate da creste irregolari, non zebrate, intersecanti, anche con accenno di reticolazione ma mai completa, chiusa. Spore largamente ellissoidali, 8,4-10,5 × 6,8-8,1 µm, ornate da creste irregolari, non zebrate, intersecanti, anche con accenno di reticolazione ma mai completa, chiusa. Osservazione in Melzer a 1000×.
  22. Russula nauseosa (Pers.) Fr.; Regione Abruzzo; Ottobre 2015; Foto e descrizione di Mario Iannotti. MA 2015 - Assergi (AQ). Ritrovamento in habitat di conifera, abetina d'impianto costituita prevalentemente da Picea, Abies e qualche Larice, misti a Faggio, presso Fonte Vetica a 1600 m s.l.m..
  23. Russula integra (L.) Fr.; Regione Abruzzo; Ottobre 2015; Foto e descrizione di Mario Iannotti. Raduno GEMA 2015 - Assergi (AQ). Ritrovamento in habitat di conifera, abetina d'impianto costituita prevalentemente da Picea ed Abies misti a Faggio, presso Fonte Vetica a 1600 m s.l.m., russula carnosa, con la carne soda e compatta, di sapore dolce, sporata giallo carico, odore non significativo. Reazione lenta ma positiva al Guaiaco.
  24. Pholiota lucifera (Lasch.) Quel.; Regione Abruzzo; Ottobre 2015; Foto di Raffaele Mininno.
  25. Lycoperdon mammiforme Pers. : Pers.; Regione Abruzzo; Ottobre 2015; Foto di Raffaele Mininno.
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