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Lactarius semisanguifluus R. Heim & Leclair 1950
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Lactarius semisanguifluus R.Heim & Leclair; Regione Abruzzo; Ottobre 2015; Foto di Raffaele Mininno. Appena sezionato, latice color arancio-carota. Dopo qualche minuto dal sezionamento, latice color rosso vinaccia. -
Lepiota aspera (Pers. : Fr.) Quél. 1886
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Lepiota aspera (Pers. : Fr.) Quél.; Regione Abruzzo; Ottobre 2015; Foto di Raffaele Mininno.- 22 risposte
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- lepiota acutesquamosa
- lepiota aspera
- (e 1 in più)
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Hypholoma radicosum J.E. Lange 1923
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Hypholoma radicosum J.E. Lange 1923 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Strophariaceae Sinonimi Hypholoma epixanthum var. radicosum (J.E. Lange) Bon & P. Roux 2003 Psilocybe radicosa (J.E. Lange) Noordel. 1995 Naematoloma radicosum (J.E. Lange) Konr & Maubl. 1928 Etimologia Dal greco hyphos = tessuto e loma = orlo, frangia, quindi per l’orlo del cappello ornato di frange. Dal latino rādīcōsus = dalle molteplici radici, quindi per il suo gambo molto radicato. Cappello 3-8 cm, convesso poi spianato o appena papillato; da giovane ricoperto interamente da uno strato di velo sericeo e biancastro sovrapposto ad una cuticola liscia, più o meno opaca, di colore ocraceo con il centro più scuro o un po’ aranciato; il margine è decorato da fugaci resti di velo di colore prima biancastro e poi nerastro per il deposito sporale. Imenoforo Lamelle annesse o leggermente smarginate, abbastanza fitte, intercalate da lamellule, prima biancastre con sfumature lilacine, poi gialle, grigio-nocciola e infine marroni con riflessi porpora; filo più chiaro e dolcemente ondulato. Gambo 2-5 × 0,3-0,8 cm, cilindrico, lungo, contorto, fascicolato, cavo e radicato per un lungo tratto, con un anello evanescente formato da filamenti del velo biancastri, presto nerastri per il colore della sporata; pruinoso all’apice, si presenta con la lunga parte interrata ricoperta da una peluria cotonosa bruno-mattone o rossiccia; con la parte che emerge dal terreno, dal basso verso l'alto rossiccia, poi striata a bande biancastre e infine all'apice di colore giallastro. Carne Scarsa e tenera nel cappello, ove risulta biancastra, è invece fibrosa nel gambo ove assume un colore giallino nella zona alta e ruggine o rossiccio nella restante parte. Odore particolare, forte, tra il fungino e la muffa, sapore molto amaro. Habitat Cresce in genere su legno marcescente di aghifoglie dalla primavera all’autunno. Raramente si rinviene anche su legno di latifoglia. Microscopia Spore 6-7,1 × 3,8-4,8 µm; Qm = 1,5; ellitiche-ovoidali, lisce e guttulate; basidi clavati e tetrasporici; filo lamellare sterile con presenza di cheilocistidi ialini, da cilindrici a clavati, a lageniformi; cheilocrisocistidi meno diffusi, con contenuto rifrangente giallastro e in genere mucronati; pleurocrisocistidi sempre mucronati, con contenuto rifrangente giallastro; caulocistidi cilindrico-clavati, rari e presenti solo nella parte alta del gambo; pileipellis di tipo ixocutis, cioè composta da ife cilindriche gelificate più o meno coricate, con pigmento poco evidente giallastro. GAF osservati in ogni parte dei tessuti. Commestibilità e Tossicità Non commestibile per la sua carne amara. È da ritenersi comunque un fungo sospetto. Specie simili Hypholoma epixanthum (Fr.) Quél. può presentarsi con un analogo gambo radicato ma si distingue per i cromatismi bruno-giallastri del pileo, per la cuticola leggermente fibrillosa e virante al giallo se strofinata o contusa; Hypholoma fasciculare (Huds. : Fr.) P. Kumm. si distingue per le sfumature verdastre sia del pileo che delle lamelle, per l’odore marcato e sgradevole e per la carne di colore giallo zolfo; Hypholoma lateritium (Schaeff.) P. Kumm. si differenzia invece per i toni rosso-mattone del cappello e per le lamelle sfumate di verde olivastro; Hypholoma capnoides (Fr. : Fr.) P. Kumm. si distingue, anche in relazione alle tre specie di cui sopra, per il sapore dolce della carne. Osservazioni Si tratta di un fungo poco comune la cui caratteristica principale è rappresentata dal suo gambo radicato il quale può superare facilmente anche i 10-12 cm di lunghezza. Bibliografia NOORDELOOS, M.E., 2011. Strophariaceae s.l.. Fungi Europæi. Vol. 13. Alassio (SV): Ed. Candusso. MOSER, M., 2000. Guida alla determinazione dei funghi. Polyporales, Boletales, Agaricales, Russulales. Vol. 1. Ed. Saturnia. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Stefano Rocchi. Revisionata da Tomaso Lezzi. Regione Umbria, Località Gavelli di Sant'Anatolia di Narco (PG); Luglio 2016; Foto e microscopia di Stefano Rocchi. Esemplari rivenuti su ceppaia di Faggio. (Exsiccatum SR20160703-01). Spore da sporata 6-7,1 × 3,8-4,8 µm; Qm = 1,5; ellitiche-ovoidali, lisce e guttulate. Osservazione 1000× in acqua. Osservazione 1000× in Melzer. Basidi clavati e tetrasporici. Osservazione 1000× in Rosso Congo. Cheilocistidi ialini, da cilindrici a clavati, a lageniformi. Cheilocrisocistidi con contenuto rifrangente giallastro e in genere mucronati. Osservazione 400× in Rosso Congo. Osservazione 1000× in Rosso Congo. Pleurocrisocistidi sempre mucronati, con contenuto rifrangente giallastro. Osservazione 1000× in Rosso Congo. Caulocistidi cilindrico-clavati, rari e presenti solo nella parte alta del gambo. Osservazione 1000× in Rosso Congo. Pileipellis di tipo ixocutis, cioè composta da ife cilindriche gelificate più o meno coricate, con pigmento poco evidente giallastro. Osservazione 400× in acqua. Osservazione 400× in Rosso Congo. Osservazione 1000× in Rosso Congo. -
Clitocybe metachroa (Fr.) P. Kumm. 1871
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Clitocybe metachroa (Fr.) P. Kumm.; Regione Lombardia, Crespi d'Adda; Dicembre 2014; Foto di Massimo Biraghi. -
Daedaleopsis confragosa (Bolton : Fr.) J. Schröt. 1888
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Daedaleopsis confragosa (Bolton : Fr.) J. Schröt. 1888 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Polyporales Famiglia Polyporaceae Specie lignicola, saprotrofa o debole parassita, forma carpofori a mensola larghi fino a 15 cm di forma grossomodo semicircolare. La superficie superiore è sterile, glabra, a volte gibbosa, vellutata, zonata concentricamente, con diverse colorazioni, di norma dall’ocraceo al bruno-ruggine. L'imenio è formato da pori più o meno allungati, talvolta labirintiformi. Nei carpofori freschi l'intera superficie poroide, al contatto, vira al rosa, quest’ultimo aspetto ci aiuta nella determinazione. Specie simili Daedaleopsis tricolor, da alcuni ritenuta conspecifica con la specie in oggetto, è distinguibile per i carpofori più piccoli e sottili, il colore rossastro più acceso e l'imenoforo formato da pori molto più allungati, talvolta del tutto simili a lamelle. Daedalea quercina, anch'essa con imenio labirintiforme, presenta pori più grossi e non viranti al rosa e forma carpofori notevolmente più larghi e spessi. Trametes gibbosa ha un imenoforo simile ma si distingue per i carpofori più voluminosi e di forma irregolare e la superficie pileica gibbosa, inizialmente biancastra e in seguito verde per la presenza di alghe. Regione Lombardia, Dazio (SO); Agosto 2015; Foto di Marco Barbanera. Crescita su tronco a terra di Betulla. L'imenoforo mostra un evidente viraggio al rosa dove manipolato. Crescita sullo stesso tronco di Daedaleopsis confragosa a sinistra e Daedaleopsis tricolor a destra. Si notano immediatamente le differenti dimensioni, colori e tipologia di imenoforo. -
Fomitiporia pseudopunctata (A. David, Dequatre & Fiasson) Fiasson 1984
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Fomitiporia pseudopunctata (A. David, Dequatre & Fiasson) Fiasson 1984 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Hymenochaetales Famiglia Hymenochaetaceae Sinonimi Phellinus pseudopunctatus A. David, Dequatre & Fiasson 1982 Descrizione Raro fungo lignicolo, corticolo, di norma resupinato, con l'imenoforo a forma di cuscino adeso alla corteccia di tronchi e rami di alberi vecchi o malati. All'inizio di colore bruno-cannella più o meno chiaro, in seguito grigio-marrone; presenta il margine tomentoso e biancastro per una striscia di circa un mm. Ha i pori molto serrati, 6-8 per mm quadrato, da arrotondati ad angolosi; i tubuli sono corti e con il tempo tendono a lacerarsi trasversalmente. Reazione dei pori bruno-nerastra all'Idrossido di potassio (KOH). Coriaceo, si rinviene generalmente su Cisto, Erica, Lauro, Ligustro e Quercia. Più raro su conifera, è stato rinvenuto occasionalmente anche su Ginepro e Cipresso. Microscopia Sistema ifale dimitico, formato da ife scheletriche con pareti spesse e ife generatrici a pareti sottili, settate e ramificate, con apice arrotondato. GAF non presenti. Spore 5,3-7,2 × 5,2-7 µm; Qm = 1,1, da subglobose a forma di castagna, lisce, ialine, con pareti mediamente spesse, guttulate e fortemente destrinoidi. Basidi clavati e ialini. Presenza di cistidi con base allargata 4,9-6,5 × 7,6-11 µm a pareti ispessite, con collo allungato 20-35 µm, cilindrico e flessuoso. Sete imeniali 18,2-25,1 × 4,8-8,2 µm, di colore bruno e parete molto spessa, di varia forma: da ventricose a strette, affusolate, fino a triangolari. Osservazioni A contatto con il Blu cotone in Lattofenolo le celleule delle setae reagiscono al rosso laterizio o arancio. Questo procedimento permette di distinguere con sicurezza le ife delle setae da quelle che potrebbero essere grosse ife spezzate, ma non setae. Specie simili Fomitiporia punctata (P. Karst.) Murrill = Phellinus punctatus (P. Karst.) Pilát, un suo vero sosia da un punto di vista morfocromatico, si differenzia per la superficie poroide più chiara con riflessi giallastri, per le spore leggermente più grandi e per l'assenza di sete imeniali; Fuscoporia contigua (Pers.) G. Cunn. = Phellinus contiguus (Pers.) Pat. si distingue per le spore da oblunghe a cilindriche e non destrinoidi; Phellinus laevigatus (P. Karst.) Bourdot & Galzin, si differenzia per le spore più piccole e non destrinoidi Fuscoporia ferruginosa (Schrad.) Murrill = Phellinus ferruginosus (Schrad.) Pat. si distingue per le spore ellittiche e più piccole Scheda di proprietà AMINT realizzata da Stefano Rocchi. Approvata e revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Si ringrazia Stefano Corsanici per la consulenza sulla determinazione e per le indicazioni riguardo al metodo di studio delle setae con Blu cotone in Lattofenolo. Regione Umbria, su ramo di un vecchio Ligustrum ovalifolium Hassk in giardino privato; Febbraio 2016; Foto e microscopia di Stefano Rocchi. (Exsiccatum SR20160201-01). Reazione dei pori all'Idrossido di potassio (KOH): bruno-nerastro. Spore 5,3-7,2 × 5,2-7 µm; Qm = 1,1, da subglobose a forma di castagna, lisce, ialine, con pareti mediamente spesse, guttulate. Spore da sporata. Osservazione 1000× in acqua. Spore da sporata. Reazione fortemente destrinoide. Osservazione 1000× in Melzer. Sistema ifale dimitico, formato da ife scheletriche con pareti spesse e ife generatrici a pareti sottili, settate e ramificate, con apice arrotondato. GAF non presenti. Osservazione 400× in Idrossido di potassio (KOH). Osservazione 1000× in Idrossido di potassio (KOH) e Rosso Congo. Basidioli clavati e ialini. Osservazione 1000× in Idrossido di potassio (KOH) e Rosso Congo. Sete imeniali 18,2-25,1 × 4,8-8,2 µm, di colore bruno e parete molto spessa, di varia forma: da ventricose a strette affusolate, fino a triangolari. Osservazione 1000× in Idrossido di potassio (KOH). Osservazione 400× in Idrossido di potassio (KOH) e Blu cotone in Lattofenolo. Osservazione 1000× in Idrossido di potassio (KOH) e Blu cotone in Lattofenolo. Osservazione 400× in Blu cotone in Lattofenolo: Reazione rosso laterizio o arancio delle sete. Osservazione 1000× in Blu cotone in Lattofenolo: Reazione rosso laterizio o arancio delle sete. Cistidi con base allargata 4,9-6,5 × 7,6-11 µm a pareti ispessite, con collo allungato 20-35 µm, cilindrico e flessuoso. Osservazione 1000× in Idrossido di potassio (KOH) e Rosso Congo. -
Pluteus thomsonii (Beck. & Broome) Dennis 1948
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Pluteus thomsonii (Beck. & Broome) Dennis; Regione Lazio; Maggio 2013; Foto, commento e microscopia di Tomaso Lezzi. (Exsiccata TL20130521-10) Pluteus dal cappello marrone più o meno scuro, tipicamente ricoperto da una rete di venature intracciate, soprattutto al centro; lamelle bianco-grigiastre in gioventù, poi rosa; gambo rivestito da pruina. Habitat Bosco di Cerro, 300 m s.l.m., ritrovamento su legno di rami a terra di Cerro. Microscopia Spore largamente ellissoidali. Basidi banali, clavati, tetrasporici. Cheilocistidi fusiformi, frequentemente con appendice decisamente allungata. Caulocistidi analoghi ai cheilocistidi, fusiformi, frequentemente con appendice decisamente allungata. Pileipellis mista, con elementi terminali subglobosi e altri più allungati fusiformi. (ssez Mixtini). GAF non osservati. Cappello tipicamente ricoperto da una rete di venature intracciate, soprattutto al centro Gambo rivestito da pruina (caulocistidi). Pileipellis mista, con elementi terminali subglobosi e altri più allungati fusiformi. (ssez Mixtini). Osservazione in rosso Congo, 100×. Osservazione in Floxina, 400×. Cauolcistidi anoaloghi ai cheilocistidi, fusiformi, frequentemente con appendice decisamente allungata. Osservazione in Floxina, 100×. Osservazione in Floxina, 400×. Spore largamente ellissoidali. Osservazione in Floxina, 400×. -
Pluteus romellii (Britzelm.) Sacc. 1895
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Pluteus romellii (Britzelm.) Sacc.; Regione Umbria; Giugno 2013; Foto, commento e microscopia di Tomaso Lezzi. Ritrovamento su legno di quercia; gambo giallo, cappello bruno, spesso con toni giallastri. Gli esemplari maturi mostrano colori più chiari, soprattutto dopo le intense piogge di questi giorni, mentre gli esemplari giovani hanno colori gialli più marcati; lamella libera, sporata rosa. Foto di Mario Iannotti. Foto di Luigi Minciarelli. Foto di Tomaso Lezzi. Pluteus romellii appartiene alla sezione Celluloderma, sottosezione Eucellulodermini, cioè a quelle specie che hanno cuticola formata solo da cellule globose o cortamente fusiformi, senza cellule allungate. Presenza di pigmento bruno disciolto. Osservazione in acqua, a 100×. Presenza di pigmento bruno disciolto. Osservazione in acqua, a 400×. Cheilocistidi; Osservazione in rosso Congo, a 400×. Pleurocistidi; Osservazione in rosso Congo, a 400×. Spore e basidi; Osservazione in rosso Congo, a 1000×. -
Cortinarius pluvius (Fr.: Fr.) Fr. 1838
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Cortinarius pluvius (Fr.: Fr.) Fr. 1838 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Cortinariaceae Genere Cortinarius Sottogenere Myxacium Sezione Vibratiles Soop. et al. Clade /vibratilis Etimologia L'epiteto Cortinarius deriva dal latino cortinarius = attinente alla cortina, per la presenza di velo secondario sul gambo in forma di cortina. Specie simili Cortinarius vibratilis (Fr.) Fr., e Cortinarius pluvius sono due specie appartenenti alla sezione Vibratiles, che sono molto vicine e difficili da separare, entrambe con colori e aspetto generale simili, sapore della carne e della cuticola amara. Le piccole differenze riguardano il profilo sporale, le dimensioni sporali, leggermente minori nella prima specie e la dimensione dei carpofori, minori sempre nella prima specie. Bibliografia AA.VV., 2018. Funga Nordica. Agaricoid, boletoid and cyphelloid genera. Ed. Nordsvamp. 2nd Edition, 2nd printing. CALLEDDA F., CAMPO E., FLORIANI M. & MAZZA R. 2021. Guida Introduttiva al genere Cortinarius in Europa. Ed. Osiride. NITARE J., KNUTSSON T., BRANDRUD T.E., JEPPESEN T.S. & FRØSLEV T.G. 2024. Ädelspindlingar – Guide till svenska naturvårdsarter. Mykologiska Publikationer 12. Ed. Sveriges Mykologiska Förening (SMF). KUYPER T. et al. 2024. Flora Agaricina Neerlandica Vol 8. Cortinarius. Regione Umbria, Castel Rigone (PG), loc. Trecine. Giugno 2016. Foto e microscopia di Tomaso Lezzi e Mario Iannotti. VI° Comitato scientifico A.Mi. Umbria, Castel Rigone (PG) (exsiccatum MI20160604-02) I campioni sono stati ritrovati durante il VI° Comitato scientifico A.Mi. Umbria, Castel Rigone (PG) sotto Quercus cerris. Cortinarius pluvius appartiene ai Cortinarius del subgenere Myxacium, sezione Vibratiles, con cappello e gambo glutinosi, sapore amaro della carne. Il cappello, fino a 3 cm, si presenta liscio, di colore giallo-bruno vivace, senza toni violacei e con il bordo del cappello chiaro, quasi bianco; umbone basso e ottuso; velo bianco che diventa ruggine per il colore del deposito sporale; cuticola amara, carne amara, igrofano. Lamelle grigio giallastre, presto ruggine per il deposito sporale; gambo cilindrico, con estremità a volte appuntita, biancastro, poco viscido. Spore 5,8-6,9 × 4,0-5,1 µm; media 6,5 × 4,7 µm; Q = 1,2-1,6; Qm = 1,4; ellissoidi, finemente verrucose. Cheilocistidi cilindrico-clavati, di profilo irregolare. Cortinarius pluvius e Cortinarius vibratilis (Fr.) Fr., sono due specie appartenenti alla sezione Vibratiles, che sono molto vicine e difficili da separare, entrambe con colori e aspetto generale simili, sapore della carne e della cuticola amara. Le piccole differenze riguardano il profilo sporale, le dimensioni sporali, leggermente minori nella prima specie e la dimensione dei carpofori, minori sempre nella prima specie. Attribuiamo il ritrovamento a Cortinarius pluvius per le dimensioni delle spore, dei carpofori e per la presenza del margine del cappello chiaro, non descritta in Cortinarius vibratilis. Spore 5,8-6,9 × 4,0-5,1 µm; media 6,5 × 4,7 µm; Q = 1,2-1,6; Qm = 1,4; ellissoidi, finemente verrucose. Osservazione in rosso Congo ammoniacale, a 1000×. Basidi tetrasporici. Osservazioni in rosso Congo ammoniacale, a 1000×. Basidi, basidioli e cheilocistidi. Basidi tetrasporici, cheilocistidi cilindrico-clavati, di profilo irregolare. Osservazioni in rosso Congo ammoniacale, a 1000×. -
Aseroe rubra Labill. 1800
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Aseroe rubra Labill.; Regione Friuli Venezia Giulia, Dolegna del Collio (GO); Giugno 2014; Foto di Nicolò Parrino. -
Aseroe rubra Labill. 1800
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Aseroe rubra Labill. 1800 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Phallales Famiglia Phallaceae Sinonimi Aseroë rubra Labill. 1800 Descrizione Specie di provenienza extracontinentale. Grazie alla diffusione delle spore, dal continente australiano è arrivata in Nord America e in Europa e quindi anche in Italia. Basidioma con peridio bianco di forma globosa che lacerandosi a maturità lascia fuoriuscire una struttura che ricorda le attinie o le stelle marine. I bracci rossi sono rivestiti da una gleba bruno verdastra ed infine nerastra contenente le spore, avente odore tipicamente cadaverico, che attira Ditteri o altri insetti, i quali imbrattandosi con la massa sporale provvedono alla dispersione delle spore nel territorio circostante. Si tratta di una specie piuttosto rara per il territorio italiano, raramente segnalata, forse anche a causa della confusione con altre specie di Phallaceae e Clathraceae. Regione Friuli Venezia Giulia; Maggio 2013; Foto e microscopia di Claudio Angelini. Spore cilindriche 5,1×1,8 µm. Foto di Nicolò Parrino. Su trinciatura di residui colturali sul margine di una mulattiera in bosco misto di Castagno, Quercia. -
Naucoria bohemica Velen.
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Naucoria bohemica Velen. 1921 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Strophariaceae Inserita nella sezione Submelinoides per via dei cheilocistidi clavati, talvolta subcapitati, strettamente lageniformi e/o sinuosi si riconosce dalle specie vicine al microscopio ottico per i basidi bisporici, l'assenza di pleurocistidi e di giunti a fibbia, la pileipellis heterocellulare formata da ife parallele con elementi clavati lageniformi, le spore amigdaliformi con apice ottuso o papillato verrucose e con Q mediamente inferiore a 1,8 o comunque meno di 2,00. Macroscopicamente presenta un cappello a lungo campanulato, poi piano convesso, igrofano e leggermente striato al margine, di colore bruno castano con l'umidità, impallidente con tempo asciutto. Lamelle banali, abbastanza fitte, concolori al cappello, filo biancastro. Il gambo molto fragile, sericeo, biancastro con tendenza a macchiarsi di bruno verso la base con l'età. Regione Lombardia; Novembre 2015; Foto, commento e microscopia di Massimo Biraghi. Spore N° Long. Larg. Q Moy 13,02 7,34 1,78 Min 11,91 6,19 1,46 Max 14,47 8,22 2,00 Media 12,85 7,28 1,79 Osservazione a 400×. Osservazione a 1000×. Basidi bisporici. Cheilocistidi. Osservazione a 400×. Osservazione a 1000×. Pileipellis. -
Inocybe fuscidula Velen. 1920
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Inocybe fuscidula Velen. 1920 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Inocybaceae Cappello ocra-bruno chiaro, fibroso, sub rimoso, decolorante al margine, presenza di largo umbone, si lacera a maturazione. Lamelle ocracee con filo più chiaro, imbrunente per sporulazione. Gambo cilindrico, base allargata, biancastro con sfumature rosa-brunastre. Microscopia Pleurocistidi lageniformi o subfusiformi e metuloidi Cheilocisti di diversa morfologia dei pleurocistidi, ovvero più larghi e a volte curvi, lageniformi – sub clavati con paracheilocistidi. Caulocistidi presenti solo nel terzo superiore alcuni molto lunghi e metuloidi. Regione Lombardia, Gera d'Adda; Ottobre 2015; Ritrovamento di Sergio Mombrini; Determinazione, foto e microscopia di Massimo Biraghi. Microscopia Spore a 400×. Spore a 1000×. Cheilocistidi. Pleurocistidi. Caulocistidi apicali. -
Cortinarius odoratus (M.M. Moser) M.M. Moser 1967
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Cortinarius odoratus (M.M. Moser) M.M. Moser 1967 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Cortinariaceae Genere Cortinarius Sottogenere Phlegmacium Sinonimi Phlegmacium odoratum M.M. Moser 1960 Cortinarius joguetii Melot 1989 Cortinarius joguetii Melot, Doc 1989 = Cortinarius prasinus f. joguetii (Melot) A. Ortega & Mahiques 1995 Etimologia L'epiteto Cortinarius deriva dal latino cortinarius = attinente alla cortina, per la presenza di velo secondario sul gambo in forma di cortina. L'epiteto odoratus deriva dal latino odoratus = odoroso, per il tipico odore di fiori d'arancio. Cappello Cappello 30-90 mm di diametro, convesso, poi espanso, dal giallo, giallo vedastro al verde scuro, a volte con scaglie di velo da oliva a quasi nero nel centro del cappello. Presenza di fibrille scure, nerastre. Imenoforo Lamelle uncinate, gialle, con un tono da giallo a verdastro, a volte con una sfumatura lilla verso il margine del cappello, a volte anche più estesa sul resto delle lamelle, filo irregolare. Gambo Giallo, giallo vede, con bulbo marginato, micelio basale giallo, giallo verde. Carne Biancastra, giallo chiaro, con un colore violetto nella parte alta del gambo. Odore di fiori d'arancio, di Pado (Prunus padus), o simile a Hebeloma sacchariolens, con una nota speziata di pepe nero. Reazioni macrochimiche KOH da bruno rossiccio a oliva sul cappello e sul bulbo basale, poi porpora bruno in alcuni minuti, negativo sulla carne. Habitat In boschi di latifoglie in particolare Ostrya carpinifolia, Quercus spp. e Fagus sylvatica. Microscopia Spore da amigdaliformi a citriformi, grossolanamente verrucose. Commestibilità e tossicità Non commestibile. Specie simili Cortinarius odoratus ha forte odore di fiori d'arancio, di Pado (Prunus padus), o simile a Hebeloma sacchariolens, con una nota speziata di pepe nero. Cortinarius atrovirens subsp. ionochlorus (Maire) Vizzini & Gasparini ha lamelle violette ed è privo dell'odore caratteristico di fiori d'arancio tipico di Cortinarius odoratus. Cortinarius atrovirens subsp. atrovirens Kalchbr. è privo dell'odore caratteristico di fiori d'arancio tipico di Cortinarius odoratus. Bibliografia AA.VV., 2018. Funga Nordica. Agaricoid, boletoid and cyphelloid genera. Ed. Nordsvamp. 2nd Edition, 2nd printing. CALLEDDA F., CAMPO E., FLORIANI M. & MAZZA R. 2021. Guida Introduttiva al genere Cortinarius in Europa. Ed. Osiride. NITARE J., KNUTSSON T., BRANDRUD T.E., JEPPESEN T.S. & FRØSLEV T.G. 2024. Ädelspindlingar – Guide till svenska naturvårdsarter. Mykologiska Publikationer 12. Ed. Sveriges Mykologiska Förening (SMF). KUYPER T. et al. 2024. Flora Agaricina Neerlandica Vol 8. Cortinarius. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Tomaso Lezzi - Approvata e revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Regione Lazio. Novembre 2025. Foto di Tomaso Lezzi. Ritrovamento in bosco di Leccio, Cerro e Carpino. Questo Cortinarius si fa riconoscere immediatamente sul campo per l'intenso e gradevole odore di fiori d'arancio. Reazione sul cappello e sulla base del gambo con KOH.- 1 risposta
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- cortinarius joguetii
- phlegmacium odoratum
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Hebeloma sordescens Vesterh. 1989
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Hebeloma sordescens Vesterh. 1989 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Cortinariaceae Sotto latifoglie miste, (Carpino, Nocciolo in prevalenza) 500 m s.l.m., odore solo leggermente rafanoide con nota di cacao. Viene collocato nella sezione Hebeloma (specie con cortina e cistidi lageniformi rigonfi alla base) e nella sottosezione Testacea per le spore amigdaliformi. Regione Lombardia; Media Val Brembana, località Lenna; Settembre 2015; Foto e descrizione di Massimo Biraghi. Cistidi lageniformi rigonfi alla base. Raccolta del Maggio 2013 Regione Lombardia, Gera d'Adda. Spore amigdaliformi N° Long. Larg. Q Moy 12,04 6,01 2,01 Min 10,47 5,19 1,79 Max 13,28 6,96 2,44 Media 11,98 6,06 2,02 Cheilocistidi. N° Long. L.base L.col L+ Moy 47,61 10,00 7,28 0,95 Min 34,12 6,86 5,21 0,46 Max 65,86 14,29 10,11 1,29 Media 47,60 9,85 7,21 0,97 -
Hymenochaete cruenta (Pers. : Fr.) Donk. 1959
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Hymenochaete cruenta (Pers. : Fr.) Donk. 1959 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Hymenochaetales Famiglia Hymenochaetaceae Foto e Descrizioni Curiosa e appariscente Telephoracea dalle colorazazioni rosso sangue o magenta. Predilige fruttificare sui rami apicali di Abete bianco, quindi rinvenibile a terra sui rami spezzati dal peso della neve o dal forte vento. Regione Lombardia, Spiazzi di Gromo; Aprile 2015; Foto di Massimo Biraghi. -
Resupinatus trichotis (Pers.) Singer 1961
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Resupinatus trichotis (Pers.) Singer 1961 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Tricholomataceae Foto e Descrizioni Piccolo basidiomicete con crescita su legno in decomposizione dalla forma che ricorda un Crepidotus s.l. Basidioma di dimensioni minute (0,2-1,5 cm) a forma di larga tazza con la superficie esterna ricoperta, verso l'attaccatura al substrato di crescita, da fitti peli nerastri. Il vicino Resupinatus applicatus (Batsh.) Gray si riconosce per il basidioma a forma di spatola con evidente restringimento in prossimità del'inserzione al substrato di crescita,oltre che per il peli meno evidenti e non neri. Regione Lombardia; Maggio 2015; Ritrovamento di Marco Barbanera; Foto e microscopia di Massimo Biraghi. Microscopia Spore 3,7-5 × 3,4-4,5 µm, globulose. Trama ifale delle lamelle. -
Pholiotina parvula (Døssing & Watling) Bon 1991
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Pholiotina parvula (Døssing & Watling) Bon 1991 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Bolbitiaceae Sinonimi Conocybe parvula Døssing & Watling 1983 Foto e Descrizioni Piccola Pholiotina (Conocybe) (0,4-1,00 cm) inserita nella sezione Piliferae per i cheilocistidi da lanceolati a lageniformi, difficilmente separabile dalla simile P. mairei; quest'ultima si riconosce esclusivamente con l'ausilio del microscopio ottico per via dei cheilocisti più corti e tendenzialmente lanceolati e per le spore che arrivano fino a 9 µm di lunghezza. Regione Lombardia, Gera d'Adda; Maggio 2015; Fotografie e microscopia di Angelo Mariani e Massimo Biraghi. Microscopia Spore: 6,3-7,7 × 3,5-4,6 µm, ellissoidali con piccolo poro germinativo. Cheilocistidi lageniformi o sabulati. Caulocistidi. Pileipellis e pileocistidi. -
Conocybe hornana Singer & Hauskn. 1989
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Conocybe hornana Singer & Hauskn. 1989 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Bolbitiaceae Bella e poco comune Conocybe inserita nella sezione Singerella per la base del gambo ingrossata a formare una pseudovolva e per la presenza di residui velari. Microscopicamente presenta spore ellissoidali-ovoidi che possono oltrepassare i 14µm di lunghezza; i cheilocistidi sono leticiformi provvisti di penducolo e con capitolo di 3-4µm, caulocistidi tendenzialmente lageniformi. Regione Lombardia; Giugno 2015; Foto di Marco Barbanera, microscopia di Massimo Biraghi. Spore ellissoidali - ovoidi, con poro germinativo. Osservazione a 400×. Long. : N = 40; (11,5)12 - 12,5 - 13,8(14,2) Larg. : N = 40; (6,9)7,2 - 8,2(8,7) Q : N = 40; (1,5)1,6 - 1,8(1,9) Media 12,65 7,74 1,67 Osservazione 1000×. Cheilocistidi leticiformi con appendice e capitulo 3-4 µm. Osservazione 400×. Osservazione 1000×. Caulocistidi lageniformi. Osservazione 1000×. -
Thelephora caryophyllea (Schaeff. : Fr.) Pers. 1801
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Thelephora caryophyllea (Schaeff. : Fr.) Pers. 1801 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Thelephorales Famiglia Thelephoraceae Questa Thelephora si fa riconoscere per le piccole dimensioni, le colorazioni bruno-porpora, il margine dentato e la crescita nei boschi di conifere. Regione Lombardia, Berbenno (So); Agosto 2015; Foto di Marco Barbanera. -
Lepiota boudieri Bres. 1884 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Agaricaceae Foto e Descrizioni Aspetto macroscopico simile a una Inocybe per questa Lepiota appartenente al gruppo delle stenospore (spore a forma di proiettile), che presenta cuticola a tricoderma eretto e intricato. Commestibilità e Tossicità Velenoso mortale. Fino a non molto tempo fa era descritto e considerato, nei vari testi divulgativi a larga distribuzione, fungo con proprietà tossiche. Recentemente studi approfonditi hanno evidenziato la presenza di amatossine sia in Lepiota boudieri, sia in specie strettamente vicine tra le quali: Lepiota helveola Bres., Lepiota pseudohelveola Kühner, Lepiota josserandii Bon & Boiffard, Lepiota kuehneri Huijsman ex Hora e altre dodici specie. Regione Toscana; Ottobre 2015; Foto e commento di Tomaso Lezzi. Raduno di studio in Toscana 15-18/10/2015.
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Cortinarius platypus (M.M. Moser) M.M. Moser 1967
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Cortinarius platypus (M.M. Moser) M.M. Moser 1967 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Cortinariaceae Genere Cortinarius Sottogenere Phlegmacium Sezione Callochroi Brandrud & Melot Clade /callochrous Sinonimi Phlegmacium platypus M.M. Moser 1960 Cortinarius pseudosodagnitus Rob. Henry 1992 Cortinarius frondosophilus Bidaud 2001 Calonarius platypus (M.M. Moser) Niskanen & Liimat. 2022 Etimologia L'epiteto Cortinarius deriva dal latino cortinarius = attinente alla cortina, per la presenza di velo secondario sul gambo in forma di cortina. Bibliografia AA.VV., 2018. Funga Nordica. Agaricoid, boletoid and cyphelloid genera. Ed. Nordsvamp. 2nd Edition, 2nd printing. CALLEDDA F., CAMPO E., FLORIANI M. & MAZZA R. 2021. Guida Introduttiva al genere Cortinarius in Europa. Ed. Osiride. NITARE J., KNUTSSON T., BRANDRUD T.E., JEPPESEN T.S. & FRØSLEV T.G. 2024. Ädelspindlingar – Guide till svenska naturvårdsarter. Mykologiska Publikationer 12. Ed. Sveriges Mykologiska Förening (SMF). KUYPER T. et al. 2024. Flora Agaricina Neerlandica Vol 8. Cortinarius. Regione Toscana. Novembre 2015. Foto di Marco Barbanera. Questo Cortinarius della sezione Callochroi si distingue principalmente per la reazione negativa della cuticola al KOH e la crescita sotto Quercus ilex.-
- cortinarius pseudosodagnitus
- phlegmacium platypus
- (e 2 in più)
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Hebeloma clavulipes Romagnesi 1965
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Hebeloma clavulipes Romagnesi 1965 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Cortinariaceae Regione Toscana, Maremma. Novembre 2015. Foto e microscopia di Massimo Biraghi. Ai margini di un boschetto di Leccio. Odore leggermente rafanoide con nota di cacao. Spore amigdaliformi, reazione destrinoide forte meno che all'apicolo, cheilocistidi lageniformi. Spore. Osservazione a 400×, in rosso Congo. Moy 11,68 6,19 1,89 Min 10,88 5,43 1,67 Max 13,62 7,27 2,13 Media 11,58 6,21 1,90 Osservazione a 1000×. Spore. Osservazione in Melzer a 400×. Osservazione a 1000×. Cheilocistidi lageniformi. Osservazione in rosso Congo, a 400×. -
Pycnoporus cinnabarinus (Jacq. : Fr.) P. Karst. 1881
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Rubroboletus pulchrotinctus (Alessio) Kuan Zhao & Zhu L. Yang 2014
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Rubroboletus pulchrotinctus (Alessio) Kuan Zhao & Zhu L. Yang; Regione Lombardia, Oltrepò Pavese; Ottobre 2005; Foto di Federico Calledda.- 6 risposte
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- rubroboletus pulchrotinctus
- boletus pulchrotinctus
- (e 1 in più)
