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Archivio Micologico

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  1. Pluteus nanus (Pers. : Fr.) P. Kumm.; Regione Abruzzo; Ottobre 2014; Leg. Marco Clericuzio; Foto macro di Tomaso Lezzi, foto micro di Tomaso Lezzi e Mario Iannotti. Raduno GEMA 2014 - Rivisondoli. Particolare della base del gambo grigia. Gli esemplari che presentavano questa caratteristica erano considerati Pluteus griseopus, o Pluteus nanus var. griseopus. queste varianti ricadono per molti autori sotto la specie tipo Pluteus nanus. Cuticola. Ife sferopeduncolate con pigmento disciolto bruno ben visibile nonostante la colorazione del preparato in Rosso Congo. Osservazione in rosso Congo, a 400×. Cheilocistidi. Cheilocistidi fusiformi, lageniformi, clavati, peduncolati, strettamente utriformi. Osservazione in rosso Congo ammoniacale, a 400×. Pleurocistidi fusiformi, lageniformi, peduncolati, strettamente utriformi. Osservazione in rosso Congo ammoniacale, a 400×. Spore. Osservazione in Rosso Congo ammoniacale, a 1000×..
  2. Pluteus nanus (Pers. : Fr.) P. Kumm.; Regione Umbria; Giugno 2013; Foto di Tomaso Lezzi. Comitato Scientifico A.Mi. Umbria 2013. Bevagna. (Exsiccata TL20130531_03) Cappello marrone, finemente rugoso. Gambo grigio argentato, fibrilloso. Spore cortamente ellissoidali, subglobose. Pileipellis con elementi globosi, sferopeduncolati, piriformi. (ssez. Eucellulodermini). Cheilocistidi clavati, largamente clavati, abbondanti, riuniti a ciuffi. Pleurocistidi non osservati. Discussione Un Pluteus appartenente alla sezione Eucellulodermini, cuticola di soli elementi sferici. Non sono riuscito a trovare Pleurocistidi, per cui secondo la chiave di Citèrin-Eyssartier, dovrei finire nel gruppo di specie che contiene specie a spore nettamente ellittiche: P. diettrichii, P. poliocnemis, P. insidiosus, ma le spore osservate non sono nettamente ellittiche e i caratteri macroscopici permettono di escludere agevolmente tutte e tre le specie. P. diettrichii ha cuticola fortemente fratturata. P. poliocnemis gambo bruno alla base per la presenza di ciuffi bruni di peli. P. insidiosus (cheilocistidi con appendice osservazione fatta sul fresco e non c'erano!). Due osservazioni: 1) Forse ha ragione Vellinga a riunire tutte queste specie simili in P. nanus 2) Ha ragione Vizzini a dire in un suo articolo che tutto il P. nanus group è confuso e merita molte altre raccolte con relativi esami molecolari. Connclusione o chiamo i miei campioni P. nanus (sensu Vellinga) o al momento questa raccolta rimane senza nome preciso! Immagino che il secondo caso sarà più probabile. Cuticola. Cheilocistidi. Spore.
  3. Pluteus nanus (Pers. : Fr.) P. Kumm. 1871 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Pluteaceae Genere Pluteus Sezione Celluloderma Sottosezione Eucellulodermini Note tassonomiche I campioni presentati appartengono alla sezione Celluloderma, sottosezione Eucellulodermini per la tipologia delle cellule della pileipellis, solo sferopeduncolate e piriformi. I caratteri che conducono ad determinare questa specie come Pluteus nanus sono il colore bruno del cappello che presenta un basso umbone, assenza di colorazioni blu nel gambo, il filo della lamella non bruno, le spore cortamente ellissoidali, subglobose, la presenza di cheilocistidi senza appendice, la presenza di una maggioranza di pleurocistidi largamente fusiformi lageniformi, non utriformi-ellissoidali. È da notare come autori diversi abbiano opinioni diverse riguardo alla sistematica del genere Pluteus, in particolare nella sottosezione Eucellulodermini. Vellinga nel 1985 nega la validità del carattere della morfologia dei pleurocistidi per differenziare le specie, e sinonimizza P. nanus, P. satur (bruni) e la loro variante grigia P. griseopus. Orton nel 1986 critica queste sinonimizzazioni sostenendo la vaidità delle specie da lui create P.griseopus e P. pallescens, e sostiene che bisogna prendere in considerazione come carattere la maggioranza dei pleurocistidi, che in P. satur e P.griseopus sono ellittico-utriformi, con apice fino largo da 10 a 20 µm nella sua chiave, mentre in P. nanus e P. griseoluridus sono lageniformi con apice di larghezza massima di 14 µm. Citérin e Eyssartier in un lavoro del 1998, basato sulle chiavi di Orton distinguono: P. griseopus; P. satur per i pleurocistidi utriformi o ellittici; P. phlebophorus; P. nanus; P. griseoluridus per i pleurocistidi fusiformi, lageniformi. Vizzini, Justo e altri autori hanno scritto un interessante articolo nel 2010, basato su studi molecolari, in cui fanno il punto su diversi gruppi "difficili" all'interno del genere Pluteus e Volvopluteus, e spiegano come i dati molecolari supportino la separazione delle tre specie P. nanus, P. phlebophorus e P. chrysophlebius, ma che per P. nanus (ed altre specie) ci sarà bisogno in modo significativo di nuove raccolte per poter capire le corrispondenze tra specie morfologiche e dati molecolari. Etimologia L'epiteto Pluteus deriva dal latino pluteus = macchina d'assedio con tettoia di legno, per l'aspetto del cappello. L'epiteto nanus deriva dal latino nānus = piccolo, nano; per le dimensioni minute della specie. Cappello 1-3 cm, marrone, più scuro al centro, con leggere rugosità (non vene), leggermente umbonato. Imenoforo Lamelle bianche poi rosa a maturità per la sporata. Gambo bianco, fibrilloso, sericeo, grigiastro nella parte alta, un poco bulboso alla base, leggermente ingrigente alla manipolazione. Micorscopia Spore cortamente ellissoidali, subglobose. Pileipellis formata esclusivamente da cellule corte, sferopeduncolate, piriformi, alcune (rare) mucronate. Appartenenza quindi alla sezione Celluloderma, sottosezione Eucellulodermini. Cheilocistidi fusiformi, lageniformi. Pleurocistidi largamente fusiformi, largamente lageniformi. Bibliografia AA.VV., 1990. Pleurotaceae, Pluteaceae and Tricholomataceae I. Flora Agaricina Neerlandica. Vol. 2. Curatori: Noordeloos, M.E., Kuijper, T.W. & Vellinga, E.C. AA.VV., 2008. Funga Nordica. Agaricoid, boletoid and cyphelloid genera. Ed. Nordsvamp. CITÉRIN & EYSSARTIER, 1998. Cle analytuque du genre Pluteus Fr. Documents Mycologiques XXVIII (111): 47-67. JUSTO, A. et al., 2010. Species recognition in Pluteus and Volvopluteus (Pluteaceae, Agaricales): morphology geography and phylogeny. Mycological Progress. ORTON, P.D., 1986. British Fungus Flora 4. Pluteaceae: Pluteus & Volvariella. Edinburgh: Royal Botanic Garden. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Tomaso Lezzi - Approvata e Revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Regione Umbria; Giugno 2013; Foto, commenti e microscopia di Tomaso Lezzi. Comitato Scientifico A.Mi. Umbria 2013. Bevagna. (Exsiccatum TL20130531-02) Ritrovamento in bosco di Cerro e Roverella, attorno alla base di un albero di Cerro, ambiente molto umido. Cuticola. Osservazione in acqua, a 100×. Cuticola. Osservazione in acqua, a 100×. Cuticola. Osservazione in rosso Congo, a 100×. Cuticola. Osservazione in rosso Congo, a 400×. Cheilocistidi. Osservazione in rosso Congo, a 100×. Cheilocistidi. Osservazione in rosso Congo, a 400×. Pleurocistidi. Osservazione in rosso Congo, a 400×. Spore. Osservazione in rosso Congo, a 1000×.
  4. Pluteus luctuosus Boud. 1905 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Pluteaceae Genere Pluteus Sezione Celluloderma Sottosezione Eucellulodermini Sinonimi Pluteus phlebophorus var. marginatus Quél. 1885 Foto e descrizoni Habitat Bosco di Cerro, 300 m s.l.m., ritrovamento su legno di rami a terra di Cerro. Cappello marrone, lamelle con il filo leggermente bruno, caratteristico della specie. Cuticola con soli elementi globosi corti, sezione Celluloderma, ssez Eucellulodermini; cheilocistidi fusiformi, con pigmento interno, disciolto, marrone che rispecchiano microscopicamente il carattere del filo lamellare scuro; Pleurocistidi lageniformi, con estremità affusolata, ristretta; caulocistidi con cellule cilindriche ad estremità arrotondata. Regione Lazio; Maggio 2013; Foto, microscopia e descrizione di Tomaso Lezzi. (Exsiccatum TL20130521-11) Filo della lamella scuro. Cuticola con soli elementi globosi corti, bruni, sezione Celluloderma, sottosezione Eucellulodermini, 10×. Cuticola con soli elementi globosi corti, bruni, sezione Celluloderma, sottosezione Eucellulodermini, 40×. Caulocistidi con cellule cilindriche ad estremità arrotondata. Cheilocistidi fusiformi, con pigmento interno, disciolto, marrone che rispecchiano microscopicamente il carattere del filo lamellare scuro. Pleurocistidi lageniformi, con estremità affusolata, ristretta.
  5. Pluteus leoninus (Schaeff.: Fr.) P. Kumm 1871 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Pluteaceae Genere Pluteus Sezione Celluloderma Etimologia Dal Latino leoninus = leonino, per il colore che ricorda il mantello del felino. Sinomimi Pluteus fayodii Damblon, Darimont & Lambinon 1959 Pluteus sororiatus (P. Karst.) P. Karst. 1879 Cappello Di piccole dimensioni, 2-5 cm di diametro, inizialmente conico o convesso, mai completamente disteso e con umbone largo e non sempre ben evidente. Cuticola finemente granulosa, leggermente fibrillosa nella zona discale, margine striato. Colorazioni pileiche giallastre, giallo dorato o con riflessi arancio, ma anche con toni oliva e brunastri, ben visibili a maturità verso il centro del cappello. Lamelle Mediamente fitte, libere al gambo, intercalate da lamellule, inizialmente biancastre o giallo paglierino, poi rosate, rosa carico a maturazione (deposito sporale). Gambo Abbastanza slanciato, gracile, cilindico, spesso ingrossato alla base (pseudobulboso), presto cavo, leggermemte fibrilloso, generalmente percorso da striature longitudinali, di colore biancastro con toni crema in particolare nella parte apicale, poi giallognolo con sfumature oliva in prossimità del piede. Carne Esigua, tenera, generalmente biancastra, appena giallina sotto la cuticola del cappello, odore e sapore poco pronunciati, o leggermente di radice (subrafanoide). Habitat Cresce singolo o a piccoli gruppi di due-tre esemplari su rami e detriti legnosi, spesso interrati, nei boschi pedemontani di latifoglia, preferibilmente di Fagus sylvatica. Microscopia Spore 6-8 × 4,5-6,5 µm, Q = (1,20) 1,30 (1,40), da subglobose a ellissoidali. Basidi banali, quadrisporici. Cheilocistidi di due morfologie, clavati e peduncolati (molto presenti) e fusiformi, spesso con restrizione apicale, filo lamellare sterile. Pleurocistidi abbastanza numerosi da fusiformi a lageniformii, alcuni peduncolati. Pileipellis di tipo trichoderma con ife terninali strettamente fusiformi, spesso settate. Commestibilità Non Commestibile. Osservazioni Pluteus leoninus fa parte di un piccolo gruppo che presenta colorazioni più o meno giallastre e con habitat preferenziale per i boschi pedemontani con prevalenza di Fagus sylvatica, specie poco comune e spesso scambiata con altri Pluteus simili quando fruttifica in boschi con presenza di varie latifoglie, in questo caso l’osservazione dei caratteri microscopici, in particolare la conformazione degli elementi della pileipellis, toglie ogni dubbio. Specie simili Tra le specie di taglia piccola e dalle colorazioni giallognole Pluteus romellii (Britzelm.) Lapl. è quella che può generare maggiori confusioni sul campo. Macroscopicamente si differenzia per avere colorazioni pileiche con toni brunastri e gambo spesso interamente giallastro, fruttifica su tronchi e rami in via di decomposizione, preferendo quelli di Populus spp. e Salix spp., più comune nelle zone planiziali. Microscopicamente presenta una pileipellis con elementi clavati e sferopeduncolati (hymenioderma), caratteristica comune anche a Pluteus luteomarginatus Rolland e Pluteus aurantiorugosus (Trog) Sacc., tutti inseriti nella Sezione Eucellulodermini. Pluteus leoninus, per gli elementi terminali della pileipellis affusolati, è inserito invece nella Sezione Celluloderma. Bibliografia AA.VV., 1990. Pleurotaceae, Pluteaceae and Tricholomataceae I. Flora Agaricina Neerlandica. Vol. 2. Curatori: Noordeloos, M.E., Kuijper, T.W. & Vellinga, E.C. AA.VV., 2008. Funga Nordica. Agaricoid, boletoid and cyphelloid genera. Ed. Nordsvamp. AA.VV., 2006. Funghi a cura A.M.I.N.T. – Collana Hobby, Ed. Giunti Demetra. BON, M., 1988. Champignons de France et d'Europe occidentale, Ed. Arthaud. BOCCARDO, F. et al., 2008. Funghi d'Italia. Ed. Zanichelli. BREITENBACH, J. & KRÄNZLIN, F., 1995. Champignons de Suisse. Champignons a lames 2 partie. Vol. 4. Lucerna: Ed. Verlag Mykologia. CETTO, B., 1984. I funghi dal vero. Vol. 2. Ed. Saturnia. CONSIGLIO, G., PAPETTI, C. & SIMONINI, G. 2001. Atlante dei Funghi d’Italia. Vol. 1. Ed. AMB. COURTEQUISSE, R., 2000. Photo-guide des champignons d'Europe, Ed. Delachaux & Niestlé. COURTECUISSE, R. & DUHEM, B., 2000. Guides des champignons de France et d'Europe. Parigi: Ed. Delachaux et Niestlé. EYSSARTIER, G. & ROUX, P., 2011. Le guide des champignos France et Europe Parigi: Ed. Belin. GERHARDT, E., VILA, J. & LLIMONA, X., 2000. Hongos de España y de Europa. Spagna: Ed. Omega. MOSER, M., 2000. Guida alla determinazione dei funghi. Polyporales, Boletales, Agaricales, Russulales. Vol. 1. Ed. Saturnia. PHILLIPS, R., 2004. Riconoscere i funghi. Ed. De Agostini. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Massimo Biraghi - Approvata e Revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Regione Lombardia Luglio 2005, Località Camerata Cornello, in bosco di Fagus sylvatica Foto di Massimo Biraghi. (Exsiccatum MB20050715-35) Regione Lombardia, Prealpi Bergamasche, Località Gromo; Luglio 2006; bosco di Fagus sylvatica; Foto di Emilio Pini. Regione Lombardia, Media Val Brembana, loc. Camerata Cornello; in bosco di Fagus sylvatica; Giugno 2007; Foto di Massimo Mantovani. Regione Piemonte; Luglio 2011; Foto di Alessandro Remorini. Microscopia Esame microscopico e fotografie di Massimo Biraghi. Spore in massa, osservazione a 400×. (Exsiccata MB20050715-35). Osservazione in acqua 1000× Osservazione in rosso Congo 1000×. Basidi banali, subclavati, tetrasporici. Filo lamellare 400×. Cheilocistidi di due morfologie, clavati e peduncolati (molto presenti) e fusiformi, spesso con restrizione apicale. Pleurocistidi abbastanza numerosi da fusiformi a lageniformi. Osservazione in rosso Congo 400×. Osservazione 1000×. Pileipellis di tipo trichoderma con ife terninali strettamente fusiformi, spesso settate.
  6. Pluteus inquilinus Romagn. 1979 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Pluteaceae Foto e Descrizioni Cappello bianco, asciutto di aspetto simile alla cellulosa, rugoso, gambo bianco sericeo con base leggermente bulbosa, lamelle rosate. Regione Lazio, Pineta di Castelfusano; Novembre 2005; Foto e commento di Tomaso Lezzi. Particolare lamelle e tessitura del cappello.
  7. Pluteus hispidulus (Fr. : Fr.) Gillet 1876 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Pluteaceae Genere Pluteus Sezione Hispidoderma Etimologia Pluteus: dal latino, macchina d'assedio con tettoia di legno. hispidulus: diminutivo dal latino hispidus = ispido, irsuto per l'aspetto del cappello Cappello Di dimensioni medio-piccole cm 2,5-4 inizialmente campanulato, a maturità appianato o piano-convesso. La superficie di color grigio argenteo, grigio-bruno è asciutta, con fibrille riunite a ciuffi e spesso rimosa presentando fessurazioni radiali fino al disco che lasciano intravedere la carne bianca sottostante. La zona discale è bruno scuro. È presente un basso umbone tronco. Il margine nel giovane è inflesso, a maturità diventa arrotondato, spesso eccedente ed eroso. Imenoforo Le lamelle sono libere, fitte, ventricose, a margine crenulato (alla lente), nel giovane pallide ma molto presto di colore rosa carnicino e a maturità rosa-salmone, con lamellule. Gambo Bianco 5-7 cm × 4-6 mm, cilindrico con base bulbillosa, pieno, fibroso, striato con minuscole fibrille brune alla base. Carne Fungo eterogeneo con carne bianca fibrosa, scarsa, odore debole, sapore nullo. Habitat Cresce singolarmente o in 2-3 esemplari su resti legnosi di latifoglie (Pioppo, Castagno, Quercia) in primavera ed autunno. Abbastanza raro. Commestibilità o Tossicità Non commestibile. Microscopia Microscopia effettuata su campioni freschi raccolti in Val Borbera (AL). Ottobre 2011. Sporata in massa rosa. Spore (6,1)6,3-7,6(7,9) × (4,5)4,8-5,9(6,1) µm; Q=1,12-1,40; Qm=1,3 largamente ellissoidi normalmente con grossa guttula centrale e apicolo poco visibile. Basidi tetrasporici a forma cilindrico-ventricosa, 23-35 × 9,0-11,0 µm con sterigmi lunghi 2-3 µm. Pleurocistidi assenti. Cheilocistidi a parete sottile, non frequenti. Sono polimorfi: ovoidi, ellissoidi di dimensioni 30-50 × 15-20 µm o allungati fusiformi, raramente mucronati, con apice allungato. GAF assenti. Pileipellis una cutis di ife allungate distese spesso con terminali rialzati che formano anche ciuffi tricodermali. Elementi terminali 80-150 × 10-20 µm. Presentano pigmento vacuolare bruno disciolto. Pileocistidi assenti. Osservazioni Vari autori (Orton e Citerin-Eyssartier) classificano tutti i Pluteus con pileipellis a ife allungate e cistidi a pareti sottili nella sez. Hispidoderma. Vellinga in Flora Agaricina Neerlandica invece distingue all’interno di queste specie quelle con pileipellis a ife sdraiate (cutis) – creando la sez. Villosi (tra cui P.hispidulus e P. ephebeus) - e quelle con ife erette (tricoderma) inserite nella sottosez. Hispidodermini della sez. Celluloderma (tra cui P.exiguus). Questo criterio di distinzione ci sembra poco pratico da utilizzare perché la microscopia dei nostri esemplari mostra la presenza di entrambi questi caratteri (ife sdraiate e ife erette) a seconda dell’area del cappello in cui è stato prelevato il campione osservato. Forse nel caso della sottosez. Hispidodermini si dovrebbe interpretare come pileipellis interamente di aspetto tricodermale. Specie simili Pluteus exiguus di dimensioni e colori simili si distingue macroscopicamente per il cappello su toni più scuri, meno fibrilloso e più minutamente squamuloso. Presenta microscopia differente: - la pileipellis di P. exiguus è formata da ife erette a tricoderma (vedi Osservazioni). Inoltre secondo Funga Nordica, 2008 in P. exiguus le ife cuticolari sono settate con elemento terminale molto più lungo e rigonfio delle cellule precedenti a differenza che in P. hispidulus (ife a elementi terminali banali): quest’ultimo carattere non risulta però dalle nostre osservazioni. - i cheilocistidi di P. exiguus sono ad apice lungo e stretto, spesso mucronati. Bibliografia AA.VV., 1990. Pleurotaceae, Pluteaceae and Tricholomataceae I. Flora Agaricina Neerlandica. Vol. 2. Curatori: Noordeloos, M.E., Kuijper, T.W. & Vellinga, E.C. AA.VV., 2008. Funga Nordica. Agaricoid, boletoid and cyphelloid genera. Ed. Nordsvamp. CITERIN M., EYSSARTIER G., 1998. Cle Analytique du genre Pluteus Fr., Documents Mycologiques 111 (vol. 28) EYSSARTIER, G., & ROUX, P., 2011. Le guide des Champignons France et Europe. Parigi: Ed. Belin. ORTON P.D. (1986) Pluteaceae: Pluteus and Volvariella, British Fungus Flora 4 (ed) Agarics and Boleti. Royal Botanic Garden, Edinburgh Scheda di proprietà AMINT realizzata da Luca Mistè - Approvata e Revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Regione Piemonte, Val Borbera (AL); Maggio 2013; Foto di Luca Mistè. Regione Piemonte, Val Borbera (AL); Ottobre 2011; Foto di Luca Mistè. Un particolare della tipica cuticola fibrillosa. Regione Piemonte, Val Borbera (AL); Maggio 2013; Foto di Luca Mistè. Regione Piemonte, Val Borbera (AL); Ottobre 2011; Foto di Luca Mistè. Passiamo alla microscopia. Come detto sopra il problema nella determinazione di questa specie è dato dal fatto che la cuticola presenta delle zone tipo cutis (ife allungate ripiegate) alternate a zone tipo tricoderma (ife erette), a seconda di dove si preleva il campione. Un ingrandimento a della zona a cutis, osservazione in acqua. Un ingrandimento della zona a cutis, osservazione in rosso Congo. La parte tricodermale (notare la presenza purtroppo di filamenti verdi dovuti a muffe che contaminano il campione). Spore (6,1)6,3-7,6(7,9) × (4,5)4,8-5,9(6,1) µm; Q=1,12-1,40; Qm=1,3 largamente ellissoidi. I cheilocistidi di varie forme: ovoidi, ellissoidi o fusiformi. Un raro cheilocistidio mucronato (con un piccolo prolungamento sommitale), un carattere che la letteratura assegna al Pluteus exiguus Pat. i classici basidi cilindrico-ventricosi del genere Pluteus.
  8. Pluteus ephebeus (Fr. : Fr.) Gillet 1878 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Pluteaceae Genere Pluteus Sezione Hispidoderma Sinonimi Pluteus villosus Quél. 1888 Altre sinonimie proposte da E. Vellinga: Pluteus murinus Bres. 1905 Pluteus pearsonii P.D. Orton 1960 Pluteus lepiotoides A. Pearson 1952 Etimologia Pluteus: dal latino, macchina d'assedio con tettoia di legno. ephebeus: dal greco "efebos" = pubescente, per l'aspetto del cappello. Cappello Dimensioni medie, 4-7 cm, inizialmente campanulato con orlo inflesso, a maturità appianato o piano-convesso con orlo disteso, eroso e tendente a formare lunghe lacerazioni. La superficie è asciutta e ricoperta da squamule e fibrille grigio-brune radiali che dissociandosi lasciano intravedere la carne bianca sottostante. La zona discale presenta un umbone ottuso bruno tomentoso. Imenoforo Le lamelle sono libere, fitte, larghe ventricose, a margine crenulato (alla lente), inizialmente bianche poi di colore rosa carnicino, con rare lamellule. Gambo 8-15 cm in lunghezza e 0,7-1,5 cm di spessore, cilindrico pieno, fibroso, con base bulbillosa. Di colore bianco sericeo, solcato con rade fibrille brune alla base. Carne Fungo eterogeneo con carne bianca, fibrosa, scarsa nel cappello, odore aromatico, leggermente rafanoide. Habitat Cresce singolarmente o in 2-3 esemplari su ceppi e resti legnosi di latifoglie (Populus spp.) in autunno. Abbastanza raro. Commestibilità o Tossicità Non commestibile. Specie simili Pluteus umbrosus (Pers. : Fr.) P. Kumm. e Pluteus plautus (Weinm.) Gillet hanno pure il cappello vellutato squamuloso brunastro ma si distinguono per le ornamentazioni concolori anche sul gambo e il primo anche per il filo lamellare bruno. Osservazioni La taglia medio-grande e il cappello squamuloso grigio-bruno che ricorda il Tricholoma terreum permettono l'individuazione a livello macroscopico del complesso di specie che ruota attorno a Pluteus ephebeus e che sono state sinonimizzate probabilmente a ragione da Vellinga. Si tratta di specie rare non molto studiate in letteratura. La gran parte degli autori considera la sez. Hispidoderma costituita dai Pluteus con pileipellis a ife allungate e cistidi a pareti sottili. Vellinga invece distingue all’interno di queste specie quelle con pileipellis a ife distese (cutis) - mettendole nella sez. Villosi (tra cui P. ephebeus) - e le specie con ife erette (tricoderma) mettendole nella ssez. Hispidodermini della sez. Celluloderma, che prima conteneva solo pileipellis a ife globose. Microscopia Sporata in massa rosa. Spore (5,7)6,0-7,4(7,6) × (4,8)5,0-6,1(6,5) µm; Q=1,05-1,35; Qm=1,2 da subglobose a largamente ellissoidi normalmente con grossa guttula centrale e apicolo poco visibile. Basidi quadrisporici a forma cilindrico-ventricosa, 28-40 × 8,0-12,0 µm con sterigmi lunghi 2-3 µm. Pleurocistidi allungati da fusiformi a conici a lageniformi a parete sottile e a volte con apice allungato moniliforme. Poco abbondanti. Dimensioni 65-90 × 15-25 µm (lunghezza del collo 20-30 µm). Cheilocistidi abbondanti, a parete sottile, di due tipi principali: globosi ellissoidi, ovoidi, clavati. Dimensioni 60-65 × 30-35. allungati fusiformi, lageniformi, spesso con apice più o meno allungato. Dimensioni 45-80 × 15-20 µm (lunghezza del collo 8-12 µm). Giunti a fibbia assenti. Pileipellis in zona discale tricoderma di ife erette, altrove a cutis di ife allungate distese con rari ciuffi tricodermali. Elementi terminali 80-150 × 8-15 µm. Presentano pigmento vacuolare bruno disciolto. Pileocistidi assenti. Microscopia effettuate sul fresco raccolto a Serravalle Scrivia (AL) set 2011 Bibliografia BREITENBACH J. & F. KRANZLIN, 1995 - Champignons de Suisse. Tome 4. Édition Mykologia. Lucerne. CITERIN M, & G. EYSSARTIER, 1998 - Clé analytìque du genre Pluteus Fr. Doc. mycol 28 (111): 47-65. ORTON P.D., 1986 - Britìsh Fungus Flora. 4. Pluteaceae: Pluteus & Volvariella. Royal Botanic Garden. Edinburgh. VELLINGA E.C., 1990 - Flora Agaricina Neerlandica. Volume 2. Pluteaceae: 31-64. Balkema. Rotterdam. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Luca Mistè - Approvata e Revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Foto in studio. Spore (5,7)6,0-7,4(7,6) × (4,8)5,0-6,1(6,5) µm; Q=1,05-1,35; Qm=1,2 da subglobose a largamente ellissoidi normalmente con grossa guttula centrale e apicolo poco visibile. Basidi quadrisporici a forma cilindrico-ventricosa, 28-40 × 8,0-12,0 µm con sterigmi lunghi 2-3 µm. Pleurocistidi allungati da fusiformi a conici a lageniformi a parete sottile e a volte con apice allungato moniliforme. Poco abbondanti. Dimensioni 65-90 × 15-25 µm (lunghezza del collo 20-30 µm). Cheilocistidi abbondanti, a parete sottile, di due tipi principali: 1. globosi ellissoidi, ovoidi, clavati. Dimensioni 60-65 × 30-35 µm. 2. allungati fusiformi, lageniformi, spesso con apice più o meno allungato. Dimensioni 45-80 × 15-20 µm (lunghezza del collo 8-12 µm). Pileipellis in zona discale tricoderma di ife erette. Elementi terminali 80-150 × 8-15 µm. Presentano pigmento vacuolare bruno disciolto. Pileipellis da metà cappello in poi verso il margine a cutis di ife allungate distese con rari ciuffi tricodermali.
  9. Pluteus cyanopus Quél. 1883 Tassonomia Ordine Basidiomycota Famiglia Agaricomycetes Genere Pluteus Sezione Celluloderma Sottosezione Eucellulodermini Sinonimi Pluteus chrysopheus var. cyanopus (Quél.) Quél. 1888 Pluteus metrodii Mal. & Bert. (non validamente pubblicato per mancanza di diagnosi latina) 1970 Etimologia Dal latino Pluteus = tettoia e cyanopus, composto dal greco κυανός e πούς = dal piede blu, per il colore della base del gambo, che assume sfumature azzurrate, verdastre. Cappello Di dimensioni medie, 2-4,5 cm, pruinoso, liscio, striato al margine, marrone grigiastro, con centro più scuro, nerastro. Imenoforo Lamelle libere, piuttosto fitte, ventricose, prima bianco sporco poi rosa, con presenza di lamellule in rapporto lamelle/lamellule = 1/1-2/1, con bordo irregolare e flocculoso, biancastro. Gambo 4-6 × 0,4-0,6 cm, cilindrico, leggermente ingrossato alla base, sericeo, striato-fibrilloso su tutta la lunghezza, di colore grigio chiaro, con riflessi azzurro verdastri alla base. Carne Contesto bianco-grigiastro in alto, grigio nella parte intermedia e con toni azzurro-verdastri in basso. Senza odore né sapore particolari. Habitat Cresce singolarmente su legno di Fagus sylvatica (Faggio), Populus spp. e altre latifoglie. Commestibilità o Tossicità Non commestibile. Microscopia Microscopia effettuata su campioni freschi ed exsiccata provenienti dalla Lombardia. Sporata rosa in massa. Spore 6,6-7,8 × 5,2-6,4 µm, in media 7,2 × 5,6 µm, Q = 1,37 - 1,12; Qm = 1,28, largamente ellissoidali. Basidi 25-30 × 8-10 µm, clavati, tetrasporici. Cheilocistidi numerosi che formano una palizzata sul filo sterile della lamella, da sublageniformi, a clavati, utriformi, 55-75 × 15-25 µm, in media 65 × 20 µm, ialini, a parete sottile. Pleurocistidi abbastanza frequenti, da utriformi a largamente utriformi, 60-160 × 20-40 µm, ialini a parete sottile. Pileipellis formata da un imeniderma di elementi terminali sferopeduncolati 30-55 × 25-45 µm, con pigmento intracellulare marrone. Stipitipellis tipo cutis a ife cilindriche. Caulocistidi 30-45 × 9-15 µm, clavati, subovoidi. Caulopellis formata da ife cilindriche, settate, larghe 5-10 µm in media. GAF rari, osservati nella caulopellis. Osservazioni e Discussione Il genere Pluteus è suddiviso tradizionalmente in sezione Pluteus, con pleurocistidi a parete spessa (metuloidi) e abitualmente con uncini apicali;sezione Hispidoderma con pleurocistidi non metuloidi e pileipellis costituita da cellule allungate (Q>3); sezione Celluloderma sottosezione Eucellulodermini con pleurocistidi non metuloidi e pileipellis costituita unicamente da cellule sferopeduncolate o clavate con Q<3; sezione Celluloderma sottosezione Mixtini con pleurocistidi non metuloidi e pileipellis costituita da cellule sferopeduncolate o clavate con Q<3, frammiste a cellule allungate con Q>3. I campioni studiati in questa raccolta mostrano cuticola con elementi terminali sferopeduncolati o largamente clavati. Essendo per questo carattere microscopico, fortemente differenti da tutte le altre specie con colorazioni azzurro-verdastre descritte in dettaglio nel paragrafo “Somigianze” e per la forma e mancanza di pigmento dei pleurocistidi vengono attribuiti alla specie Pluteus cyanopus. Specie simili Pluteus cyanopus per il suo colore azzurro verdastro alla base del gambo (che può anche non essere facilmente visibile!) si può confondere solo con altre specie con sfumature azzurre. Pluteus phaeocyanopus si distingue per la presenza di pleurocistidi strettamente lageniformi invece che lageniformi-utriformi e con pigmento marrone. Pluteus salicinus (Pers.: Fr.) Kumm. Macroscopicamente ha sfumature azzurro-verdastre sul cappello e sul gambo. I pleurocistidi sono metuloidi (a parete spessa) e rostrati, caratteri distintivi della sezione Pluteus. Pluteus americanus. Ha pileo fortemente igrofano. Colore blu o blu-verde su cappello e/o stipite; odore di Pelargonium. I pleurocistidi sono metuloidi (a parete spessa) e rostrati, caratteri distintivi della sezione Pluteus. Crescita su latifoglia. Per ora non è mai stato trovato in Europa. Pluteus glaucotinctus ha tonalità azzurro-verdi, sia sul cappello che sul gambo. Presenta pileipellis a cutis e manca di GAF. Pluteus izurun ha cappello bianco con squame scure con tonalità azzurro-verdi addensate al centro e base del gambo fortemente azzurra. Presenta pileipellis a cutis e manca di GAF. Pluteus meridionalis ha cappello bianco con squame scure con tonalità azzurro-verdi addensate al centro e gambo con puntinature verdastre alla base. Presenta pileipellis a cutis e manca di GAF. Pluteus padanilinus ha cappello bruno fortemente fibrilloso, e base del gambo di un blu deciso. Presenta pileipellis a cutis e manca di GAF nella pileipellis e presenta alcuni GAF nella trama imeniale. Pluteus theonii è simile a Pluteus glaucotinctus, ma differisce per la sequenza nrITS, per le basidiospore subglobose predominanti (Qm = 1,15) e per i cheilocistidi più lunghi, fino a 94 μm. Bibliografia AA.VV., 1990. Pleurotaceae, Pluteaceae and Tricholomataceae I. Flora Agaricina Neerlandica. Vol. 2. Curatori: Noordeloos, M.E., Kuijper, T.W. & Vellinga, E.C. AA.VV., 2008. Funga Nordica. Agaricoid, boletoid and cyphelloid genera. Ed. Nordsvamp. CITERIN M., EYSSARTIER G., 1998. Cle Analytique du genre Pluteus Fr., Documents Mycologiques 111 (28). JUSTO, A., MAYSHEVA, E., BULYONKOVA, T., VELLINGA, E.C., COBIAN, G., NGUYEN, N., MINNIS A.M., HIBBET, D.S., 2014. Molecular phylogeny and phylogeography of Holarctic species of Pluteus section Pluteus (Agaricales: Pluteaceae), with description of twelve new species. Phytotaxa 180 (1): 001–085. http://dx.doi.org/10...ytotaxa.180.1.1 MENOLLI, N. jr., JUSTO, A., ARRILLAGA, P., PRADEEP, C.K., MINNIS A.M., CAPELARI, M., 2014. Taxonomy and phylogeny of Pluteus glaucotinctussensu lato (Agaricales, Basidiomycota) a multicontinental species complex. Phytotaxa 188 (2): 078–090. http://dx.doi.org/10...ytotaxa.188.2.2 MINNIS, A.M. & SUNDBERG, W.J., 2010. Pluteus section Celluloderma in the U.S.A.. North American Fungi. 5 (1): 1-107. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Tomaso Lezzi e Massimo Biraghi - Revisionata da Stefano Rocchi. Dicembre 2014; Regione Lombardia; Foto di Massimo Biraghi. (Exsiccata TL20141214-01 - MB20141214-01) Dicembre 2014; Regione Lombardia; Foto di Marco Barbanera. Dicembre 2014; Regione Lombardia; Foto di Massimo Biraghi. Pileipellis formata da cellule brevi, sferopeduncolate. Cheilocistidi. Pleurocistidi. Spore. 1000×. Basidi. Caulopellis a cutis. Caulocistidi.
  10. Pluteus chrysophaeus (Schaeff.) Quél. 1872 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Basidiomycetes Ordine Agaricales Famiglia Pluteaceae Genere Pluteus Sezione Celluloderma Sottosezione Eucellulodermini Foto e Descrizioni Il Pluteus chrysophaeus è una specie poco comune, con il cappello giallo. I campioni del nostro ritrovamento mostrano una cuticola formata da ife sferiche e in alcuni casi leggeremente piriformi (celluloderma). I cistidi sono pochi, ma di grandi dimensioni; le spore sono subglobose. Il simile Pluteus leoninus, ha la cuticola formata da ife disposte con struttura a trichoderma, cioè con ife allungate e rialzate. Regione Lazio; Novembre 2011; Foto di Tomaso Lezzi. Microscopia La cuticola formata da ife sferiche, in alcuni casi leggeremente piriformi (celluloderma). I cistidi sono scarsi, ma di grandi dimensioni. Le spore subglobose.
  11. Pluteus cervinus (Schaeffer) Kummer Svizzera;Aprile 2015; Foto e microscopia di Roberto Cagnoli. Pileipellis formata da ife filamentose, lunghe e settate, totale assenza di GAF, a bassi ingrandimenti. Assenza di GAF. Pleurocistidi metuloidi con uncini in numero da 2 a 4. Cheilocistidi piriformi e sferopeduncolati sul filo lamellare. Immagine a bassi ingrandimenti. Cheilocistidi. Pleurocistidi. Spore largamente elissoidi generalmente con grande guttula centrale.
  12. Pluteus cervinus (Schaeffer) Kummer; Svizzera; Giugno 2014; Foto di Roberto Cagnoli.
  13. Pluteus cervinus (Schaeffer) Kummer; Regione Abruzzo; Ottobre 2014; Foto macro di Tomaso Lezzi, foto micro di Tomaso Lezzi e Mario Iannotti. Raduno GEMA 2014 - Rivisondoli. Ritrovamento su ceppo di Faggio morto. Cuticola. 100×. Osservazione in Acqua. Struttura di ife cilindriche subparallele, che formano una cutis. Cuticola. 100×. Osservazione in Acqua. Struttura di ife cilindriche pseudoparallele, che formano una cutis. Cheilocistidi con profilo largamente clavato e parete sottile. 400×. Osservazione in Rosso Congo ammoniacale. Pleurocistidi uncinati a parete spessa. 400×. Osservazione in Rosso Congo ammoniacale. Spore. 1000×. Osservazione in Rosso Congo ammoniacale.
  14. Pluteus cervinus (Schaeffer) Kummer ; Regione Abruzzo; Ottobre 2014; Foto macro di Tomaso Lezzi, foto micro di Tomaso Lezzi e Mario Iannotti. Raduno GEMA 2014 - Rivisondoli. Ritrovamento su ceppo di Faggio morto. Cuticola. 100×. Osservazione in Acqua. Struttura di ife cilindriche subparallele, che formano una cutis. Cheilocistidi. 400×. Osservazione in Rosso Congo ammoniacale. I cheilocistidi, che si trovano esattamente sul filo della lamella hanno un profilo largamente clavato e parete sottile, spostandosi dal filo della lamella verso le facce della lamella, le cellule di passaggio cominciano ad avere parete più spessa, sono mucronati, fino a mostrare una struttura detta in inglese magnus type in cui i cistidi hanno una sola punta centrale. Spostandosi ancora verso la faccia della lamella i pleurocistidi mostrano la forma uncinata tipica della sezione Pluteus. Pleurocistidi uncinati a parete spessa. 400×. Osservazione in Rosso Congo ammoniacale. Pleurocistidi uncinati. 1000×. Osservazione in Rosso Congo ammoniacale. Spore. 1000×. Osservazione in Rosso Congo ammoniacale.
  15. Pluteus cervinus (Schaeffer) Kummer; Regione Trentino Alto Adige; Agosto 2014; Foto di Tomaso Lezzi. Raduno Scientifico CSP35 di Braies (BZ). Lamelle rosa, libere al gambo. Particolare della sporata depositata sul gambo. Particolare della base del gambo. Cuticola. 400× Cheilocistidi. 100×. Cheilocistidi. 400×. Pleurocistidi uncinati, a parete spessa. 400×. Spore 1000×.
  16. Pluteus cervinus (Schaeffer) Kummer; Svizzera; Giugno 2014; Foto di Roberto Cagnoli. Pileipellis. Cheilocistidi. Pleurocistidi. Spore.
  17. Pluteus cervinus (Schaeffer) Kummer; Svizzera; Maggio 2014; Foto di Roberto Cagnoli. Pileipellis con elementi fusiformi settati. GAF assenti. Pleurocistidi metuloidi. Cheilocistidi Sferopeduncolati. Basidi tetrasporici. Spore 6-7,5 µm; ellissoidali; con guttula centrale.
  18. Pluteus cervinus (Schaeffer) Kummer; Regione Trentino; Settembre 2013; Foto di Luigi Minciarelli, microscopia di Tomaso Lezzi, Luigi Minciarelli, Mario Iannotti. Campione di Pluteus piuttosto malandato trovato su legno morto di Abete rosso, ma la microscopia ha confermato la sezione Pluteus (pleurocistidi uncinati e a parete spessa), e la specie Pluteus cervinus, per la mancanza di GAF nelle ife del cappello e delle lamelle. Pleurocistidi uncinati. Spore ellissoidali.
  19. Pluteus cervinus (Schaeffer) Kummer; Regione Lazio; Gennaio 2013; Foto di Tomaso Lezzi. Cappello marrone, odore di ravanello, lignicolo, sporata rosa e lamella libera. Pleurocistidi metuloidi (a parete spessa), uncinati, cuticola formata da elementi allungati, settati, senza GAF. Pleurocistidi metuloidi (a parete spessa), uncinati. Spore ellissoidali. Cuticola formata da elementi allungati, settati, senza GAF.
  20. Pluteus cervinus (Schaeff.) Kummer; Regione Umbria; Agosto 2010; Foto di Luigi Minciarelli. Ritrovamento su ceppo di Faggio, dai boschi appeninici in Umbria. Campione singolo in associazione con Hypholoma fasciculare che cresceva sulla stessa ceppaia. L' esemplare raccolto aveva distinto odore rafanoide. Microscopia Foto e commenti di Tomaso Lezzi e Luigi Minciarelli. Gli elementi che caratterizzano la sez. Pluteus sono la cuticola con cellule filamentose cilindriche e i pleurocistidi a parete spessa e uncinati sull'apice (Cervinus type). Cuticola con cellule filamentose, cilindriche, settate. Non sono stati osservati GAF in nessuno dei tessuti, neanche nella cuticola. Cheilocistidi piriformi. Cistidi della zona intermedia trai cistidi del filo lamellare, e i pleurocistidi. La forma è diversa da quella dei pleurocistidi, non hanno i 3-4 uncini ricurvi all'apice, ma spesso hanno una sola punta (Magnus type) e degli accenni di uncini. Pleurocistidi con 3-4 uncini ricurvi all'apice e parete spessa (metuloidi).
  21. Pluteus cervinus (Schaeff.) Kummer; Regione Calabria; Luglio 2009; Foto di Pietro Curti.
  22. Pluteus cervinus (Schaeff.) Kummer; Regione Piemonte; Ottobre 2010; Foto di Tomaso Lezzi. Odore rafanoide, un importante carattere di riconoscimento.
  23. Pluteus cervinus (Schaeff.) Kummer; Regione Lombardia; Marzo 2010; Foto di Massimo Biraghi.
  24. Pluteus cervinus (Schaeff.) Kummer; Foto di Massimo Biraghi. Cistidi abbondanti, metuloidi, a parete spessa.
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