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Archivio Micologico

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Tutti i contenuti di Archivio Micologico

  1. Cortinarius praestans (Cordier) Gillet. Regione Liguria. Ottobre 2012. Foto e commento di Marika Ligure. Assenza di bulbo e cortina presente sui primordi. La sezione. Imenoforo.
  2. Cortinarius praestans (Cordier) Gillet. Regione Veneto. Ottobre 2012. Foto di Giuliano Gnata.
  3. Cortinarius praestans (Cordier) Gillet. Regione Emilia-Romagna, località Pradovera 1100 m s.l.m. Settembre 2010. Foto di Massimo Biraghi.
  4. Cortinarius praestans (Cordier) Gillet. Regione Emilia Romagna. Novembre 2009. Foto di Gianni Bonini.
  5. Cortinarius praestans (Cordier) Gillet. Regione Emilia Romagna. Ottobre 2006. Foto di Gianni Bonini.
  6. Cortinarius praestans (Cordier) Gillet. Regione Lombardia. Foto di Emilio Pini.
  7. Cortinarius praestans (Cordier) Gillet. Regione Liguria. Settembre 2005. Foto di Maria Ligure. Un particolare del cappello segnato dalle sue rughe radiali.
  8. Cortinarius praestans (Cordier) Gillet 1876 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Cortinariaceae Genere Cortinarius Sottogenere Phlegmacium Sezione Claricolores Moënne-Locc. & Reumaux Clade /claricolor Sinonimi Cortinarius berkeleyi Cooke 1883 Etimologia L'epiteto Cortinarius deriva dal latino cortinarius = attinente alla cortina, per la presenza di velo secondario sul gambo in forma di cortina. L'epiteto preaestans deriva dal latino præstans = notevole, imponente, per le sue grandi dimensioni. Cappello 5-25 cm, all’inizio emisferico, poi convesso con il margine a lungo involuto, poi disteso e infine depresso. Superficie pileica dapprima liscia poi caratteristicamente corrugata verso il margine, di colore bruno-rossiccio, con componente violaceo-argentata all’esordio. Di frequente sono presenti lembi del velo generale anche a maturità. Imenoforo Lamelle fitte, uncinate, fragili, con filo irregolare biancastro; di color grigio-violetto pallido, poi argilla e infine rugginose. Gambo 6-24 × 2-5 cm, robusto, panciuto o quasi obeso all’inizio, poi ventricoso, con un bulbo basale ingrossato e radicante ma non marginato; superficie biancastra ma presto ocracea, pressoché glabra e ornata da vistosi residui del velo generale viola-argentato che può formare anche ghirlande sovrapposte. Carne Piuttosto soda, biancastra o crema, sfumata di violetto all’apice del gambo; odore leggero e gradevole, sapore dolciastro. Habitat Gregario o subcespitoso nei boschi di latifoglie, in particolare di Faggi e Querce; raramente segnalato anche presso conifere. Cresce dalla tarda estate all’autunno prediligendo substrati calcarei. Commestibilità e Tossicità Buon commestibile di ottima resa; da molti raccoglitori preferito addirittura al Porcino. Secondo alcuni autori tutte le specie di Cortinarius a carne bianca sono da considerarsi commestibili: per prudenza e per le qualità organolettiche incostanti, non sempre tali da meritarne il consumo, consigliamo di mettere in tavola solo specie determinate e riconosciute con certezza assoluta e di cui sia dichiarato un giudizio positivo di commestibilità. Osservazioni Questo fungo è sicuramente la specie di maggiori dimensioni all’interno del genere Cortinarius; oltre alla taglia gli altri caratteri fondamentali per il riconoscimento sono il cappello corrugato, le lamelle pallide, l’assenza di un bulbo marginato e le spore di grandi dimensioni. Quest’ultime, in alcuni casi, possono arrivare a dimensioni enormi fino a superare i 17 μm. Specie simili Cortinarius cumatilis Fr. che cresce sotto conifere, ha taglia inferiore, colorazioni del cappello costantemente sul grigio-violetto-celeste e spore più piccole. Cortinarius largus Fr., specie di medie dimensioni si differenzia per le tinte del cappello sensibilmente più pallide, e per le lamelle violette. Bibliografia AA.VV., 2018. Funga Nordica. Agaricoid, boletoid and cyphelloid genera. Ed. Nordsvamp. 2nd Edition, 2nd printing. CALLEDDA F., CAMPO E., FLORIANI M. & MAZZA R. 2021. Guida Introduttiva al genere Cortinarius in Europa. Ed. Osiride. NITARE J., KNUTSSON T., BRANDRUD T.E., JEPPESEN T.S. & FRØSLEV T.G. 2024. Ädelspindlingar – Guide till svenska naturvårdsarter. Mykologiska Publikationer 12. Ed. Sveriges Mykologiska Förening (SMF). KUYPER T. et al. 2024. Flora Agaricina Neerlandica Vol 8. Cortinarius. Scheda di proprietà AMINT realizzata dal CLR Micologico di AMINT. Regione Lombardia. Settembre 2008. Foto di Massimo Biraghi. Certamente il gigante del Genere Cortinarius, cresce nelle foreste di latifoglia e in special modo nelle faggete, ma anche sotto Castagno e Quercia in suoli calcarei. L'assenza di un bulbo marginato, le lamelle biancastre nel giovane, la carne biancastra, sfumata a volte di violetto nella parte alta del gambo, l'odore subnullo, il sapore dolce, e la taglia imponente sono elementi che ne consentono una determinazione abbastanza semplice.
  9. Cortinarius pholideus (Lilj.) Fr. Regione Lombardia, località Aprica. Settembre 2014. Foto e microscopia di Massimo Biraghi. Bosco di Betulla e Abete Rosso, 1300 m s.l.m. Spore ovoidali con evidenti verruche. N° Long. Larg. Q Moy 7,13 5,12 1,39 Min 6,43 4,53 1,25 Max 7,72 5,62 1,55 Media 7,14 5,15 1,38 Lxl: N = 40; dMd; (6,43)6,65-6,98-7,55(7,72) x (4,53)4,74-5,1-5,42(5,62) Qm= 1,39 Osservazione in acqua a 400×. Osservazione in acqua, a 1000×.
  10. Cortinarius pholideus (Lilj.) Fr. 1838 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Cortinariaceae Genere Cortinarius Sottogenere Telamonia Sezione Pholidei Melot Clade /pholideus Sinonimi Cortinarius subpholideus Rob. Henry 1992 Cortinarius subpenicillatus Carteret & Reumaux 2005 Cortinarius pholideoides Bidaud & Reumaux 2005 Etimologia L'epiteto Cortinarius deriva dal latino cortinarius = attinente alla cortina, per la presenza di velo secondario sul gambo in forma di cortina. Bibliografia AA.VV., 2018. Funga Nordica. Agaricoid, boletoid and cyphelloid genera. Ed. Nordsvamp. 2nd Edition, 2nd printing. CALLEDDA F., CAMPO E., FLORIANI M. & MAZZA R. 2021. Guida Introduttiva al genere Cortinarius in Europa. Ed. Osiride. NITARE J., KNUTSSON T., BRANDRUD T.E., JEPPESEN T.S. & FRØSLEV T.G. 2024. Ädelspindlingar – Guide till svenska naturvårdsarter. Mykologiska Publikationer 12. Ed. Sveriges Mykologiska Förening (SMF). KUYPER T. et al. 2024. Flora Agaricina Neerlandica Vol 8. Cortinarius. Continente Europa. Agosto 2008. Foto di Federico Calledda.
  11. Cortinarius percomis Fr. Svizzera. Agosto 2007. Foto di Federico Calledda. Esemplari poco tipici sul luogo di raccolta ma in definitiva determinati con sicurezza per caratteristiche organolettiche, macroreazione (rossa con KOH su carne e base del gambo, e microscopia.
  12. Cortinarius percomis Fr. Regione Trentino-Alto Adige (Provincia Autonoma di Trento). Settembre 2006. Foto di Pietro Curti.
  13. Cortinarius percomis Fr. 1838 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Cortinariaceae Genere Cortinarius Sottogenere Phlegmacium Etimologia L'epiteto Cortinarius deriva dal latino cortinarius = attinente alla cortina, per la presenza di velo secondario sul gambo in forma di cortina. Bibliografia AA.VV., 2018. Funga Nordica. Agaricoid, boletoid and cyphelloid genera. Ed. Nordsvamp. 2nd Edition, 2nd printing. CALLEDDA F., CAMPO E., FLORIANI M. & MAZZA R. 2021. Guida Introduttiva al genere Cortinarius in Europa. Ed. Osiride. NITARE J., KNUTSSON T., BRANDRUD T.E., JEPPESEN T.S. & FRØSLEV T.G. 2024. Ädelspindlingar – Guide till svenska naturvårdsarter. Mykologiska Publikationer 12. Ed. Sveriges Mykologiska Förening (SMF). KUYPER T. et al. 2024. Flora Agaricina Neerlandica Vol 8. Cortinarius. Regione Trentino. Settembre 2006. Foto di Massimo Biraghi, commento di Luca Mistè. Cappello vischioso cm 4-8 da emisferico nel giovane a convesso, di colore-giallo-ocra tendente ad imbrunirsi con l’età. Lamelle concolori al cappello, con qualche riflesso verdastro. Gambo cm 4-8 giallo-zolfo cilindrico, a volte con base leggermente ingrossata, clavato. Carne giallo-zolfo, reazione rossastra al KOH. L'odore è forte aromatico di maggiorana, il sapore dolce. Crescita sotto Abete rosso.
  14. Cortinarius cupreorufus Brandrud 1994 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Cortinariaceae Genere Cortinarius Sottogenere Phlegmacium Sinonimi Cortinarius orichalceus (Batsch) Fr. auct. 1838 - NON Batsch Note tassonomiche La specie descritta originariamente da Batsch come Cortinarius orichalceus Batsch corrisponderebbe a Cortinarius odorifer Britzelm. (CALLEDDA et al. 2021, BRANDRUD et al. 1990-2014) Etimologia L'epiteto Cortinarius deriva dal latino cortinarius = attinente alla cortina, per la presenza di velo parziale sul gambo in forma di cortina. Cappello Con toni verdastri. Carne biancastra al più poco sfumata di giallo, senza odori particolari. Specie simili Cortinarius odorifer Britzelm. ha colore della carne giallo più brillante e odore anisato. Bibliografia AA.VV., 2018. Funga Nordica. Agaricoid, boletoid and cyphelloid genera. Ed. Nordsvamp. 2nd Edition, 2nd printing. BRANDRUD et al. 1990-2014. Cortinarius, Flora Photographica. Cortinarius HB. CALLEDDA F., CAMPO E., FLORIANI M. & MAZZA R. 2021. Guida Introduttiva al genere Cortinarius in Europa. Ed. Osiride. NITARE J., KNUTSSON T., BRANDRUD T.E., JEPPESEN T.S. & FRØSLEV T.G. 2024. Ädelspindlingar – Guide till svenska naturvårdsarter. Mykologiska Publikationer 12. Ed. Sveriges Mykologiska Förening (SMF). KUYPER T. et al. 2024. Flora Agaricina Neerlandica Vol 8. Cortinarius. Svizzera. Agosto 2007. Foto di Federico Calledda. Molto simile al più comune Cortinarius odorifer, C. orichalceus si riconosce macroscopicamente per l'assenza di odori particolari, per le tinte verdastre del cappello, la carne biancastra, al più solo sfumata di giallo. sezione che mette in evidenza la carne
  15. Cortinarius orellanus Fr. Regione Sardegna; Novembre 2013; Foto di Franco Sotgiu.
  16. Cortinarius orellanus Fr. Regione Lombardia. Luglio 2013. Foto e microscopia di Massimo Biraghi. Spore in acqua, a 100×. Long. : N =30 ; dMd ; (8,13)8,554 - 8,86 - 9,451(10,05) Larg. : N =30 ; dMd ; (5,46)5,912 - 6,19333333333333 - 6,667(6,79) Q : N =30 ; dMd ; (1,30)1,35 - 1,42 - 1,557(1,61) N° Long. Larg. Q Moy 8,99 6,29 1,43 Min 8,13 5,46 1,30 Max 10,05 6,79 1,61 Media 9,02 6,34 1,43
  17. Cortinarius orellanus Fr. Regione Lombardia. Ottobre 2008. Foto di Emilio Pini.
  18. Cortinarius orellanus Fr. Regione Lombardia. Novembre 2007. Foto di Federico Calledda.
  19. Cortinarius orellanus Fr. Foto di Federico Calledda.
  20. Cortinarius orellanus Fr. Regione Lombardia, Val Seriana, loc. Fonti, Pineta di Clusone. Settembre 2007. Foto di Massimo Biraghi.
  21. Cortinarius orellanus Fr. 1838 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Cortinariaceae Genere Cortinarius Sezione Leprocybe Sezione Orellanus M.M. Moser Clade /orellanus Sinonimi Cortinarius rutilans Quél. 1898 Etimologia L'epiteto Cortinarius deriva dal latino cortinarius = attinente alla cortina, per la presenza di velo secondario sul gambo in forma di cortina. L'epiteto orellanus deriva dal nome della pianta Bixia orellana, da cui si estrae un colorante arancio ruggine. Cappello 3-10 cm di diametro. Semisferico-campanulato, poi sempre più disteso ed infine espanso piano, talvolta con pronunciato umbone pileico largo e ottuso. Bruno volgente al fulvo, all'arancio, al rossastro, rugginoso, spesso assai scuro, con fibrille o squamette pelose finemente appressate, asciutto, opaco, serico, carnoso al centro, sottile al margine che è delicato e spesso fessurato, dapprima arrotolato, poi ondulato, lobato e lievemente contorto. Lamelle larghe, distanziate, alte, annesse al gambo a volte grinzose ed erose sul margine. Di colore giallastro-arancione e poi del colore del cappello con riflessi rugginosi e rossastri. Gambo Dimensioni 3-10 × 0,8-1,8 cm, quasi cilindrico, allungato, a volte allargato a metà altezza e attenuato alla base, liscio, sodo, pieno, giallo arancio, o giallo citrino, con il colore del cappello in zona mediana, più pallido in alto e in basso, decorato nella sua interezza da finissime fibrille bruno rossicce, con riflessi rugginosi analoghi a quelli del cappello. Carne Compatta, stabilmente giallastra ocracea, più scura al piede dello stipite, sotto la cuticola da bruno ruggine a ocracea con sfumature rossastre. Odore di radice o di rapa, sapore terroso, acidulo. Habitat Cresce da agosto a ottobre, a grandi gruppi ma anche solitario, sotto latifoglie, preferibilmente sotto Quercus e Fagus, si lega sovente anche al Nocciolo. Gli areali di crescita non sono equamente distribuiti nel territorio, comunque è sempre presente con abbondanza nelle stazioni di crescita abituali. Commestibilità e tossicità Velenoso mortale. Questa specie contiene la tossina chiamata orellanina. Se ingerito manifesta gli effetti della sua tossicità da 2 a 18 giorni dopo l'ingestione. I primi sintomi sono la sete bruciante e l'aumento della diuresi seguiti poi da nausea, cefalee, dolori muscolari e brividi. Successivamente i tubuli renali si necrotizzano. Porta a morte nel 10% dei casi, o al rene artificiale o al trapianto renale, anche un avvelenamento leggero può richiedere mesi di trattamento in ospedale. Sembra quasi inverosimile che un fungo con aspetto rugginoso in ogni sede e con odori e sapori nettamente negativi, possa portare ad avvelenamenti così frequenti. In realtà la maggioranza dei micetismi che interessano questa specie sono circoscritti a zone dove esiste la diffusa abitudine alla raccolta di funghi appartenenti al Genere Chroogomphus, i quali presentano numerose affinità morfocromatiche. Per tali motivi e vista la scarsissima qualità organolettica di Chroogomphus helveticus e Chroogomphus rutilus, sconsigliamo vivamente la raccolta di queste due specie, troppo simili in gioventù a Cortinarius orellanus e Cortinarius rubellus. Pur consigliando di evitare i Chroogomphus per l'alto rischio di confusione esistente con i Cortinarius velenosi mortali, ci sembra giusto indicare quali sono le osservazioni che portano a differenziare macroscopicamente i due gruppi di funghi. Cortinarius ha lamelle adnate, smarginate, Chroogomphus diversamente nettamente decorrenti, Cortinarius ha sporata ocra rugginosa e quindi di tale colore pitta le lamelle a maturità, Chroogomphus ha sporata nerastra. Ultima differenza la carne, alla base del gambo quella dei Chroogomphus è tipicamente giallo cromo, giallo fulvo, questa caratteristica non è mai presente in Cortinarius orellanus e Cortinarius rubellus. Cortinarius orellanus contiene una quantità maggiore di orellanina rispetto a Cortinarius speciosissimus e per questo motivo è decisamente più velenoso. La latenza prima della manifestazione esplicita di sintomi d'intossicazione da orellanina può essere veramente lunga, anche oltre 10 giorni. L'orellanina per alcuni studiosi rimane presente nell'organismo fino a sei mesi dopo l'ingestione, per cui il trapianto sembra sicuro per il nuovo rene a distanza di almeno un anno. Specie simili Cortinarius rubellus Cooke, che ha gli stessi colori, ma cresce sotto conifere, con capello conico-umbonato, e gambo con bande zigzaganti giallastre e cangianti, egualmente velenoso mortale, sempre per presenza dello stesso principio tossico, l'orellanina. Cortinarius cinnabarinus rosso vermiglio, con lamelle di colore ancora più intenso, proprio delle faggete, velenoso non mortale, responsabile di sindrome gastroenterica. Cortinarius sanguineus completamente rosso sangue, che cresce sotto le conifere, con stesse caratteristiche tossicologiche del precedente. Cortinarius bolaris biancastro o ocraceo, con squame vermiglie e lamelle color cannella. Infine, tutti i funghi del Sottogenere Leprocybe possono assomigliare a Cortinarius orellanus, anche se tendenzialmente hanno colori meno rugginoso-giallastri. Chroogomphus helveticus e Chroogomphus rutilus, simili in gioventù a Cortinarius orellanus e Cortinarius rubellus. Pur consigliando di evitare i Chroogomphus per l'alto rischio di confusione esistente con i Cortinarius velenosi mortali, ci sembra giusto indicare quali sono le osservazioni che portano a differenziare macroscopicamente i due gruppi di funghi. Cortinarius ha lamelle adnate, smarginate, Chroogomphus diversamente nettamente decorrenti, Cortinarius ha sporata ocra rugginosa e quindi di tale colore pitta le lamelle a maturità, Chroogomphus ha sporata nerastra. Ultima differenza la carne, alla base del gambo quella dei Chroogomphus è tipicamente giallo cromo, giallo fulvo, questa caratteristica non è mai presente in Cortinarius orellanus e Cortinarius rubellus. Bibliografia AA.VV., 2018. Funga Nordica. Agaricoid, boletoid and cyphelloid genera. Ed. Nordsvamp. 2nd Edition, 2nd printing. CALLEDDA F., CAMPO E., FLORIANI M. & MAZZA R. 2021. Guida Introduttiva al genere Cortinarius in Europa. Ed. Osiride. NITARE J., KNUTSSON T., BRANDRUD T.E., JEPPESEN T.S. & FRØSLEV T.G. 2024. Ädelspindlingar – Guide till svenska naturvårdsarter. Mykologiska Publikationer 12. Ed. Sveriges Mykologiska Förening (SMF). KUYPER T. et al. 2024. Flora Agaricina Neerlandica Vol 8. Cortinarius. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Pietro Curti - Approvata e Revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Regione Lombardia. Novembre 2007. Foto di Federico Calledda.
  22. Cortinarius olivaceofuscus Kühner; Regione Lombardia; Novembre 2013; Foto, commento e microscopia di Massimo Biraghi. Entità variabile nelle colorazioni pileiche, il colore di fondo del cappello può avere toni olivastri, da qui il nome, oppure toni ocra-giallastri, come nel mio caso, quello che invece accomuna è il colore rossastro al centro dell'umbone e nei punti di contatto. Microscopia Spore ovali - ellissoidi Long. : N =50 ; dMd ; (6,33)7,102 - 7,33 - 8,036(8,37) Larg. : N =50 ; dMd ; (4,19)4,306 - 4,465 - 5,099(5,36) Q : N =50 ; dMd ; (1,35)1,471 - 1,55 - 1,769(1,85) N° Long. Larg. Q Moy 7,53 4,71 1,60 Min 6,33 4,19 1,35 Max 8,37 5,36 1,85 Media 7,53 4,73 1,58 Lxl: N= 50 ; dMd; (6,33)7,10-7,33-8,04(8,37) x (4,19)4,31-4,465-5,10(5,36) Qm= 1,60
  23. Cortinarius olivaceofuscus Kühner; Regione Umbria; Ottobre 2010; Foto di Tomaso Lezzi. Le lamelle. Un'immagine della reazione sulla cuticola al KOH di color rosso scuro-nerastro.
  24. Cortinarius olivaceofuscus Kühner 1955 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Cortinariaceae Genere Cortinarius Sottogenere Dermocybe Sezione Pauperi (M.N. Moser & E. Horak) Soop Sezione Olivaceofusci Høil Clade /olivaceofuscus Sinonimi Cortinarius carpineti G. Garnier 1991 Cortinarius schaefferi Bres. 1930 - nom. illeg. Dermocybe carpineti M.M. Moser 1986 Etimologia L'epiteto Cortinarius deriva dal latino cortinarius = attinente alla cortina, per la presenza di velo secondario sul gambo in forma di cortina. Bibliografia AA.VV., 2018. Funga Nordica. Agaricoid, boletoid and cyphelloid genera. Ed. Nordsvamp. 2nd Edition, 2nd printing. CALLEDDA F., CAMPO E., FLORIANI M. & MAZZA R. 2021. Guida Introduttiva al genere Cortinarius in Europa. Ed. Osiride. NITARE J., KNUTSSON T., BRANDRUD T.E., JEPPESEN T.S. & FRØSLEV T.G. 2024. Ädelspindlingar – Guide till svenska naturvårdsarter. Mykologiska Publikationer 12. Ed. Sveriges Mykologiska Förening (SMF). KUYPER T. et al. 2024. Flora Agaricina Neerlandica Vol 8. Cortinarius. Regione Umbria. Ottobre 2010. Foto di Mario Iannotti. Ritrovamento nel muschio in ambiente misto Pino nero, Quercia, Carpino, di una Dermocybe con lamelle oliva, il cappello fibrilloso non zonato, fibrille nerastre sul gambo, non sono stati riscontrati odori particolari. Specie insufficientemente conosciuta, sospettata di tossicità, da sottoporre a nuove indagini e valutazioni. Il cappello fibrilloso e scuro verso il centro. Il colore delle lamelle in un esemplare giovane, si nota molto bene il filo della lamella irregolare.
  25. Cortinarius cliduchus Fr. Regione Lombardia, località Lenna. Settembre 2014. Foto di Massimo Biraghi. Bosco misto di Nocciolo, Abete Rosso, Carpino, Faggio.
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